La prima certezza che si ha giocando alla beta di Destiny 2 — titolo sviluppato da Bungie e pubblicato in versione finale da Activision a partire da questa settimana — è che si tratta di un colpo di spugna trasversale rispetto a quanto visto nel primo episodio, uscito nel 2014.Personalmente, ho abbandonato il primo Destiny subito dopo aver completato la campagna principale, perché mi sono ritrovato vittima di tutti i difetti strutturali che un'opera così ambiziosa rischia di portarsi dietro al primo vagito. Mi aspettavo una space opera sparacchina da condividere con gli amici — una specie di figlio illegittimo di George Lucas e di quei pomeriggi delle superiori persi per sempre dietro alla leggenda di Leroy Jenkins —, invece mi sono ritrovato con una storia degna della infelice saga dei prequel di Star Wars (ma raccontata peggio) e sono stato presto lasciato indietro da tutti gli amici con cui avevo cominciato.Continua a leggere su Motherboard:'Destiny 2' è un villaggio vacanze spaziale in cui spari agli animatori
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'Destiny 2' è un villaggio vacanze spaziale in cui spari agli animatori
Abbiamo giocato al secondo titolo della saga, che sembra determinato ad accogliere tutti. Ma proprio tutti.