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A proposito del selfie che ha distrutto un'opera da 200.000 dollari

Oops.

di Tanjia M. Laden
26 luglio 2017, 10:27am

Hypercaine, di Simon Birch, Gloria Yu, Gabriel Chan e Jacob Blitzer. Tutte le immagini courtesy di The 14th Factory dove non ulteriormente specificato.

La settimana scorsa, il video di una telecamera a circuito chiuso postato su YouTube mostrava una donna intenta a scattarsi un selfie che faceva cadere una serie di piedistalli con sopra opere d'arte del valore stimato di 200.000 dollari. Chiamata Hypercaine in onore di una traccia EDM di DJ Fresh, l'installazione è parte della crociata quadriennale dell'artista inglese Simon Birch, The 14th Factory , che include oltre una dozzina di vaste esposizioni in un vecchio magazzino di Los Angeles. La mostra affronta i temi dell'industrializzazione e della mercificazione, ma si è trasformata in un commento al potere dei social nell'era digitale.

Location ideale per scattarsi dei selfie, The 14th Factory è un'esperienza multidimensionale ed immersiva. E non solo solo gli spettatori a interagire con l'opera scattando delle foto: nel caso del selfie in questione l'opera ha anche risposto. Il video su YouTube è diventato un'opera d'arte di per sé, segnando la degna conclusione del grande successo di The 14th Factory — che ha richiamato oltre 65.000 visitatori, per lo più grazie al riscontro sui social, appunto.

The Crusher
The Barmecide Feast

La maggiorparte dei selfie sono stati scattati in due location. The Crusher, un lavoro site-specific di Birch con 300 forche attaccate al soffitto e con i manici colorati in onore delle macchine distrutte da artisti e celebrity. Gli anelli sul manico richiamano quelli degli alberi, e rappresentano le componenti reciclabili dell'industrializzazione e della guerra.

Il secondo scenario preferito è The Barmecide Feast, una riproduzione fedele di un set di 2001: Odissea nello spazio, costruita in scala e inserita in un'altra esposizione transmediale fatta di legno, spugna e pittura chiamata The Meteor. Curiosamente, The Barmecide Feast è stato realizzato in collaborazione con KplusK Associates, i cui fondatori, Paul e Johnny Kember, sono figli di persone che hanno effettivamente lavorato al film di Kubrik. Il titolo si riferisce a una storia delle Mille e una notte in cui un sultano fa una festa senza cibo e chiede ai suoi ospiti di immaginarselo.

L'artista Simon Birch mentre fuma e beve dentro The Barmecide Feast

In una dichiarazione dopo l'incidente, Birch scrive che in quanto non-profit la sua organizzazione non ha un budget per la security né per lo staff, e non può affrontare le spese di un eventuale contenzioso contro il colpevole. "Lei era terrorizzata e molto dispiaciuta. Abbiamo preso le sue generalità, ma era chiaro che si trattasse si un incidente, e poi lei è una studentessa," ha spiegato l'artista. "Abbiamo riparato alcuni pezzi, ma altri probabilmente resteranno danneggiati."

Hypercaine

Hypercaine è nato da una collaborazione con gli artisti Gloria Yu, Gabriel Chan, e Jacob Blitzer. L'installazione è formata da quattro file di corone fatte di materiali diversi, dall'ottone al metallo al marmo, passando per la pietra, il legno e il nylon. I pezzi hanno forme tradizionali ma anche avanguardistiche, alcune sono impreziosite da metalli rari, altre stampate in 3D. Insieme, rappresentano la natura fallimentare del potere.

Hypercaine

"La gente si è chiesta perché non avessimo bloccato i piedistalli," ha continuato Birch. "Be' le persone sono state avvertite di dover prestare attenzione, inoltre l'idea era quella di dare una parvenza di fragilità. Sono corone, e le corono sono simbolo di potere — una cosa fragile, appunto. Un selfie scattato al momento giusto potrebbe far cadere un governo. E comunque, puoi fare del tuo meglio per rendere le cose a prova di idiota, ma qualcuno riuscirà sempre a sorprenderti."

Hypercaine

Essendo il filmato di una telecamera interna, postato su YouTube da un amico dell'artista, ci sono delle possibilità che ci sia dietro lo zampino di Birch. Così come i post sui social hanno incrementato le visite alla mostra, anche il video ha aumentato l'interesse nei suoi confronti. Quindi è probabile che l'artista ne abbia approfittato per promuovere l'esibizione prima della chiusura, il 30 luglio.

Hypercaine

"Si tratta di una mostra di 150.000 metri quadri, messa in piedi da me e da un gruppo di ottimi collaboratori, dopo tutte queste difficoltà, l'incidente non è la fine del mondo" conclude Birch. "Per fortuna, The 14th Factory è stato un successone. Ed è anche un ottimo esempio del potere dei social media — non abbiamo avuto praticamene budget per il marketing, quindi questo tipo di risonanza è stato l'unico modo in cui siamo riusciti ad attirare l'audience. Non ci possiamo lamentare."

Nemmeno il pubblico ha niente da dire — a parte, forse, la studentessa impacciata.

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