La tundra siberiana si sta riempiendo di bolle sotterranee

Questo bizzarro fenomeno naturale sta trasformando i campi della Siberia in un tappeto elastico.
21.7.16
GIF: YouTube/Siberian Times

Le gelide pianure della Siberia settentrionale stanno diventato un ricettacolo di misteriosi fenomeni geologici. Nel corso degli ultimi anni, per esempio, sono improvvisamente comparsi crateri nel permafrost; letteralmente esplosi dal suolo, senza preavviso. Lo scorso mese abbiamo scritto del gigantesco abisso che si è spalancato nella repubblica di Sacha-Jacuzia, così grande e profondo da meritarsi il titolo di "porta per l'inferno" tra gli abitanti della regione.

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Ora, invece, è la remota isola siberiana di Belyy a ospitare l'ultima aberrazione: delle misteriose bolle sotterranee.

In un video pubblicato ieri dal Siberian Times, i ricercatori Alexander Sokolov e Dorothee Ehrich indagano una strana zolla d'erba che si rivela essere una grossa vescica nascosta di… qualcosa. Come un tappeto elastico, la bolla sotterranea ondula vistosamente sotto i piedi di Sokolov. Stando agli scienziati russi, sull'isola sono state scoperte almeno 15 zolle di questo tipo.

I ricercatori che hanno filmato lo strano fenomeno hanno dichiarato che, se perforata, la bolla emana metano e anidride carbonica. Non è ancora chiaro perché e come queste vesciche di gas si siano formate, ma è possibile che l'inusuale ondata di caldo abbia scongelato lo strato di permafrost, permettendo al gas intrappolato nel sottosuolo di farsi largo verso la superficie.

Non è la prima volta che la responsabilità di una di queste bizzarie siberiane viene attribuita a una fuga incontrollata di metano. I geologi sospettano che anche i giganteschi sinkhole e crateri cui abbiamo fatto cenno siano comparsi quando la tundra ghiacciata si è rapidamente sciolta. Molti scienziati sono preoccupati che le emissioni di metano nell'Artico possano "ulteriormente aggravare il riscaldamento climatico." Uno studio recente stima che, se i cambiamenti climatici in atto proseguiranno, entro il 2100 saranno liberate nell'atmosfera circa 205 miliardi di tonnellate di anidride carbonica dal solo permafrost.

L'isola Belyy si trova nel mare di Kara, mar glaciale artico, ed è una destinazione popolare tra quei ricercatori che si occupano di come i mutamenti climatici influenzino gli ecosistemi settentrionali. L'area ospita una vasta popolazione di orsi polari di cui recentemente si è iniziato a tenere traccia tramite collari satellitari.

Stando a Sokolov, l'isola sta sperimentato temperature davvero inusuali quest'estate, che hanno spinto nell'entroterra gli orsi polari in cerca di cibo. È evidente che i cambiamenti climatici stanno sconvolgendo il nostro mondo in davvero molti modi.