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Questo cubo saltellante è l'alba di un'apocalisse robot

Ma è così carino! (Almeno per ora...)

Vi è mai capitato di guardare un cubo di Rubik e fermarvi a pensare: "non sarebbe molto più bello se potesse saltellare"? Si tratta, di base, di quanto realizzato con un nuovo robot, dai ricercatori del Computer Science e Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) del Massachusetts Institute of Technology.

Programmable Viscoelastic Materials. Video: MITCSAIL/YouTube

Ovviamente, stiamo usando il termine "robot" in maniera piuttosto libera: fatto di una comune plastica per la stampa in 3D (ABS), con una molla per il movimento e un semplice microcontrollore Arduino come cervello, disponibile anche in commercio, questo prodotto non corrisponde esattamente a Terminator o a un pistolero catapultato fuori dal mondo di Westworld (perlomeno non ancora), ma può saltellare su se stesso e possiede una serie di potenzialità non trascurabili per il futuro della robotica.

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I ricercatori hanno costruito questo cubebot specificatamente per testare una "pelle" che assorbe gli urti, posizionata sul suo guscio esterno. Il materiale con cui è stata realizzata la pelle è una speciale gomma in parte solida e in parte liquida, stampata in 3-D, ma la grande innovazione in questo caso è che i ricercatori sono stati capaci di decidere esattamente dove collocare le porzioni liquide e solide, grazie a una tecnologia conosciuta come "programmable viscoelastic materials" (PVM).

Successivamente, gli scienziati hanno inscenato una gara di saltelli, comparando il numero di rimbalzi dopo l'atterraggio dei cubebot avvolti con varie combinazioni del nuovo materiale rispetto a quelli avvolti nella schiuma. I primi saltellavano tutti un numero minore di volte rispetto ai secondi, impattavano al suolo in maniera più precisa e subivano in misura minore le vibrazioni derivanti dall'impatto.

Cosa significa questo per i robot che verranno? I ricercatori provano a tratteggiare un'immagine rosea per l'umanità, scrivendo in un paper presentato a una conferenza sull'imminente futuro della robotica: "Questo materiale potrà trovare applicazioni in un'ampia gamma di campi, inclusa l'attrezzatura per gli sportivi, l'equipaggiamento per la protezione individuale e l'isolamento dalle vibrazioni per le videocamere, fotocamere o l'equipaggiamento industriale."

In ogni caso, non si tirano neanche indietro dall'affrontare la questione fondamentale, precisando come questo materiale garantirà robot più forti, flessibili e indistruttibili (o nelle loro parole, "potrebbe consentire ai robots di essere più resistenti agli impatti, più precisi quando impattano al suolo e ridurre sforzo e complessità del controllore").

Per ora, godiamoci questo piccolo cubo saltellante mentre è ancora adorabile, simpatico e sopratutto pacifico. E preghiamo che nessun suo discendente malvagio si sollevi contro di noi.