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Motherboard

Il fiume Po è in secca come ad agosto

Si tratta dell'ennesima conseguenza locale del surriscaldamento globale?

di Federico Martelli
13 marzo 2017, 12:40pm

Il fiume Po è in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate ad agosto: -4,9 metri a Pontelagoscuro, il luogo in cui vengono effettuati i rilevamenti. Nello stesso periodo del 2016, il suo livello misurava bene due metri in più, secondo quanto emerso da un monitoraggio della Coldiretti.

La causa sarebbe l'andamento climatico anomalo che ha caratterizzato l'Italia: a febbraio, si sono presentate l'8% di precipitazioni in meno e le temperature minime hanno superato la media di 3 gradi, secondo l'Ucea. 

Ci sono anche dei rischi connessi a questa siccità, la Protezione civile della Lombardia ha emesso un avviso di criticità per rischio incendi boschivi, su alcune zone prealpine e sull'Appennino, infatti, si prevedono condizioni particolarmente favorevoli all'innesco e alla propagazione. 

Ho contattato Rolando Manfredini, ‎Capo Area Sicurezza alimentare e produttiva di Coldiretti, che ha partecipato all'indagine, per farmi spiegare quali sono le conseguenze specifiche del surriscaldamento globale in Italia. "Le modifiche climatiche si sostanziano una minor caduta di pioggia, a dicembre, gennaio, febbraio sono infatti state registrate temperature elevate," mi ha spiegato Manfredini, "ne ha risentito in maniera particolare il bacino idrografico del Po che presenta una situazione di grande siccità come se ci trovassimo nel mese di agosto. Quasi meno 5 metri a livello idrometrico."

Per Coldiretti, la situazione del più grande fiume italiano è rappresentativa di una situazione di carenza che riguarda tutti i principali bacini idrografici. A determinarla, il -67% di precipitazioni registrato lo scorso dicembre e un gennaio sotto la media (-4,1%).

Nelle regioni del nord, la riduzione della pioggia è stata del 78,5% a dicembre e del 56,7% a gennaio. Come conseguenza, i principali bacini idrici sono più vuoti: lo stato di riempimento del lago Maggiore è al 39%, quello del Lago di Iseo al 24%, il Lago di Como è al 14%, va meglio per il Garda con il 78%. 

Ma quali sono le anomali a livello globale per il paese? "Quest'anno, l'Italia risulta divisa in due: al Nord, estrema siccità, al Centro caduta estrema di neve," ha continuato Manfredini, "occorre un piano strutturale e organico per non andare in crisi con le riserve idriche. Dobbiamo captare l'acqua quando cade. Purtroppo le precipitazioni si concentrano in un breve lasso di tempo, occorre non perdere tutta questa acqua. Per quanto riguarda l'agricoltura, la disponibilità di acqua è importantissima nei mesi di Luglio di Agosto. La Val Padana è la food valley italiana, non dobbiamo ritrovarci nella condizione di non consentirle di essere produttiva in quel periodo."

Nel comunicato di Coldiretti si legge, "siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con pesanti conseguenze sull'agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro. Si moltiplicano gli sfasamenti stagionali e gli eventi estremi con precipitazioni brevi ma intense e il repentino passaggio dal maltempo al sereno."  Infatti questo periodo è stato caratterizzato da siccità, bombe d'acqua, gelate estreme e picchi di calore anomali sconvolgono i normali cicli stagionali della Penisola.

La nostra situazione è più critica rispetto a quella di altri paesi? "L'emergenza è di livello planetario, in alcune aree del mondo le popolazioni locali si vedono costrette a fronteggiare l'emergenza dei cicloni e dei tornadi, come nel Golfo del Messico e in America.  Noi, per certi aspetti, siamo più fortunati," ha precisato Manfredini, "anche se il 2016 non è stato l'anno più caldo per l'Italia ma solo il quarta, è un dato di fatto che le annate più calde si sono presentate a partire dal 2000, questa è una diretta conseguenza del riscaldamento globale.

Coldiretti ha infatti elaborato le informazioni disponibili nella banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre, che rileva le temperature dal 1880. Lo sconvolgimento delle stagioni è accompagnato da una tendenza costante al surriscaldamento: è risaputo che il 2016 che è stato l'anno più caldo di sempre sul pianeta. La temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani ha superato di 0,94 gradi celsius la media del ventesimo secolo.  

In Italia, il 2016 si è classificato al quarto posto tra gli anni più caldi di sempre con una temperatura che è risultata di 1,24 gradi superiore alla media del periodo di riferimento. Ecco la classifica degli anni più caldi nel nostro paese: 2015, 2014, 2003, 2016, 2007, 2012, 2001, 1994, 2009, 2011 e 2000. Cosa ci attenderà in questo 2017 oltre a tutti questi eventi estremi?