televisione

Guarda la tv russa fare la parodia di un Capodanno italiano anni '80

'CIAO, 2020' è l'edizione speciale del late night show russo Vecherniy Urgant, e noi abbiamo più domande che risposte.
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Grab di "CIAO, 2020" via YouTube.

Aggiornamento del 28/12/2021: Il late night show russo Vecherniy Urgant ha annunciato in questi giorni che il primo gennaio del 2022 ci sarà un’altra edizione speciale di “CIAO, 2021!” Si potrà vedere in streaming sul canale YouTube della trasmissione, dalle 20.30 in poi. Per l’occasione riproponiamo l’articolo sull’edizione dell’anno scorso.

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Forse siete troppo giovani per aver assistito a Discoring, Drive In o una qualunque edizione di Sanremo di inizio anni Ottanta, ma guardando “CIAO, 2020” l’effetto è praticamente lo stesso. La trasmissione, andata in onda il 30 dicembre 2020 nel late night show russo Vecherniy Urgant, è a tutti gli effetti la parodia di un programma canoro italiano degli anni Ottanta, di quelli col pubblico che balla, le luci fluo, le gag e le réclame.

Come recita la didascalia del video, che al momento è al tredicesimo posto nelle tendenze italiane su YouTube, “Il team di Vecherniy Urgant ha deciso di non girare uno speciale di Capodanno 2020. Verrà invece trasmesso uno spettacolo di musica italiana incredibilmente simile a uno russo!”

Lo show è recitato tutto in uno strano italiano, con ballerini e musicisti vestiti da calciatori della Juve, cardinali, poliziotti o guardie svizzere e canzoni, nomi di artisti e ospiti tradotti in italiano: i Little Big, che magari conoscerete per l’Eurovision, sono per esempio presentati come i Piccolo Grandi, e si esibiscono in una specie di versione hakken di “Mamma Maria” dei Ricchi e Poveri, mentre il conduttore Ivan Urgant risponde al nome di Giovanni Urganti.

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Anche se abbiamo molte più domande che risposte (è solo un ‘omaggio’ all’Italia, o anche una parodia dei canoni datati della tv russa? Diventerà una specie di nuovo Lascia entrare Ascanio? Fa davvero ridere?), forse vederlo interessa anche a voi.

Prima un po’ di contesto, però: Vecherniy Urgant (Evening Urgant) va in onda dal 2012 sul primo canale di stato (Pervyj kanal, letteralmente primo canale). È una specie di equivalente dei vari Fallon e Letterman, tanto che lo stesso Urgant prima di avviarlo è stato negli Stati Uniti e ha consultato producer televisivi specializzati nel settore, modellando lo show sulla loro struttura.

Vecherniy Urgant ospita artisti e personaggi (anche internazionali, come successo con Billie Eilish un anno fa) e parla anche di politica, “ma non troppo. Lo show è più simile a quello di Fallon che a John Oliver,” ha spiegato lo stesso Urgant in un’intervista con Stephen Colbert—che nel 2017 è stato ospite dello show.

Come riporta una traduzione di Russia Beyond (un progetto editoriale che potremmo definire di soft power rivolto a un pubblico occidentale e disponibile anche in italiano), Urgant presenta così lo speciale: “Buonasera gentili spettatori, per tradizione oggi sarebbe dovuta uscire la puntata di Capodanno, ma per come è stato il 2020 abbiamo deciso di non girarla. Non c’era il desiderio, non c’era l’umore necessario, non ne avevamo le forze. Ma come riempire il vuoto che si è creato nel palinsesto? Abbiamo capito che quest’anno non siamo potuti andare all’estero, nessuno è potuto venire da noi, e che è il caso di dimenticare almeno per un attimo che siamo così separati, e ricordarci che siamo un solo grande Pianeta. E cosa amiamo più di tutto guardare per Capodanno? I concerti delle stelle del pop italiano. Ci siamo rivolti ai nostri colleghi italiani e loro ci hanno consentito di mandare oggi in onda su Pervyj kanal lo show musicale del Capodanno italiano che si intitola ‘CIAO, 2020’. Le fantastiche canzoni, il suono della lingua italiana, gli artisti italiani vi aiuteranno a migliorare l’umore e vi permetteranno di salutare questo 2020 a cuor leggero. Passo la parola ai colleghi italiani.”

Conosciamo bene la passione della Russia per artisti come Al Bano, Toto Cutugno, Pupo e Adriano Celentano. Ma per realizzare questa puntata, sembra che gli autori e Urgant si siano guardati anche un bel po’ di tv dell’epoca.