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Questo ragazzo distilla un gin etico in Brianza

A Meda, in Brianza, c'è una micro distilleria indipendente dove tutto è biologico, raccolto a mano e a emissioni zero.

di Andrea Strafile
10 gennaio 2020, 11:47am

Composit Munchies. Tutte le foto per gentile concessione di Eugin

"Le botaniche le prendo io o le coltivo. Tranne il bergamotto, che non si trova qui, ma vado in Calabria dal produttore personalmente. Anche il grano con cui è fatto l'alcol è biologico"

Sono gli anni del gin. Non c'è bisogno di essere un esperto di mixology per saperlo. Ma se volte dei dati eccoli, ho anche quelli: a marzo 2019 il consorzio C.D.A. con Osserva Beverage ha divulgato i dati di consumo degli spirits, che registravano l'inarrestabile ascesa del gin, con un +9% sui volumi.

E fra i grandi colossi del gin più classici che guidano i consumi, c'è sicuramente spazio per le micro-distillerie artigianali, come Eugin, sebbene, lo dico subito, non sia facile aprirle.

Eugin si trova in Brianza che d'inverno, arrivati in treno, è il posto più simile all'inferno dopo la Svizzera. Grigia, vischiosa, poco popolata. La microdistilleria si trova a Meda, dove le strade si snodano strette lungo passaggi a livello e ci sono cartelli di industrie a ogni angolo. Sono in macchina con Eugenio Belli, il ragazzo che ha deciso di punto in bianco di mettersi a distillare gin in maniera indipendente e di farlo nella maniera più etica possibile. I capelli lunghi legati, una macchina vecchiotta in contrasto con le Porsche parcheggiate e una parlantina fumante. Un tipo di quelli che piacciono a noi.

C'è stato negli ultimi anni qualche movimento di micro-distillerie, ma tendenzialmente aprirne una in Italia è un casino e quindi un evento piuttosto raro.

Autunno gin Eugin
Eugenio fa anche gin stagionali. La maggior parte delle botaniche le coltiva o le raccoglie.

"Ho iniziato nel 2013. Cioè, l'idea mi è venuta completamente a caso nel 2013, a essere onesti," mi dice Eugenio mentre guida verso la distilleria. "Era una serata di noia totale e mi sono messo a guardare la tv, dove davano Il Profumo. Insomma ho acceso proprio nella parte in cui il protagonista si stava scimmiando con gli alambicchi a Parigi e mi è venuta voglia di fare la stessa cosa. Quindi ne ho preso uno piccolo, di alambicco, e ho cominciato a distillare diverse erbe aromatiche della Val Trebbia. L'idea era fare una sorta di "libreria" del bosco." La resa dell'estrazione di questi olii era piccolissima e, a livello amatoriale, un bel casino. Quindi l'evoluzione naturale quando vuoi creare un'enciclopedia del bosco è l'alcol."


Eugenio continua: "Andai in Bretagna con mio padre e tornammo con 72 bottiglie di Sidro. Non sapevo cosa farmene di tutto quel sidro, non so nemmeno perché ne abbiamo preso così tanto, e quindi ho iniziato a distillarlo." Quindi cosa fai se capisci che sta cosa della distillazione ti piace e il massimo che riesci a ottenere è la copia deficiente di un altro alcolico? Viri sullo spirito più facile da fare e con il più alto numero di combinazioni creative: il gin Perché un gin possa essere chiamato gin, deve avere di base: ginepro, semi di coriandolo e radice di angelica. Poi puoi ficcarci dentro tutto quello che ti pare. Il gin era perfetto.

La distilleria - anzi, la microdistilleria - di Eugenio è indipendente. Con "indipendente" non si vuole sottolineare il fatto che sia meglio degli altri, ma racchiude indiscutibilmente un sinonimo di attenzione maggiore. Ogni bottiglia, ogni ricetta, con una distilleria di questo tipo, può uscire fuori esattamente come l'avevi pensata. Dall'ingrediente alla gestione dell'energia. Molti non lo sanno, io stesso non lo sapevo, ma la maggior parte della gente che decide di produrre il proprio gin lo fa o in infusione (come questi ragazzi di Roma) o consegna la ricetta a una distilleria più grande.

Alambicco microdistilleria gin eugin
L'alambicco che non va a combustione fossile di Eugin

C'è stato negli ultimi anni qualche movimento di micro-distillerie, tipo The Botaniacal Club e Eugin stesso, ma tendenzialmente aprirne una in Italia è un casino e quindi è un evento piuttosto raro. "Mi ricordo che la parte difficile è stata dire all'ufficio di competenza cosa dovessi aprire. Non avevano assolutamente idea di come far partire una distilleria," mi dice Eugenio. Il fatto che sia indipendente riesce quindi a fargli seguire la produzione per intero e soprattutto gestire come gli pare l'energia da usare. Il suo alambicco, per distillare, non impiega combustibile fossile e sta lavorando anche per montare dei pannelli fotovoltaici e alimentarlo con quelli.

Microdistilleria gin eugin
La microdistilleria. È effettivamente molto piccola.

Ho scelto di parlare di Eugin perché Eugenio, quando parli con lui, noti subito che è maniaco della qualità. E qualità, oggi, significa anche cercare per quanto possibile di non fare male all'ambiente. A partire dai macchinari che non inquinano fino ad arrivare alla scelta delle ricette, che valorizzano il territorio di raccolta e i produttori che lavorano in maniera etica e sostenibile.

Una volta parcheggiato entriamo in una stanza che non mi aspettavo potesse essere una distilleria e cominciamo ad assaggiare tutti i gin che produce. Parliamo di 3200 bottiglie in totale, di cui solo 1100 di Eugin e il resto per conto terzi. Insomma è una micro produzione.

Sono le 11 di mattina, fuori fa freddo, dentro pure e comincio ad assaggiare il primo di quattro diversi London Dry Gin. "I nostri prodotti di linea sono il "7" e il "9", poi ho fatto i gin stagionali." E mi ritrovo versato nei bicchieri diversi gin dal nome semplice ma inequivocabile tipo "Autunno", "Estate" e "Primavera". Butto giù Primavera e sento una botta floreale morbidissima. "Qui ci sono fiori di borragine, di primule, di achillea e la radice di Iris," mi racconta Eugenio. "Le botaniche me le vado a raccogliere da solo o me le coltivo. Tutto tranne il bergamotto e le clementine che uso nel gin invernale, perché non posso raccogliere in queste zone il bergamotto. Però te lo dico che non sono stato io a prenderle, vado da un produttore in Calabria".

Eugin-Brianza-Gin-Etico

Fare un gin è già di per sé un'idea da pazzi. Farlo bene, seguendo regole etiche lo è ancora di più. Ma a Eugenio non importa e ha deciso di andare avanti senza compromessi, tirando fuori un gin che difficilmente troverete in tutti i bar d'Italia, visto che ci sono pochissime bottiglie, ma è un prodotto fatto come si deve. Con un'attenzione completamente fuori dal comune.

"Ah, anche l'alcol che uso viene fatto da grano biologico piemontese." Che l'alcol di base sia bio o meno non frega niente a nessuno, tanto è distillato. E invece a lui frega di non fregare il prossimo e gli importa soprattutto fare delle bottiglie etiche al 100%.

Per la cronaca, si legge Eugin, ma si legge "Iugin". Come Eugenio in inglese. Genio.

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