No, il diabete non è una malattia dovuta agli eccessi alimentari

Il nostro documentario sulla piaga del diabete in India, dove le donne in gravidanza pesano poco più di 30 kg.
16.12.16

L'anno scorso ho visitato un ospedale rurale a Chhattisgarh, uno degli stati più poveri dell'India. I pazienti che aspettavano nei corridoi erano ossuti, con valori del sangue pericolosamente bassi e anemia. Per questo motivo ero piuttosto scioccato quando ho visto i dottori della clinica di Jan Swasthya Sahyog curare pazienti affetti da diabete e problemi di cuore.

La percezione comune del diabete di tipo 2 è che si tratti di una malattia dovuta all'eccesso—il risultato di una dieta con troppi zuccheri e di uno stile di vita sedentario. Ma un documentario prodotto da Elliot Kirschner, diretto da Adam Bolt, con la collaborazioe di Jessica Harrop e Regina Sobel pubblicato qui su Motherboard, chiarisce che questa è solo una delle componenti di una malattia ancora poco conosciuta.

Il diabete può affliggere le persone che non assumono abbastanza cibo e nutrienti, così come quelle che mangiano troppo. In India, dove il peso medio e l'indice di massa corporea della popolazione sono decisamente inferiori agli Stati Uniti, 62 millioni di adulti sono affetti da diabete, la popolazione diabetica più ampia del mondo. Ricordo di aver visto donne incinte sottopeso—molte di loro pesavano poco più di 30 kg nonostante fossero al settimo mese.

Nonostante ciò, gli esperti hanno attribuito l'aumento di diabete all'improvvisa crescita economica del paese—e al conseguente cambio di dieta e stili di vita conseguenti. Più cibo spazzatura, più accesso a carboidrati e zuccheri potrebbero essere tra le cause. Ma questo non conta per la popolazione povera delle aree rurali.

Dr. Yajnik, ricercatore e fisico al KEM Hospital Research Center di Pune, ha studiato questo mistero per decenni. Lui e la sua famiglia hano condotto uno studio nei villaggi fuori da Pune, dove le famiglie fanno ancora affidamento sull'agricoltura come fonte di sostentamento principale.

Il suo team ha studiato le donne incinte e l'impatto della loro nutrizione sui figli—madri che passano il tempo ad arare il terreno e a diserbare fino a pochi giorni prima del parto. Ha scoperto ch la mancanza di una vitamina—la B12—porta i bambini a crescere con più grassi nelle viscere, anche se il loro peso è basso.

Questa, correlata alla resistenza all'insulina, ovvero all'incapacità del corpo di scomporre gli zuccheri, è un precursore del diabete. "La vitamina B12 può influenzare la struttura genetica. Il codice resta lo stesso ma cambia il modo in cui il gene si esprime," ha detto Yajnik.

Questa scoperta si allinea con il concetto di epigenetica—l'idea che l'ambiente possa influenzare i geni. Si tratta di un grosso cambiamento nel nostro modo di pensare la genetica, ma è già stato testato sui famosi topi agouti, chiamati così per il gene agouti, in uno studio della Duke University.

In una serie di esperimenti, topi identici sono stati esposti a diversi agenti chimici tra cui il BPA, che si trova nella plastica, e in diverse diete. Quando la mamma topo è stata nutrita con una dieta a base di nutrienti come la vitamina B12 e i folati, i piccoli erano molto meno a rischio di malattia e avevano il pelo marrone. Quando invece la madre è stata nutrita con una dieta scarsa di nutrienti, i topi erano più suscettibili alla malattia e avevano un colore giallastro.

Mentre gran parte della comunità medica tratta il diabete di tipo 2 come qualcosa che deve essere prevenuto con l'esercizio fisico e il cibo salutare, il rapido incremento della malattia nei paesi in via di sviluppo richiama a un approccio più scrupoloso e a una comprensione dell'epigenetica. I dottori non possono concentrarsi ancora a lungo sul peso corporeo come misura del rischio di malattia. E i ricercatori dovranno continuare a provare il modo in cui la nutrizione e l'ambiente, a partire dall'utero materno, possono influenzare l'espressione genetica del figlio.

"Si pensava che fosse una malattia non-comunicabile, ma ora sappiamo che può essere trasmessa dalla madre al figlio," ha detto Yajnik.