FYI.

This story is over 5 years old.

Tecnologia

Il router che assicura l’anonimato su Internet

Anonabox è il router che dovrebbe rendere semplice e immediato l'accesso a internet via reti Tor.
Immagine: Kickstarter

L'anonimato su internet è una faccenda piuttosto spinosa, un fantasma burocratico che sulla carta dovrebbe garantire quella libertà di pensiero, parola e azione su cui il web si è sempre basato. Nei fatti, l'anonimato su internet è spesso un grande scherzo: un alternarsi tra promesse fantascientifiche e faccende più serie, e nel marasma generale la credibilità dell'argomento cola inevitabilmente a picco.

Pubblicità

Qualche giorno fa, però, pare essersi intravisto uno spiraglio di luce: August Germar, impiegato nel campo IT, annuncia anonabox, il primo router che dovrebbe rendere semplice e immediato un accesso a internet via reti Tor dall'anonimato garantito.

Come funziona? Anonabox fa viaggiare i dati internet dell'utente attraverso la rete Tor, una rete basata sul protocollo di routing onion, che permette alle informazioni sensibili che accompagnano i dati di essere criptate ripetutamente e di risultare quindi più difficilmente tracciabili. La rete Tor nasce nel 2002 e tutt'ora detiene il primato per ciò che riguarda l'efficacia nel garantire una sorta di completo anonimato su internet; nonostante ciò nel tempo non si è mai riusciti a rendere realmente semplice ed immediato un accesso al web attraverso questo tipo di rete.

Germar si presenta con la formula per risolvere questo problema: anonabox esordisce il 13 ottobre su Kickstarter – anche quest'ultimo ricordato sia per faccende più serie sia per insalate di tuberi – con la speranza di raccogliere nei 30 giorni fissati per la campagna di crowdfunding almeno 7,500 dollari per il suo progetto. Appena 48 ore dopo l'inizio della campagna il progetto non solo riesce a trovare i 7,500 dollari necessari, ma va ben oltre raccogliendone 300,000. Al momento della stesura di questo articolo la campagna si trova a quota 600,000 e la crescita della cifra non accenna a fermarsi.

Pubblicità

 Le 4 fasi nella progettazione di anonabox.

Nella pagina Kickstarter si può leggere il racconto della nascita dell'idea anonabox: Germar si stava facendo una birra con dei colleghi e, a fine serata, sente alla TV del locale un servizio sulla censura di internet imposta dagli Stati coinvolti nella Primavera Araba. Il gruppo di amici, con l'idea di aiutare le vittime di questi soprusi, avvia un Kickstarter per creare un piccolo router open-source portatile a cui basterà collegare i propri dispositivi per ottenere una navigazione internet sicura, anonima e soprattutto capace di aggirare qualunque tipo di limite imposto "dall'alto".

Il progetto acquista credibilità anche grazie alla descrizione della crescita della "idea anonabox", Germar infatti racconta che prima di arrivare alla versione finale, il router ha attraversato altre tre fasi nelle quali la priorità riguardava il rimpicciolimento di tutti i componenti.

Tutto è così incredibilmente bello; se non fosse che quella di anonabox pare essere una truffa. È il 15 ottobre quando htilonom, un utente di Reddit, pubblica un post in cui porta avanti pesanti critiche al progetto, affermando che le immagini dei prototipi di anonabox mostrate da Germar assomiglino in maniera preoccupante a modelli di circuiti stampati e router già esistenti. In particolare il modello finale di anonabox è pressoché identico ad un piccolo router cinese disponibile su Alibaba.com, venduto per di più a 20 dollari contro i 50 previsti per anonabox. Sono affermazioni pesanti, che non solo sembrano incredibilmente corrette, ma stridono anche con l'introduzione al Kickstarter di Germar stesso, che racconta di un anonabox in gestazione da ormai 4 anni.

Pubblicità

La vicenda si fa più chiara quando agamoto, un altro utente di Reddit, descrive le specifiche tecniche del router: "anonabox monta i circuiti e il case del NEXX WT3020A, una CPU MIPS 24KEc e un SoC Mediatek MT7620N; […] il software OpenWRT montato sul Mediatek è sicuramente open-source ma l'hardware no, " Che in sostanza significa che l'anonabox non è altro che un modello di router già in vendita, con l'aggiunta di un nome più commerciabile e di qualche aggiunta di cortesia e di un software proprietario. Secondo agamoto anonabox, sulla carta, è certamente open-source, ma nei fatti è un normalissimo router modificato e rivenduto come open-source. Germar, a fronte di queste accuse, ha replicato "Sì, sto dicendo che il mio router non è identico ad un WT3020 appena comprato. Sospetto, comunque, che l'unica differenza risieda nel fatto che anonabox ha una memoria flash maggiore." anonabox sarebbe dunque, a conti fatti, questo famoso modello NEXX WT3020 con la semplice aggiunta di una memoria più capiente, né più né meno.

Il piccolo router cinese che sembra essere tecnicamente identico ad anonabox.

Il botta e risposta continua quando l'ennesimo utente di Reddit chiede a Germar se, nello specifico, anonabox sia semplicemente un router modello WT3020 modificato, visto che addirittura i seriali presenti sulle foto dei circuiti del fabbricante e quelle dei circuiti di Germar sono identici, "Non l'ho modificato [il WT3020]. […] Penso però che l'azienda cinese abbia semplicemente aggiunto un "V-10" alla fine del seriale e lo stia rivendendo come proprio e, onestamente, per me non c'è nessun problema." conclude Germar.

In seguito ad un articolo del Daily Dot, Germar ha comunicato alla testata che lo sviluppo dei circuiti di anonabox è stato portato avanti da un tecnico e che il suo team ha scoperto solo adesso che in giro sono altri modelli di router con circuitazioni così simili. La situazione rimane piuttosto confusa, visto che da un lato Germar distribuisce dichiarazioni col contagocce e dall'altro Kickstarter pare non aver ancora rilasciato comunicati sulla vicenda, ma se le cose stessero come sostengono gli utenti di Reddit allora sì, tecnicamente parlare di anonabox significherebbe parlare di truffa.

Un utente su Twitter fa notare le somiglianze tra l'anonabox mostrato nel video di presentazione e quello della stock photo del router cinese.

È indubbio che l'idea di Germar non si basi su delle specifiche hardware ma bensì sul software caricato sul router, ma, se non verranno chiarite, le discrepanze nelle premesse con cui il progetto è stato presentato andrebbero a violare i termini di utilizzo di Kickstarter e porterebbero quindi alla cancellazione della campagna di crowdfunding. Finché queste questioni non verranno risolte anonabox rimarrà un progetto di indubbio successo, visti i soldi raccolti in così pochi giorni, ma inevitabilmente avvolto da una nube di dubbi. L'anonimato su internet è una faccenda complicata con cui avere a che fare e che si basa su un equilibrio fin troppo delicato. Piuttosto che gestirlo male, meglio non averci proprio a che fare.