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Il movimento "Art Hoe" sta cambiando l'arte contemporanea?

Willow Smith e Amandla Stenberg sono tra le giovani artiste di colore che si sono unite al movimento.
15.9.15

via @arthoecollective

Il movimento “Art Hoe” sta conquistando i social media. Utilizzando l’hashtag #arthoe, una moltitudine di adolescenti che rifiutano le norme di genere sovrappongono la propria immagine a famose opere d’arte prodotte da celebri artisti bianchi come Vincent Van Gogh e Claude Monet, sollevando domande sulla rappresentazione storica delle persone di colore nell’arte, e mostrando il mondo dell’arte come vorrebbero vederlo loro.

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“Quando abbiamo iniziato a sovrapporre i nostri autoritratti sulle opere d’arte avevamo ideali diversi,” dicono Mars, fondatrici 15enni genderfluid del movimento. “Abbiamo pensato che mettere in mostra persone di colore in modo vivido, prosaico e delicato desse un tono al modo in cui si sentono.”

“Per me il movimento Art Hoe è una questione di vera libertà creativa per le persone di colore, specialmente donne. Le donne di colore sono state da sempre escluse dal mondo dell’arte, o sono al massimo state sfruttate come muse iper-sessualizzate nella musica, nella pittura e nella fotografia,” aggiunge Jam, altra fondatrice del movimento.

via @sensitiveblackperson

Giovani artiste—tra cui Willow Smith e Amandla Stenberg—si sono unite al movimento online su Tumblr e Instagram. Le opere condivise online tramite l’hashtag #arthoe vanno da artisti che utilizzano questo spazio per condividere poesie originali, video e fotografie, a persone che condividono immagini di loro stesse semplicemente ferme davanti a opere d’arte.

Shiri Shah, che collabora al collettivo di “Art hoe,” dice: “non canto e non disegno, non sono tanto attraente da fare la modella, ma quando scrivo quello che sento, quella per me è arte. Questo collettivo mi permette di mostrare tutto ciò ad un mondo accogliente e amorevole.”

via @arthoecollective

“C’è parecchia confusione a proposito del movimento e del nome che ha,” spiega Mars facendo riferimento a come gli utenti dei social media si siano appropriati indebitamente del nome. Jam è d’accordo: “Quando un movimento viene adattato ai bianchi e banalizzato in modo così generico, si fallisce nel formulare una tesi forte che promuova le persone di colore che sono queer, trans, lavoratori del sesso.”

via @arthoecollective

L’obiettivo del movimento è dare lo spazio necessario ad artisti per mostrare il loro lavoro e, nel mentre, allargare la definizione di cosa conta come arte. “Variamo tra chi scrive, chi canta, artisti visivi e attivisti sociali. È tutta arte, ecco cosa vorrei riuscire a mostrare,” dice la curatrice del collettivo “Art Hoe,” Cassandra T. “Penso che in questo momento l’account Instagram che gestiamo sia la nostra scommessa più importante. È facilmente accessibile e fornisce immediatamente agli artisti un posto per rendere visibili le proprie opere e chissà chi le osserverà, potrebbero crearsi opportunità che non potrebbero altrimenti aspettarsi, considerato quanto è rigido e opprimente il mondo dell’arte mainstream.”

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Date un’occhiata ad alcuni dei lavori emersi dal movimento qui sotto:

via @arthoecollective

via @arthoecollective

via @arthoecollective

Per vedere altre opere di Art Hoe Collective, andate qui.