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Vice Blog

Lagerfeld Confidential

7.5.10

Karl Lagerfeld ha una presunta passione per il cibo di Taco Bell e i wurstel. Possiede dozzine di iPod, disseminati nelle sue varie dimore in giro per il mondo, sui quali pare abbia caricato la sua collezione di più di 60,000 cd. Karl ammira le prostitute ma odia l'ostentazione, ed è capace di porre fine ad amicizie di lungo corso nel caso in cui percepisca un qualsiasi elemento che si scontri con la sua morale. Non ci credete? Bene, allora dovreste guardare Lagerfeld Confidential, il nuovo documentario del regista francese Rodolphe Marconi. Girato nell'arco di sei mesi, Marconi è stato in grado di catturare le elucubrazioni più intime del nostro erudito dalla coda di cavallo e dal colletto di cartongesso. Noi gli abbiamo chiesto come si è trovato a scivolare dentro il labirinto cognitivo di Karl Lagerfeld.

Vice: Ottenere accesso privato a Lagerfeld è qualcosa che molta gente ha provato a fare, fallendo sempre miseramente. Come hai fatto a conquistare "Kaiser Karl"?
Rodolphe Marconi: Mi sono messo in contatto con Caroline Lebar [la responsabile della comunicazione per la Lagerfeld Gallery] per ottenere un appuntamento con lui e parlargli della mia idea per un documentario, ma lei mi disse da subito che non era possibile. In centinaia ci avevano già provato e lui aveva sempre rifiutato, dicendo "No, non è possibile fare un film su di me." Lei mi fece capire che era proprio inutile che continuassi a provarci, ma io ero insistente. Pranzai con lei e dopo tre mesi di telefonate, mi disse, "OK, domani andrai a pranzo a casa di Karl." Così ci sono andato e l'ho incontrato e il pranzo è durato cinque ore. Dopodichè, lui mi disse, "OK, quando vuoi cominciare?" e io non ne avevo idea. Mi disse, "Domani." Di cosa avete chiacchierato? Come hai fatto a convincerlo a lasciarsi riprendere?
Abbiamo cominciato con la moda, poi siamo passati agli attori, e alla fine abbiamo chiacchierato anche un pochino di cinema. E dopo pranzo ho cominciato a raccontargli del mio progetto e gli ho detto, "Ho solo bisogno di stare al tuo fianco e riprenderti per sei mesi, e non voglio assolutamente essere come quelle persone che sanno in anticipo quello che vogliono ottenere. Non voglio manipolare niente; voglio solo vedere te e filmare quello che sei."

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Hai un forte interesse per la moda, o sei stato attratto più da Lagerfeld come soggetto?
Ho amato la moda per molto tempo. Quando avevo dieci anni tutti i miei coetanei leggevano giornalini adatti a bambini di dieci anni, ma io volevo sempre che mia nonna mi comprasse Vogue. Era molto strano. Quando ne avevo 11, la mia insegnante di disegno mi disse, "Sai chi è Karl Lagerfeld? Lui è il migliore." Da quel momento in poi, ho sempre voluto saperne di più su di lui. L'ho sempre trovato molto divertente e mi piace il suo viso. Mi piace il suo look: tutti i suoi abiti, i suoi anelli, e il suo stile. Non capita così spesso che qualcuno così importante nel suo mestiere-quando ha raggiunto un tale livello di fama- continui ad essere così curioso e così accessibile agli altri.

Come ti sei preparato per questo film rispetto agli altri?
E' stato un grande piacere che non ho mai provato durante altre riprese, perchè non ho mai dovuto dire nulla all'attore. E' strano perché la mia parte preferita nel realizzare un film consiste nel stare a contatto con gli attori e chiedergli di fare qualcosa mentre recitano. Così, ero solo lì a guardare, da solo, senza 100 tecnici, senza la mia squadra. Quando mi ha detto, "OK, cominciamo domani," sono andato a comprare una telecamera e un microfono.

Voglio chiederti qualcosa sull'inizio del film, quando sei dentro la sua stanza. Vedi gli anelli, gli iPod, tutti i collari che indossa, e la sua immensa collezione di libri e d'arte. E' un collezionista vero e proprio, o considera queste cose necessarie?
E' paradossale perchè lui vuole comprare tutto e vuole sapere tutto e leggere tutto e indossare tutto. Non sono sicuro lo si possa definire un collezionista, perchè lo sarebbe di tutto: possiede 500 paia di jeans, 300 camicie, 200 anelli. Vedere i suoi effetti personali per me è stato molto speciale perché nessuno ha mai accesso alla sua stanza. Io volevo assolutamente entrarci. Così ho aspettato quasi tre settimane, al che ho provato a bussare alla porta e lui mi ha fatto entrare. Ho montato questa scena all'inizio del film-è come se dicessi al pubblico-"Stai per entrare nella sua vita." La stanza da letto di Karl è la cosa più preziosa che tu possa trovare.

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Hai mai percepito qualche posa o recitazione per la telecamera?
No. Io ero sempre con lui, ma non potevo riprendere tutto il giorno e tutta la notte, così capitava che a volte avessi la telecamera, a volte no. Era molto strano perché lui rimaneva esattamente lo stesso: le stesse parole, la stessa voce, la stessa attitudine. Non gliene importava. I primi due giorni, è stato un pochino strano, perchè a volte si dimenticava della presenza della telecamera, così gli capitava di guardarmi e improvvisamente ricordarsi. Ma dopo un po', l'ha completamente ignorata.

Credi di essergli diventato amico?
Ieri mi ha spedito uno splendido disegno. Ma, amici, non ne sono sicuro… Non lo so. Credo di sì. Lo spero. Ad oggi conosco Karl molto bene e, con tutti gli amici che ha, lui non ha tempo per andare a prendersi una tazza di caffè o niente del genere. Quando bevi del caffè con lui, o ceni, o pranzi, è sempre perché hai un progetto da proporgli o un motivo importante. Non ha tempo per sedersi un attimo con te e dirti, "Oggi è una bella giornata. Che progetti hai per il week-end?" Non ha tempo per cose del genere, ma sono sicuro che se dovessi aver bisogno di qualcosa, o se avessi qualcosa di importante da dirgli, o se mi sentissi male, lui ci sarebbe.

Nel film lui parla di come ci sia bisogno di tensione per mantenere una relazione interessante.
Sì… credo che dicendo questo voglia semplicemente proteggersi, così riesce sempre a mantenere un certo distacco elegante. Non vuole che la gente lo ami troppo- che siano i suoi amici o una persona qualunque. Così quando parla di tensione, credo che voglia dire una certa distanza, una certa educazione: non puoi dire tutto ai tuoi amici e loro non possono dire tutto a te. Devi tenere delle cose solo per te.

Si considera vecchio? Ha mai parlato del suo rapporto con vita e morte?
Mi è vietato dirti esattamente quanti anni abbia… diciamo intorno ai 70. Lui dice sempre che non gli interessa; dentro la sua testa è convinto che tra 20 anni sarà ancora qui. Ha un sacco di energia e io sono sicuro che lui sarà ancora così tra 20 anni, perché l'ho visto lavorare per 18 ore consecutive e dopodichè voler continuare a lavorare- tutti gli altri erano stanchi morti, ma lui voleva continuare a lavorare. Come sta reagendo la gente al film?
Non ne ho idea, ma fino ad ora tutti quelli che l'hanno visto l'hanno amato e ora amano Karl ancora più di prima. Ma non so se gli americani…Proprio non so cosa ne penseranno.

INTERVISTA DI DARBY BUICK

PS: Se siete arrivati fino a qui, vi meritate di vedere questo.