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Senza veli

Nelle case e nelle vite delle donne velate saudite.
1.2.12

Fawzia Akhdar, ex-dipendente del Ministero dell'Istruzione: “La donna saudita è giudice, leader e madre. Può scuotere il mondo con la mano sinistra e cullare il suo bambino con la destra, come disse Napoleone. Il resto del mondo non le riconosce questa forzaindossa un hijab e ha il volto coperto, quindi deve essere oppressa, pensano. Invece è l’opposto. La donna saudita è tale e quale le altre donne del mondo, e anche più forte, perché ha dovuto combattere per arrivare dov’è.”

Il 45 percento della popolazione dell’Arabia Saudita è composta da donne. La cosa divertente è che queste donne controllano circa 11,9 miliardi di dollari della ricchezza nazionale, ma non hanno accesso a diritti che molti danno per scontati: non possono votare (sarà così fino al 2015), non possono guidare, e hanno bisogno di un permesso scritto da parte del loro “guardiano” maschio (di solito il padre o il marito) per andare all’estero o aprire un’attività commerciale. Non è dunque strano che spesso siano rappresentate stereotipicamente come ombre senza faccia né voce, prive di un controllo sul loro destino.

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Mi è stata offerta una opportunità unica, quella di entrare in un mondo difficilmente accessibile per sollevare abaya e niqab e conoscere le donne che li indossano.

Ziyah incontra le donne saudite in un nuovo episodio di Picture Perfect, a breve su VICE.com.

Najat Bager, ex preside, oggi scrive per vari giornali e pubblicazioni online: “Gli occidentali devono cambiare il modo in cui si relazionano a noi nei media. Devono scrivere la verità. Abbiamo donne che lavorano in televisione e nei giornali rivestendo ruoli di primo piano. Non è più come prima.”

Salwa Shaker, lavora in tv: “Quando ho iniziato potevi contarci sulle dita di una mano—tre o quattro, non di più—ma ora siamo almeno 20, 35. Quello che importa è che regno e governo diano la priorità allo sviluppo delle abilità e delle potenzialità dei loro cittadini, che di tratti di uomini o donne.”

Faima Almotawa, studentessa di odontoiatria, ora tirocinante, “Il mondo deve sapere che non viviamo nel deserto e che non usiamo i cammelli per spostarci. Le nostre donne non sono domestiche, schiave. Andiamo al lavoro, studiamo, decidiamo la strada che vogliamo prendere. La nostra sfida non è contro il governo—è la cultura che deve cambiare. La gente non riesce ad accettare che le donne siano allo stesso livello degli uomini. O per lo meno, non riuscivano ad accettarlo, fino ad ora.”

Deema Barghouthi, logopedista: “Le donne saudite sono esattamente come le donne del resto del mondo. Sono brave mogli, buone con i loro piccoli, e ambiziose. Vogliamo imparare e ottenere un alto grado di educazione per servire il nostro Paese.”