L'uomo che amavo era un agente sotto copertura incaricato di spiarmi

Negli anni Ottanta, Jacqui era un'attivista per i diritti degli animali. È così che ha conosciuto Bob Lambert, dal quale ha avuto un figlio, e che poi ha scoperto essere un agente sotto copertura.

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31 ottobre 2014, 9:53am


Questo post è tratto da VICE News. Foto via Flickr/Matt Brown.

"Jacqui" indossa una sciarpa di un rosa vivido. Ha i capelli lunghi e tinti di nero. E ha appena ricevuto circa 540.000 euro di risarcimento per il trauma di aver scoperto che il padre del suo bambino era un poliziotto sotto copertura incaricato di spiarla.

L'abbiamo incontrata nell'ufficio del suo avvocato, a Londra. Ha detto che si sente sollevata, ma che ha ancora tante domande per le quali vorrebbe una risposta. "Perché ero il loro obiettivo? Come mai lo sono diventata? Che informazioni avevano su di me e perché le avevano raccolte?" ha detto. "Voglio sapere cos'è accaduto realmente. Ad esempio, mentre avevo le doglie per 14 ore, lui stava facendo gli straordinari? Stava facendo rapporto su ogni mia contrazione? Cosa sapevano di me?"

Jacqui ha conosciuto Bob Lambert-che in quel periodo agiva sotto lo pseudonimo di Bob Robinson- nel 1983. Jacqui aveva 22 anni, ed era molto coinvolta nel movimento per i diritti degli animali. Lambert era un po' più vecchio, e aveva cominciato a corteggiarla, all'inizio offrendosi di riaccompagnarla a casa dopo le proteste.


Bob Lambert, a sinistra, con il figlio che ha avuto con Jacqui. Foto via Jacqui.

Superando la sua titubanza iniziale, Jacqui si era innamorata di Lambert, e i due erano stati insieme per diversi anni. "È stato il mio primo amore, la mia prima gravidanza, il mio primo parto, ed è rimasto con me fino a poco dopo il secondo compleanno di nostro figlio," ha raccontato. "Era un padre pragmatico. Avevamo anche un gatto, eravamo proprio una famiglia."

Jacqui ha detto di aver scoperto che l'unità di polizia a cui apparteneva Lambert agiva sotto copertura, e che i suoi membri avevano del tempo libero dal lavoro solo ogni qualche settimana. "Spariva molto spesso, ma stiamo parlando di un periodo in cui i cellulari non esistevano ancora e non si poteva rintracciare una persona come si fa oggi. Quindi a lui bastava raccontarmi che era via per un'azione di protesta per i diritti degli animali," ha spiegato. "Dopo il parto ero tutta presa dai doveri della maternità... Lui mi diceva che sarebbe stato troppo rischioso portare il bambino."

Lambert è entrato in polizia nel 1977, a 25 anni. Tre anni dopo, è stato trasferito nel reparto speciale, per poi essere assunto dalla Special Demonstration Squad, un'unità segreta che raccoglieva informazioni sulle manifestazioni e su chi vi partecipava.

Jacqui ricorda che, da un po' di tempo a quella parte, il movimento per i diritti degli animali stava creando problemi. "Stavamo diventando pericolosi per il sistema, perché non si erano mai verificati atti di violenza, nessuno si era mai fatto male, gli unici danni che provocavamo erano di natura economica."


Bob Lambert, sotto copertura, nel 1984. Foto via London Greenpeace.

Più il movimento guadagnava seguaci e terreno, più attirava l'attenzione delle autorità. Rispondendo alla domanda su quanto fosse consapevole della presenza di poliziotti sotto copertura all'interno del movimento, Jacqui spiega: "Bob era quello che ne parlava più spesso. Una volta ne scrisse sulla nostra newsletter... scrisse un articolo intitolato 'Come riconoscere un infiltrato'. Mi diceva sempre che dovevo stare attenta a chi rivolgevo la parola e a quello che raccontavo, che non potevo fidarmi di tutti, che ero troppo aperta... Una volta mi ha indicato un personaggio all'interno del movimento e mi ha detto che era un informatore della polizia. Così io ho sparso la voce, e abbiamo cacciato subito questa persona. Eppure, il vero nemico interno era Bob."

Secondo Jacqui, non era soltanto la polizia a spiare i loro incontri, ma anche grandi compagnie come McDonald's, che ingaggiavano spie private e cercavano di infiltrarle all'interno del movimento. Ha detto di essere convinta che in molti casi, alle riunioni siano state presenti più spie e infiltrati che attivisti veri e propri.

Nel 1987, gli attivisti avevano preso di mira tre negozi di Debenhams in seguito al rifiuto della catena di interrompere la vendita di pellicce. Secondo il Guardian, un attacco a un negozio a Harrow, nella periferia londinese, avrebbe causato circa 430.000 euro di danni. In seguito, Geoff Sheppard e Andrew Clarke furono arrestati per aver preso parte all'azione proprio grazie alla testimonianza di Lambert. Questi, avrebbe poi detto a Jaqui di dover passare alla latitanza e fuggire all'arresto.

"Mi aveva detto che si sarebbe messo in contatto con me il prima possibile; che non avrebbe mai abbandonato suo figlio. Ma è esattamente quel che ha fatto," ha detto Jacqui. Jaqui sostiene di aver tentato di rintracciare Lambert, senza però alcun risultato. Alla fine, ha smesso di sperare che facesse ritorno, si è sposata e ha avuto un altro figlio. Ma, quando aveva 31 anni, suo marito, di 36, è morto improvvisamente.

Distrutta, ma senza doversi più preoccupare del lato economico, Jacqui è tornata all'università. Oggi, fa la professoressa.

Poi, a giugno del 2012, Jacqui ha aperto il Daily Mail e ha visto la faccia di Lambert che sembrava fissarla dalla pagina. L'articolo raccontava che Lambert era un ex agente sotto copertura operativo negli anni Ottanta. Questi ammetteva di aver avuto un figlio con un'attivista. Jacqui ha capito subito che si riferiva a lei. Dopo non aver avuto sue notizie per quasi 25 anni, si è sentita crollare addosso il mondo.

"Ho capito che il tempo che passava con me era il suo lavoro. Quando pensavo che fosse al lavoro, non era al lavoro. Era al lavoro durante la nostra vita di tutti i giorni. I miei genitori lo trattavano come un loro genero. Appariva nelle foto di famiglia, ed è un fantasma. Non è nulla."

Oggi, Lambert è un esperto di islamofobia. Dal 2002 al 2007 è stato il responsabile della Muslim Contact Unit di Scotland Yard. Dal 2006 insegna alle università St.Andrews e Exeter. Dopo che la sua identità è stata rivelata, nel 2011, ha parlato con alcuni giornalisti. In una dichiarazione rilasciata al programma Dispatches di Channel 4, ha detto: "il lavoro di un agente sotto copertura è complesso, pericoloso e delicato. Ci vorrebbe molto tempo e la completa collaborazione dei miei ex superiori per poter fornire il contesto e i dettagli necessari ad affrontare le questioni che sono state sollevate."

In un'altra intervista, ha detto: "Con il senno di poi, posso solo dire che mi dispiace per quello che ho fatto. Mi scuso con le donne che ho ferito... Molte persone non riusciranno mai a perdonarmi, e penso che sia giusto così. Penso di aver commesso molti gravi errori, di aver fatto cose di cui dovrei pentirmi. Penso anche che l'unica lezione che posso trarre dalla mia carriera, è che si impara dai propri errori."

Mentre viveva sotto la falsa identità è stato arrestato almeno quattro volte, ha detto a Channel 4.

Quanti aspetti della loro relazione erano inautentici, derivati dal seguire una prassi? Jacqui ha detto di aver incontrato altre donne che hanno vissuto storie simili, le quali, quando ne hanno parlato, hanno capito che le modalità di corteggiamento erano sempre le stesse: "Il modo in cui avvengono i primi incontri: hanno un furgone e ti offrono un passaggio; i biglietti di San Valentino, il loro sparire improvvisamente dall'oggi al domani, il fatto che continuino a tampinarti incessantemente," ha spiegato.

Ha detto anche di aver tentato di ottenere risposte da Lambert, che però ha preferito non rilasciare dichiarazioni. "Mi ha scelta perché ero vulnerabile?" si chiede Jacqui. "Me n'ero andata di casa a 17 anni. Ero giovane. Ero completamente sola."

Per tutto il tempo in cui è stato insieme a Jacqui, Lambert è stato sposato con due figli. Quando ha partorito, lui era nella stanza d'ospedale con lei. È stato lì per tutte le 14 ore del travaglio. "Ho pensato che quell'uomo aveva avuto un'infanzia terribile e io gli stavo finalmente dando una famiglia e una vita felice. Ho cercato di rendere la nostra casa un bel posto per entrambi," ha detto.

Dal 2012, suo figlio e Lambert hanno cominciato a instaurare un rapporto. "A differenza delle altre donne, che non hanno avuto figli da lui, Bob Lambert farà parte della mia vita per sempre. Condivideremo i nipoti, ci vedremo ai matrimoni, cose così," ha detto. "Devo fare i conti con il fatto che questo fantasma è tornato."

Anche la vita di Lambert è stata sconvolta da alcune tragedie. I due figli che ha avuto con la sua prima moglie sono morti di una malattia genetica rara, che il figlio di Jacqui potrebbe aver ereditato. Jacqui ha detto che il rapporto di Lambert con suo figlio gli dà "la possibilità di essere un nonno di nuovo." E ha aggiunto: "Non lo odio, né lo insulto. Non lo farei mai al padre di uno dei miei figli."

Hollywood vorrebbe fare un film della sua storia, ma Jacqui non è sicura. "Sto ricevendo un sacco di offerte. In alcuni casi sarei coinvolta, potrei far sì che la storia venga raccontata in termini politici; altre offerte invece vengono da produttori che vogliono soltanto comprare i diritti sulla vicenda."

Dopo aver scoperto chi era davvero Lambert, nel 2012, Jacqui ha avuto un esaurimento nervoso. "Sono stata malissimo. Il mio psichiatra all'ospedale Priory pensa che dovrei solo accettare i soldi e lasciarli fare quello che vogliono, così potrei chiudere questa vicenda una volta per tutte e andare avanti con la mia vita." La pace, ha detto Jacqui, "arriverà grazie alla terapia, ai medici, agli avvocati e agli amici. Non penso che avrò mai risposte dal governo."


Bob Lambert durante una manifestazione fuori dal Dorchester Hotel, nel 1984. Foto via London Greenpeace.

L'Her Majesty Inspectorate of Constabulary (HMIC), il reparto della polizia britannica che si occupa delle operazioni sotto copertura, ha rivelato questo mese che al momento, in Inghilterra e in Galles, sono operative 43 unità e 1.229 agenti sotto copertura. Anche se il MET non giustifica gli agenti che hanno rapporti sessuali con i propri obiettivi, non ha nemmeno dichiarato che si tratta di qualcosa di sbagliato. In una sentenza emessa a luglio di quest'anno, il giudice ha riportato quanto sostenuto dall'avvocato del MET, Carss-Frisk: "Mai dire mai: potrebbe essere legittimo che un agente vada a letto con un obiettivo, in un'unica occasione e al fine di ottenere informazioni su un attacco terroristico imminente." La mancanza di una condanna definitiva è quello che gli attivisti per i diritti umani chiamano, in senso dispregiativo, la 'regola Austin Powers'.

L'avvocato di Jacqui, Jules Carey, rappresenta altre quattro donne con casi simili. Harriet Wistrich, dello studio legale Birnberg Pierce & Partners, ne rappresenta altre otto.

Ma ci sono alcune cose che Jacqui sostiene di non riuscire a perdonare. Una è il fatto che Lambert e gli altri agenti siano riusciti nel loro obiettivo di indebolire il movimento per i diritti animali. Un'altra è il ruolo dello stato. "Lo Stato siamo noi contribuenti," ha detto. Tuttavia, il messaggio che vuole trasmettere non è diretto al governo, a Lambert, o agli attivisti di oggi. "Insegno ai giovani, e cerco di insegnar loro, in particolare alle giovani donne, a essere consapevoli del proprio corpo e del modo in cui sono viste dagli altri. C'è un messaggio in particolare che voglio trasmettere alle giovani donne: non lasciate che vi accada una cosa del genere."


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