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stili di gioco

Euro 2012: rassegna stampa del cattivo giornalismo sportivo

Possibile che leggere di calcio debba essere un'esperienza così umiliante?

Durante Euro 2012 ho letto La Gazzetta quasi tutti i giorni. Da una parte mi dicevo che sbagliavo io a leggerla con un evidenziatore in mano, che va letta al bar, mentre si fa colazione, aspettandosi le informazioni strettamente necessarie e un intrattenimento codificato (una specie di retorica composta di eroismo, frasi fatte che tutti possono capire per interpretare la complessità del gioco, metafore e giochi di parole). Dall'altra mi chiedevo: possibile che leggere di calcio debba essere un'esperienza così umiliante? Mi devo sentire in colpa perché leggo di calcio?

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Il calcio è uno sport ricco e complesso e La Gazzetta soddisfa una fame che è normale avere, trasformando però questa complessità e ricchezza in una sorta di narrazione collettiva alla portata di tutti. La cultura sportiva del Paese è ridotta al livello di un tatticismo scontato più vicino al gossip che alla riflessione vera e propria. Per usare di nuovo l'immagine della colazione, è come se al posto dei cornetti caldi ci servissero tutte le mattine cornetti surgelati.

Quella che segue, quindi, è la rassegna stampa anonima delle peggiori descrizioni che ho trovato sulla Gazzetta in queste ultime settimane. Il problema non è un giornalista in particolare (e forse neanche questo giornale in particolare), ma la brutta retorica sportiva che forma come un muro opaco attraverso il quale sembra impossibile guardare. Di fatto, ci impedisce di pensare.

La rassegna comincia dalla partita Italia-Inghilterra e prosegue durante le semifinali e finali. I brani sono tratti da analisi di prima pagina, editoriali e commenti di vario genere, didascalie, pagelle. I corsivi sono miei.

Varsavia  Ghetto  Catenaccio  Ghetto Mediatico… umorismo yiddish?
"Forse c'è una sorta di umorismo yiddish ad accarezzare questa vigilia azzurra. Forse questo spirito trasuda dai muri di una Varsavia che ha conosciuto il più grande ghetto ebraico della storia europea e ora ci fa sorridere al pensiero che, grazie al successo contro l'Inghilterra, anche l'Italia è uscita dal ghetto mediatico-quello del catenaccio-in cui era stata confinata spesso con giustizia e a volte soltanto per pigrizia. Adesso invece qualcosa è cambiato."

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Deduzioni di cui non sarei così sicuro
"Non ricordo una squadra così d'attacco con un attacco così leggero. Quando avevamo punte efficaci, non attaccavamo mica come abbiamo fatto con gli inglesi."

"Il Portogallo continua ad avere il problema evidenziatosi al Mondiale sudafricano, quello di coinvolgere di più il suo giocatore più forte. Cristiano quando ha la palla riesce quasi sempre a fare qualcosa di pericoloso, che sia un tiro o un assist. Il fatto è che di palloni gliene arrivano pochi. Paulo Bento ha altri due elementi ricchi di classe, Nani e Moutinho, possibile che non trovi la maniera di metterli più vicini?"

Questo Meireles: parodia di un romanzo di avventure
"Ecco, questo Meireles ha la faccia e i modi cattivi del mercenario da luoghi caldi, accoppiati a una scienza della giusta posizione da professore universitario."

Il misterioso Tiki-Taka
"Ieri poi-contro Cristiano Ronaldo e un bel pezzo di Real Madrid-pareva di assistere addirittura a una specie di tramonto neanche troppo dorato del Tiqui-Taca".

"(…) nella Spagna che ha faticato ha fare il solito titic-tito."

"La qualità iberica diventa contundente solo quando Silva e Iniesta, muovendosi dalle corsie verso il centro, entrano in connessione. "

"Creare e non segnare è come distruggere."

"Al tic-tac degli spagnoli, Prandelli ha aggiunto uno zic: "tic-tac-zic", la capacità di concretizzare il possesso e il pressing con verticalizzazioni veloci e profonde. È un sistema di gioco che una volta applicato a livello di nazionali, può fare scuola anche nei club. Ieri sera non ha funzionato contro i maestri del piedibuonismo."

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La Germania guarda Spiderman La semifinale come sfida tra supereroiDe Rossi = il Ragazzo Meraviglioso = Thor + Superman - La Sciatalgia (c'era bisogno di una cosa così complicata?)
"Buio in sala e New York sullo schermo. Due sere fa, al cinema, la Nazionale tedesca sgranava gli occhi dinanzi all'Uomo Ragno, l'ultimo dei Tessiragnatele sfornato da Hollywood. Il modo migliore per vincere la noia dei ritiri, è stato spiegato. Vero, e forse anche per familiarizzarsi con i supereroi, visto che la sfida di stasera ha in sé qualcosa delle saghe fumettistiche di Marvel o DC. Ebbene, noi il nostro Ragazzo Meraviglioso lo schieriamo. È biondo come Thor e prova persino ad essere forte come Superman, anche se la sciatalgia di cui soffre non lo ha abbandonato del tutto. Indovinato il nome? Facile, Daniele De Rossi."

Brutte analisi della vittoria con la Germania (bisogna per forza farla facile)
"Riassumendo: loro sono più giovani, più forti, più riposati, fanno più gol. Dove andiamo? A casa, se il calcio fosse matematica e contassero solo i numeri. (…) Loro più forti, più giovani, più riposati: questa è cronaca. Ma noi siamo la storia."

"La Germania non riesce mai a innescare il suo cannoniere."

"Il calcio è una questione di velocità: noi siamo rapidi ed efficaci, i tedeschi lenti e prevedibili. Ecco il segreto della vittoria."

"Hummels e Badstuber non riescono ad anticiparlo, perché Mario è grosso e spostarlo non è mica semplice, e i nostri centrocampisti sono bravi a cercarlo e trovarlo."

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"Tanti italiani si chiedevano come avremmo fermato Özil. Gabbie? Sbarramenti centrali? No, possesso palla. Se il pallone ce l'ha l'Italia, non ce l'ha Özil. Elementare, ragazzi."

Balo-Qualcosa
"Passerà alla storia come la Balo-partita."

"(Neuer) non ha responsabilità specifiche sui due Balo-gol."

"(Hummels) Ha il fisico per reggere il Balo-impact."

Altri neologismi, parole composte, metafore campate in aria, nomignoli sciocchi, persino un anagramma inutile
"(Buffon) Indossa il costume da SuperGigi e vola al cinema, nel senso che sul tiro di Khedira e sulla punizione di Reus volteggia in aria."

"De Rossi-idraulico: chiude ogni perdita."

"Balotelli - Altobelli. Un anagramma, trent'anni dopo. Altobelli come Balotelli: scomporre e rimettere insieme i nomi dei due attaccanti azzurri è tornato di moda e dopo il 2-1 ai tedeschi ha fatto il giro dei siti."

"(Pirlo, per dire che una volta arrivati in finale bisogna provare a vincerla, usa l'espressione 'È inutile andare a Roma senza vedere il Papa,' e il giornalista commenta:) A proposito, Benedetto XVI è pontefice di radici tedesche. A lui per vedere il Papa basta solo guardarsi allo specchio, eppure questo non è servito alla Germania per sbarcare a Kiev. Sarà che l'Italia avrà avuto più fede."

"Se prima a verticalizzare era stato Iniesta, adesso tocca a Xavi: la premiata ditta."

"(Del Bosque) Sotto le apparenze del "babbione" si nasconde però un grande tecnico."

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"L'Iniesta di Kiev è movimentista. Parte a sinistra, sbuca a destra. Va dove lo porta l'ispirazione."

"Fabregas e Silva sembrano due scambisti, uno va al posto dell'altro."

"(Casillas) Considerato che la sua fidanzata è la giornalista più bella d'Europa, ci fa molta invidia."

"(Chiellini) Si stira, ma non si ammira."

"A proposito di stili: l'Inghilterra ha praticato lo 'spossesso palla'; la Spagna gioca passandosela (e la Germania, spassandosela: per ora); il Portogallo, passandola a Cristiano Ronaldo. E l'Italia? La passa a Pirlo, che guarda e passa. Più o meno."

Epica della vittoria
"L'ultimo pensiero che ci accarezza in una notte così è la sensazione di essere entrati a far parte di un futuro che ci sopravviverà."

"Cesare Prandelli ha potuto stringere i pugni, aprire il sorriso, respirare profondo e provare a rasserenare lo sguardo, facendo scivolare via le lacrime che provavano a salire, allora è rimasta solo una piccola ombra, dietro gli occhi di chi non si era fermato neppure alla curva numero 15 di un cammino via via più impervio."

Un lunghissimo pezzo basato sul fatto che Prandelli all'anagrafe si chiama Claudio Cesare
"Cominciamo dal nome, perché anche in questo particolare Prandelli è stravagante: Claudio Cesare. Così è registrato all'anagrafe ed è stato il grande colpo di mano del padre. (…) In questo doppio nome, c'è molto del carattere dell'attuale c.t. Della Nazionale. Lui è Cesare per tutti, Cesarino per gli amici: pacato, equilibrato, razionale, modesto, gran lavoratore. Però, pochi lo sanno, c'è anche un Claudio Prandelli: la parte creativa, l'estroso, quello che ama l'arte e la pittura (…) Un po' Cesare e un po' Claudio: ecco il destino di Prandelli. (…) Il Claudio che è in lui, un giorno, propone a sua madre d'iscriversi al Liceo Artistico. 'Meglio l'Istituto per Geometri, è una sicurezza.' Cesare si piega, Claudio ci rimane male, ma capisce. (…) Nel 2007 la malattia sconfigge Manuela ed è un colpo terribile. Il calcio aiuta Cesare a non pensare, ammesso che sia possibile non pensare a una tragedia del genere. Nella stagione 2009-10 la Fiorentina batte due volte il Liverpool in Champions League e viene eliminata dal Bayern Monaco per colpa dell'arbitro Ovrebo che regala ai tedeschi un gol in netto fuorigioco. Ma nonostante l'uscita dalla Champions, Prandelli vince: i giocatori sono con lui, i tifosi pure. (…) E la nuova storia d'amore con Novella Benini lo ringiovanisce. Prandelli è sempre un po' Cesare e un po' Claudio. È Cesare quando impone il codice etico (…) È Claudio quando decide di puntare sui cavalli pazzi Cassano e Balotelli."

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Un lunghissimo pezzo basato sul fatto che a Balotelli piace il cioccolato bianco
"Ha avuto una buona idea papà Franco Balotelli: il cioccolato bianco. Perché da piccolo Mario magari tornava dagli scout, cambiava borsa per andare a giocare a pallone e in campo sentiva le gambe stanche. Una barretta di cioccolato bianco lo ricaricava. Erano i suoi spinaci. Ma solo bianco, quello nero lo detestava. Così papà Franco è andato al supermercato a comperare una tavoletta di cioccolato bianco e lo ha affidato alla moglie Silvia che giovedì si è imbarcata per Varsavia insieme al figlio Giovanni. (…) Non c'è stato modo di fare arrivare il cioccolato bianco, né attraverso gli amici di Mario, né nel pre-partita. (…) In realtà il cioccolato bianco era arrivato a destinazione, si era sciolto nei muscoli, li aveva resi più forti, come da bambino, anche senza mangiarlo. La forza non è arrivata dal latte, ma dal messaggio d'affetto del padre, dalla madre seduta a pochi metri, dalla consapevolezza di avere due genitori deliziosi che l'hanno blindato di consigli (…) Il suo busto statuario e il suo nome, avvolto da aggettivi esaltanti, hanno fatto il giro del mondo. L'ex bambino che rifiutava il cioccolato nero per ragioni nascoste nell'inconscio, oggi è un ragazzo felice, acclamato in tutte le piazze d'Italia."

(per ragioni nascoste nell'inconscio???)

Pessime analisi della sconfitta con la Spagna (a chi la fa più semplice)
"Avevano ancora una tacca di batteria, speravamo di riuscire a fare l'ultima chiamata. E invece nulla."

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"Il palleggio spagnolo si sparge come melassa e ne restiamo impantanati. Quando recuperiamo il pallone e Pirlo prova a tessere, gli interni faticano ad accompagnarlo."

"Ma sono mancati, e non solo per colpa di Pirlo, i lanci in verticale. I compagni, gli attaccanti sopratutto, non hanno dettato il passaggio in profondità. Solo tre volte Pirlo ha provato a scavalcare la difesa spagnola. E l'altro dato che spiega la brutta partita dell'Italia è lo zero di Pirlo nella casella 'passaggi filtranti'. Possibile che uno come lui non riesca mai ad accendere la luce? Il fatto è che nessuno si smarca, nessuno si propone."

"Il 4-3-3 spagnolo in fase difensiva, col ripiegamento di Xavi, compatta due linee che soffocano Cassano: a Del Bosque non è sfuggita Italia-Inghilterra."

Epica della sconfitta
"È un sogno che continua, anche se l'Italia è crollata a un passo dal sogno."

"Osservate bene i loro piedi. È rimasta polvere d'oro attaccata sui tacchetti degli azzurri, segno che la strada percorsa è stata quella giusta. Certo, dopo il 4-0, adesso c'è da combattere quel senso di vuoto e di umiliazione che galleggia tra occhi e stomaco come la zattera di un sogno naufragato."

Segui Daniele su Twitter: @DManusia