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Vice Blog

Urrà per i film scemi

26.5.08

Sono andato alla prima di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo settimana scorsa e mi sono divertito un casino. Il cinema era piena di nerd entusiasti che avevano il sorriso stampato in faccia già prima che cominciasse il film. Purtroppo c'era anche un deficiente che si era portato appresso un ukulele, ma in generale, c'era un vero fremito d'eccitazione nell'aria!

Poi ho letto un sacco di recensioni del film scritte da vecchi critici snob che lo analizzavano in ogni dettaglio e lo etichettavano come "troppo vecchio" o "già visto" o "formulaico" e blah blah blah, ma devono DAVVERO rilassarsi un attimo e togliersi la testa dal culo, perchè in realtà il film si basa su due cose molto semplici: la nostalgia e l'escapismo. Se ti piaceva Indiana Jones da bambino questo film è un trip nostalgico da overdose, pieno di riferimenti ai vecchi film (non per svelarvi qualche sorpresa, ma il film inizia con un fottuto inseguimento tra carri armati nel magazzino che c'è alla fine de L'arca perduta!) e poi c'è Karen Allen!—che pensavo fosse la donna più bella del mondo quando avevo dieci anni, e che comunque è ancora abbastanza attraente. E non me ne frega niente se è "formulaico" quando la formula include enigmi criptici scritti in pittogrammi antichi sui muri di un manicomio, tombe Azteche con camere segrete piene di mummie e tesori, e una mitica "città d'oro" nascosta nelle giungle del Perù che potrebbe esistere o no e che potrebbe essere "di questo mondo" o no.

Non voglio dire troppo, ma ammetto che, ok, tutta la storia del teschio di cristallo è ridicola, ma io dico: evviva la ridicolaggine! Scusate tanto se un film d'avventura / fantasia su un teschio di cristallo magico non è abbastanza realistico per voi. Tutto ciò che mi interessa è che io e il mio amico siamo usciti dal cinema pieni di adrenalina e sorrisi e divertimento, come se ci fossimo fatti abbracciare dal nostro orso di peluche preferito che avevamo perso di vista quando avevamo 8 anni. O forse una cosa simile ma non così sdolcinata. Ah, e ci eravamo presi un sacco di Xanax.

PS: Tornate settimana prossima, quando recensirò Sex and the City!

MEG SNEED