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Intervista alla donna che da dieci anni organizza un festival della vulva

Da quasi dieci anni, a marzo, Laura Méritt—un'attivista per l'educazione sessuale, gelotologa e linguista femminista di Berlino—organizza un festival femminista della vulva.
02 marzo 2015, 3:08pm

Come si chiama l'area tra le gambe di una donna? No, non vagina. Si chiama vulva. E se i più tra noi non l'hanno mai chiamata così, Laura Méritt è qui per capire perché.

Méritt è un'attivista sessuale, una linguista femminista e una gelotologa che ha collezionato più di 2000 "pussy profiles", un questionario che si propone di affrontare il tema della crescente popolarità della labioplastica (l'operazione chirurgica che prevede la riduzione delle labbra). Il risultato verrà pubblicato all'interno del "Cunt Month", un evento che si tiene ogni anno nel mese di marzo a Berlino, nel negozio e salone di bellezza femminista Sexclusivitäten.

L'edizione di quest'anno si intitola "La verità clitoridea" e comprende un seminario sull'eiaculazione femminile e uno su "Come si gira un film porno"; un festino sessuale tutto femminile; una protesta contro la nuova legge sul porno del Regno Unito; un fotografo che scatterà "pussy pictures" e "Porn That Way," una mostra curata da Méritt al Gay Museum di Berlino. Méritt è anche la fondatrice del PorYes Award, il primo premio cinematografico d'Europa riservato al porno femminista e ogni anno cura_My Lesbian Eye_, un volume di arte e storia del sesso il cui nuovo numero è in uscita questo mese.

Di recente, ho avuto l'occasione di scambiare due parole con lei.

VICE: Il Cunt Month esiste da quasi dieci anni. Che cos'è e perché si tiene ogni anno a a marzo?
Laura Méritt: Marzo è il mese femminista per eccellenza.

Perché si celebra il Women's History Month?
Esatto. In questo periodo, tutti organizzano eventi sui diritti delle donne. Noi abbiamo sempre pensato che ci dovrebbe essere più sesso nel mese femminista per eccellenza, per cui abbiamo deciso di celebrare la vulva come la cosa più importante del mondo, sia a marzo che in qualunque altro mese.

Prima mi hai detto che non c'è cultura della figa.
Si, la situazione è questa. Non c'è cultura della vulva. C'è molta cultura del pene in tutto il mondo, ma non c'è cultura della vulva. Vogliamo riportare in auge la pratica del guardare, e raccontare la storia della vulva dal punto di vista della donna. Ci sono gruppi, seminari, arte di ogni genere, film... è sempre una manifestazione interdisciplinare.

Il Cunt Month è iniziato questo venerdì con un "Vernissage del piacere". Cos'altro possiamo aspettarci dalla manifestazione?
Innanzitutto i "pussy profiles". È un'iniziativa che abbiamo lanciato lo scorso marzo, e quest'anno ci presentiamo con i risultati. Può partecipare chiunque ne abbia voglia—madri, nonne, chiunque. Per ora, la più giovane ha 13 anni e la più vecchia 77. Sono sorpresa che questo tema interessi così tante persone. Ora vogliamo concentrarci su questioni diverse. Le donne hanno molta voglia di parlare della loro sessualità, e questo è il momento giusto per farlo. Per cui andremo avanti e raccoglieremo più informazioni possibili, per poi scrivere un libro sull'argomento.

Che cosa dicono di solito le donne sulle loro vulve?
Sono contenta che la maggior parte delle donne abbia detto di avere le labbra un po' asimmetriche e che le piccole labbra, una o entrambe, si allungano sulle grandi. Questa è la cosa più importante, in quanto va contro la chirurgia estetica.

Parli della labioplastica?
Si. È uno dei motivi per cui abbiamo fatto il sondaggio. Sono stata contenta anche delle risposte che ci sono state date state riguardo alla peluria e alla forma della vulva. Pare che la maggior parte delle donne non si rada più totalmente. Molte—circa il 30 percento—la lasciano al naturale, mentre molte altre accorciano solo un po' la peluria. Un terzo delle intervistate ha risposto di "mantenere sempre un certo stile," come se si parlasse di un taglio di capelli. Sono contenta di notare che ci sia più diversità rispetto agli anni scorsi. La maggior parte delle donne si è detta orgogliosa della propria vulva e l'ha descritta in modo positivo. Anche se ce ne sono alcune che hanno detto di avere le labbra asimmetriche e di sentirsi insicure.

Qual è il nome più usato per indicare i genitali femminili, tra le donne? Non vulva, immagino.
Non ancora. Per ora la maggioranza usa ancora il termine vagina—è ancora la parola più usata da tutti, medici compresi.

Anche se è inesatta.
Sì. La seconda è figa; la terza [_in Germania_] è un sinonimo di vagina; la quarta è vulva. Il che costituisce un grande cambiamento, perché dieci anni fa questa parola non era molto comune mentre ora lo è. Questo significa che la lingua sta cambiando. Sono certa che, man mano che faremo altri sondaggi, il risultato sarà sempre diverso.

Ogni venerdì, al Cunt Month sarà presente un fotografo a scattare delle "pussy pictures." Queste foto verranno esposte prima o poi?
Quello delle "pussy pictures" è un progetto che va avanti da molti anni, e organizziamo sempre delle mostre speciali in cui ne esponiamo alcune. Ad esempio, in"Porn That Way" sono esposte alcune delle foto scattate l'anno scorso. Anche in questo caso, chiunque può contribuire. Sono fatte per mostrare al pubblico quanto possono essere diverse le vulve tra loro.

Cunt Month, My Lesbian Eye e Porn That Way sono tutti progetti per raccontare l'omosessualità femminile. Essere lesbica è ancora così difficile?
Sì, è ancora un problema—anche perché oggi, la maggior parte delle attenzioni vanno al movimento trans. Anche nel mondo gay c'è un certo maschilismo. Non è una caratteristica delle persone, ma del sistema. Viviamo ancora in una società capitalista e patriarcale. Ci vorrà ancora molto tempo prima che il sistema cambi e si trasformi in una società davvero basata sull'uguaglianza di genere. Insomma c'è ancora molto da fare, anche se siamo sulla strada giusta.

Tu sei una gelotologa, studi la risata e i suoi effetti sul corpo. Come inserisci il riso nel tuo lavoro di educazione sessuale?
Per me la risata è strettamente connessa alla sessualità, perché quando ridiamo apriamo la bocca. E non solo la bocca, ma il chakra connesso alla bocca, ossia la bocca del sesso. Si tratta di due bocche connesse tra loro, ed è per questo che ridere e rilassarsi è molto piacevole. Nella storia delle donne, si nota come si sia sempre cercato di inibire sia la loro sessualità che la loro capacità di ridere.

Ridere dev'essere un ottimo metodo per affrontare il sessismo e l'inibizione sessuale.
Certo. Si tratta di portare positività nella propria vita. All'inizio, quando le donne avevano appena iniziato a combattere per i loro diritti, non c'era molto da ridere—ma la risata è una delle cose più importanti e serve a confermare a te stesso che stai bene. Specie se al resto del mondo non vai bene, se sei vittima di oppressione. Ridere può essere un atto rivoluzionario.

Parliamo di Cinquanta Sfumature di Grigio. Descrive il sadomaso in maniera abbastanza negativa, ma è anche uno dei primi film di successo in cui troviamo le espressioni "fisting vaginale", "fisting anale" e "butt plug". Tu ti batti da oltre vent'anni contro l'oppressione sessuale—per te, il successo del film è positivo?
Per me è positivo che questo libro e questo film abbiano avuto così tanto successo. Anche se a livello di parità di genere sia il libro che il film sono molto conservatori, a livello di espressione della sessualità non lo sono. Comunque sia, parlano di sesso, hanno a che fare col sesso. E hanno avuto una grandissima diffusione. Per cui penso che tutto sommato abbiano avuto un effetto positivo. Certo, al film si potrebbero muovere un sacco di critiche, ma si tratta pur sempre di una produzione hollywoodiana.

Man mano che sempre più pratiche sessuali di nicchia divengono comuni, non si rischia di perdere quell'eccitazione che era legata al fatto che certe cose fossero considerate tabù? Insomma, il sesso non rischia di diventare noioso?
Questa è una bella domanda. Io non credo che il sesso debba essere necessariamente legato ai tabù. Questa è tutta una mistica posticcia che gli è stata appiccicata sopra. È ideologia, specialmente nel caso delle donne. È il motivo per cui non ci conosciamo a fondo, perché alla gente piace questa mistica del non sapere cosa pensano le donne.

Parli del mistero della sessualità femminile?
Esatto.

Quindi a tuo parere si trasforma in una mistica quella che in realtà è semplice ignoranza.
Sì. Si dice che, se si accetta tutto, il sesso finisce per diventare noioso. Penso che tutta questa idea secondo cui il sesso finirebbe per diventare noioso sia una cazzata. È uno strumento che i conservatori usano per controllare la nostra sessualità.

Se vuoi provare il brivido del proibito, c'è sempre il gioco di ruolo. Con il consenso dell'altra persona, si può provare tutto. Si può fare quello che si vuole.

Grazie, Laura.

Segui Mary Katharine su Twitter: @BangingBerlin