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Vice Blog

Io vendo robot

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di it
1.6.10

Lo so che ogni tanto anche voi vi fermate a pensare come sarebbe lavorare part-time in un negozio di robot. L'idea di passare il tempo in questo modo è un po' il sogno nel cassetto di incalliti fumatori di canne e dei fondatori del videogioco Build-a-Bear, ma sicuramente almeno una volta ci abbiamo pensato tutti. Un po' come con gli empori di moon-boot, i negozi di robot erano un altro di quei dettagli terziari promessici (da Philip K. Dick), e che non abbiamo mai ricevuto per davvero. Suppongo si possa dire che questo futuro si sia materializzato sotto forma di Internet o di persone come Thomas Grillo, ma io preferirei di gran lunga avere dei robot umanoidi e dei negozi che li vendono, soprattutto perché ora che ci lavoro, so che è proprio come li ho sempre immaginati.

Il negozio di robot dove lavoro part-time è gestito da un uomo di mezza età chiamato Greg che sembra la versione adulta di uno dei membri dell'entourage di Garth Algar. Greg è il tipo di persona che non ha mai sviluppato una naturale agilità fisica, quindi ogni volta che corre, sembra sempre che stia imparando per la prima volta i passi base. In più, ha ciò che credo la maggior parte della gente classificherebbe come la classica personalità "jolly". La sua vita è sempre stata a metà tra il selvaggiamente straordinario e lo straordinariamente normale. Immagino che a scuola quando la gente faceva le liste di superlativi, i ragazzini sul punto di scrivere il nome Greg sotto la voce "quello che avrà più successo" poi ci ripensavano a causa della sua ossessione per i Queensrÿche. Prima di aprire un negozio di robot, riparava macchinette di pinball ed ha fatto il roadie per gli Anthrax e i Poison. Ogni tanto quando sta riempiendo moduli di tasse, buste paga, o qualche altro compito terreno richiesto dalla gestione della propria impresa, dice "Vorrei tanto essere andato all'università." In qualità di unica persona al negozio con una laurea, sento che è mia responsabilità dire, "Ehi Greg, non ti abbattere. Devry è un po' come l'università!" Questo non sembra mai farlo sentire meglio, ma onestamente non mi viene in mente niente di quello che ho imparato all'università che sia 1/3 importante quanto quello che si può imparare facendo il roadie per gli Anthrax.

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Greg è pieno di aneddoti incredibilmente bizzarri che sembrano venire fuori sempre nei momenti meno opportuni. Qualche giorno fa, stavo provando a mostrare a un bambino di otto anni come si usa un cacciavite quando è caduto il motore e Greg è spuntato dal nulla dicendo, "Una volta avevo una macchina così. Un giorno, sono uscito con una ragazza e ho guidato sopra un'enorme pozzanghera e c'era un buco nella macchina e la pozzanghera è schizzata in faccia alla ragazza." Fortunatamente Greg ha l'abilità istintiva di raccontare storie interessanti con la mancanza di stile di un impiegato della Deloitte, così il ragazzino è rimasto indifferente, probabilmente pensando che questo tipo di episodi siano una debolezza della vita adulta.

È sposato con una donna rumena materna ma sorprendentemente volubile di nome Ana. Lei è co-proprietaria del negozio di robot e come tale ha l'autorità di dire la sua su qualunque questione commerciale voglia commentare. Questo significa che 99 volte su 99 intuisce la posizione di Greg su un determinato argomento per poi prendere la posizione esattamente contraria, così finiscono col litigare di brutto su questioni iperbanali, ma pur sempre riguardanti i robot, per intere giornate. L'ultimo litigio è iniziato quando Ana ha provato a indirizzare una busta a un distributore di merchandise di Lost in Space, e ha fallito. Greg sospirando sconfitto ha provato a insegnarle, ma lei lo ignorava e guardava video di Josh Groban su Youtube. Nel prevedibile tono di un uomo all'estremità perdente di molte discussioni passate, ha chiesto a me di aiutarla, così ho indicato l'angolo in alto a sinistra e ho detto "lì", risolvendo il problema. Il loro rapporto è talmente tanto uno spettacolo per i consumatori che a volte le loro discussioni sono introdotte da Ana che porta in negozio ciambelle per lo staff. Questo è già successo quattro volte, il che mi da ragione di pensare che sarebbe nel mio interesse provocare Ana verso le dieci del mattino, e d'ora in poi saltare la colazione.

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A dire il vero, non mi aspettavo che i miei colleghi sarebbero stati degli innovativi scienziati, nonostante il fatto che tendo a pensare sempre in grande. A parte Greg e Ana, al negozio siamo solo io e un altro. Il mio collega Matt usa il negozio come modo di finanziare le sue ambizioni professionali di suonatore di sintetizzatore in una band garage sci-fi stile MST3K chiamata The Earth Program; nome derivato dal film Babbo Natale alla Conquista dei Marziani.

Dato che siamo un'attività piccola siamo raramente in negozio insieme, ma quando lo siamo, iniziamo e finiamo ogni conversazione parlando degli Unicorns. Poi c'è il collega James che ha undici anni e parla principalmente di musica rap. Tre giorni fa ha visto The Matrix per la prima volta, forse perché ancora non esisteva quando tutti hanno visto The Matrix.

Poi c'era anche una terza impiegata chiamata Erin che una volta mi ha detto che esce solo con gli ispanici perché ha avuto ordini restrittivi con ogni altra razza. Un po' come Greg, era una forza a raccontare storie assurde con una nonchalance fuori luogo. A differenza di Greg però, le cui storie mantengono sempre un vago senso di realismo, quelle di Erin sembrano tutte coinvolgere trame rubate da vecchi film western o di gangster. In qualche modo, sono tutte legate all'America Centrale e finiscono tutte tragicamente o con problemi legali. E racconta le sue storie con il tono che io userei per dire a qualcuno che sto per andare dal fruttivendolo. Ci mandava delle e-mail che sembravano scritte di pugno, il che, combinato con le sue predilezioni latino-americane, mi ha fatto credere che non fosse una cittadina nativa. Più tardi ho saputo che era nata e cresciuta in periferia da una famiglia americana media, quindi questo vuol dire o che è pazza o che è così annoiata che il suo cervello ha acceso la TV. Qualche volta viene a salutarci in negozio, e pare sempre avere da uno a tre bambini ispanici diversi in braccio. Finora non ne ho mai visto uno due volte di seguito.

Anche se il nostro negozio è principalmente un negozio di robot, funge anche da museo dei robot nato da svariati tentativi di lanciare il mercato dei robot. Ovviamente questo è indicativo dell'etica professionale di Greg che è più o meno, "Mi piacciono i robot, quindi voglio aprire un negozio di robot." Voglio dire, a me piacciono un sacco i ghiaccioli al lime, ma iniziare un negozio di ghiaccioli al lime sarebbe davvero ridicolo. Certo avrei un paio di clienti risoluti che condividono la mia passione per questo incredibilmente piccolo pezzo di mondo, e sono sicuro che si metterebbero lì a recitarmi tutti i riferimenti ai ghiaccioli al lime negli oscuri film cult sci-fi che hanno visto, oppure starebbero lì a vantarsi degli stampini per ghiaccioli a forma di celebrità che hanno fatto, ma il restante 98% della mia clientela sarebbe gente che entra nel negozio per il semplice fatto che esiste e vogliono sapere com'è possibile che un'attività così specifica possa fare soldi. E in caso non l'aveste ancora afferrato, ci sono molte somiglianze tra il mio fittizio negozio di ghiaccioli e il negozio di robot. Greg è uno in gamba. Agli inizi dell'esistenza del negozio, ha avuto l'astuzia di inserirsi nel business delle feste di compleanno e dei workshop doposcuola. Ho avuto il mio lavoro quando Greg mi ha chiesto, "Puoi venire a una festa di compleanno domenica? Abbiamo dodici ragazzini e non mi va di passare la domenica con dei ragazzini." Ora io passo le mie domeniche pomeriggio mangiando la torta di compleanno di figli di sconosciuti ascoltando i Kraftwerk.

Insomma, tornando alle vostre fantasie di come sia lavorare part-time per un negozio di robot. Immagino che gli unici veri paralleli con quello che immaginavate e il nostro negozio è il fatto che vendiamo robot, e passiamo la maggior parte del tempo ascoltando i Kraftwerk. Nonostante il fatto che le mie supposizioni iniziali sul lavoro nel negozio di robot siano andate in fumo, sto tenendo duro nella speranza di trovarmi alla fase nascente di una rivoluzione. Io, Robot va sei ore al giorno alla TV, e non posso evitare di notare le somiglianze. OK, l'unica vera somiglianza tra il film e RobotCity Workshop è che entrambi hanno luogo a Chicago, ma nella mia testa, spero segretamente che il nostro modesto negozio di robot possa essere la location futura di U.S. Robotics. Non è poi così stravagante pensare che l'imprenditorialità di un vecchio roadie degli Anthrax sia la strada verso il futuro.

BEN MAJOY