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reportage

Bunker-tour a Berlino

Quando ancora la gente pensava di potersi proteggere da un attacco nucleare ficcandosi sottoterra, nella capitale tedesca fu costruito un inimitabile sistema di bunker
2.1.12

Dietro all'enorme quantità di servizi che sono stati dedicati alla morte di Kim Jong-il e alle speculazioni sulle effettive capacità di comando del successore Kim Jong-un si nasconde in realtà il timore per l'instabilità nucleare della Corea del Nord. Oggi, con la tecnologia di cui disponiamo, siamo ben consapevoli che un attacco nucleare spazzerebbe via l'intero genere umano. Ma quando ancora la gente pensava di potersi proteggere da un simile evento, a difesa della capitale tedesca fu costruito un inimitabile sistema di bunker. Alcuni esistono ancora oggi.

Uno dei più grandi si trova all'interno della stazione metropolitana di Siemensdamm, che in realtà, più che una stazione, altro non è che un complicato sistema di bunker in grado di proteggere qualche migliaio di persone da un'esplosione nucleare. Dopo l'11 settembre, e prima che il governo decidesse di rinunciare al progetto, furono investiti un mucchio di soldi per la ristrutturazione dei locali. Da allora, la maggior parte degli spazi è stata venduta o riconvertita. Eppure si stima che, ancora oggi, il bunker di Siemensdamm sarebbe in grado di accogliere e garantire la sopravvivenze a circa 4.500 persone per un periodo di 14 giorni, senza alcun contatto col mondo in superficie. In odore di apocalisse, ho chiesto ad Andreas Ulbrieg di farmi da guida attraverso l'acciaio e il calcestruzzo. Entriamo nel bunker passando dai binari, lungo i quali si trovano le uniche quattro porte d'ingresso. All'interno, ogni cosa è ricoperta da un sottile strato di polvere marrone. Sembra che non sia cambiato nulla dal 2004, anno dell'ultima prova anti-attacco. Per evitare il panico di massa, le persone accedono al bunker una ad una. La struttura è automatizzata in ogni sua parte, dalle porte ai cancelli. Il bunker è inoltre dotato di un generatore di emergenza e di un accesso ai due pozzi che forniscono l'acqua. In aggiunta, sono presenti undici contenitori di acqua potabile in grado di fornire 2,5 litri di acqua al giorno per due settimane a 4.500 persone. Con tali numeri, l'ossigeno è un problema da non sottovalutare. Un intelligente sistema di aerazione ricava aria fredda da due torri esterne alla struttura, filtrandola ed eliminando le eventuali scorie radioattive. La porta interna è murata da centinaia di mattoni in cemento armato. Bastano pochi centimetri di questo particolare cemento per ridurre le radiazioni nucleari a meno dell'1 percento. Per evitare che l'aria contaminata entri nei sotterranei, la pressione del bunker è leggermente più alta rispetto al normale. In mancanza di alternative, persino questi letti a castello sembrano accoglienti.

All'interno del bunker non sarete in grado di sfuggire ai vostri 4.499 compagni scelti a caso, e ci resterete bloccati per 14 giorni. Spazio personale? Ovviamente zero.

Che dire. Forse sarebbe stato meglio restare in superficie.