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PRE-DISCHI BELLI: ORFANADO, "ITER"

Qui nella redazione musicale di VICE girano sempre parecchie cose strane.

Cosa succede quando due amici musicisti, ognuno impegnato in progetti validissimi, decidono di unire le forze e produrre qualcosa che non c'entra niente con quanto realizzato separatamente? Beh, salvo disastrosi imprevisti, c'è il rischio che ne esca fuori qualcosa di assolutamente geniale ed eccitante, come nel caso degli Orfanado.

Le credenziali, del resto, sono più che ottime: Ale De Zan, maneggiatore di percussioni, chitarra e fiati, ha suonato per anni nei GI Joe ed è anche parte di quel carrarmato psichedelico che sono gli In Zaire, mentre l'altra chitarra sta tra le mani di Riccardo Mazza, che viene dall'hardcore contorto degli A Flower Kollapsed e dal macello totale di Lettera 22. Sarà che ho qualche grosso problema con l'esistenza, ma dei loro precedenti concerti ho solo memorie legate a qualche tipo di droga. L'unica volta che mi è capitato di vederli suonare come Orfanado, ad esempio, me la ricordo come un insieme di bellissime vibrazioni fricchettone, pace, amore e cognizione estesa dell'universo.

Mettendo da parte i miei trip, avrete capito che suonano qualcosa di molto psichedelico e molto acustico. Un folk libero e giocoso con qualche inserto elettronico, come John Fahey finalmente preso bene, o i Sun City Girls che non hanno voglia di complicarsi troppo la vita. Il loro nuovo album si intitola Iter, viaggio, e non c'era titolo migliore che potessero scegliere per questa passeggiata interiore nella musica. Esce in questi giorni in formato CD per i tipi di Sound Of Cobra e a fine mese in lucido vinile targato Holidays Records. Chiaramente siete obbligati ad accattarvene una copia.