Le cose più disgustose mangiate dagli universitari italiani

Un periodo idilliaco, tranne che per il cibo, tra gorgonzola con i vermi, melone intriso di ragù e chocopops avvolti nel prosciutto.
Andrea Strafile
Rome, IT
3.10.17

Ah, l'università e la gioventù. Quel periodo della vita dove vivi con cinque persone, c'è un bagno solo e le tue buste della spesa sono piene di merendine, taralli, qualcosa di precotto e tonno.

Ricordo che per il primo Natale fuori casa chiesi a mia madre una pentola nuova per provare strane prelibatezze culinarie e di come quella stessa pentola sia rimasta fuori dal terrazzo incrostata di ragù così tanto tempo da corrodersi e bucarsi. Il nostro altare simbolo di libertà ripieno di macinato e mosche.

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Le paste e fagioli senza pasta, il pane in cassetta morbido che mi portavo come souvenir da Londra da mangiare in purezza e le patatine insieme alla cioccolata fondente sono solo alcune delle meravigliose schifezze che ho ingurgitato quando non avevo un briciolo di morale.

Oggi l'avocado ha sostituito le caramelle gommose e l'insalata di grani è diventata la norma, ma non mi sono dato per vinto e ho cercato in lungo e in largo gli ultimi superstiti sfascioni capaci ancora di buttare giù pasta e maionese in nome della sopravvivenza.

Emanuele, lo zola coi vermi

Ho comprato una forma di gorgonzola e l'ho lasciata non so più quanti giorni fuori dal frigo per vedere se i vermi l'avrebbero colonizzata.

Quando ero piccolo mangiavo gorgonzola in quantità industriali, così i miei genitori per impedirmelo mi hanno raccontato che nel gorgonzola crescevano i vermi e che mi sarebbero entrati nella pancia se ne avessi mangiato troppo. Anni dopo, ero al mio secondo anno di università, mi sono informato e ho scoperto che esiste un formaggio sardo pieno di vermi davvero, così ho pensato bene di sconfiggere la mia paura.

Ho comprato una forma di gorgonzola e l'ho lasciata non so più quanti giorni fuori dal frigo per vedere se l'avrebbero colonizzata.

C'era una puzza tremenda. Ma un giorno l'ho guardata e ho capito che era arrivato il momento. L'ho tagliato e quei cosini stavano lì che sguazzavano. Mi sono fatto forza, completamente sobrio, ho tagliato una bella fetta e l'ho buttata giù.

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Non sono stato male, ma non lo farò mai più.

Leonardo, il blister di cotolette

Quando sono a arrivato a Roma dall'Abruzzo mangiavo solo riso e pollo, niente verdure. Il più delle volte era riso liofilizzato.

Quando sono a arrivato a Roma dall'Abruzzo mangiavo solo riso e pollo, niente verdure. Il più delle volte era riso liofilizzato, di quelli che metti acqua, butti la polvere ed esce riso messicano o indiano. Lo trovi al discount.
I giorni di gioia sono al ritorno da Guardiagrele; nonna mi mette sempre in valigia pasta all'uovo, lasagne e palle cac' e ov' (ndr. Polpette). Il Pacco da giù è pur sempre il Pacco da giù.

Siccome sono l'unico studente che non mangia pasta col tonno non lo compro, ma andavo cercando la cosa più economica fino a che non mi sono mangiato un blister intero di cotolette della Lidl e sono andato avanti e indietro dal cesso per tre giorni.

Il riso rimane la mia passione, mi piace proprio. In genere lo cuocio e ci spezzetto il salame del paese.

Celeste, il caffè dello studente

Quando devi fare nottata sui libri fai il caffè, poi lo travasi in una tazza, apri la moka e lo riversi nella parte dell'acqua. Il risultato è che passi la notte schizzato come una scimmia.

Ho i crampi allo stomaco solo se ci penso, ma quando arriva il periodo degli esami uno dietro l'altro e abbiamo passato mesi a cazzeggiare l'unica cosa che ci salva è il caffè doppio.

Quando devi fare nottata sui libri fai il caffè con la moka e aspetti che esca. Quando è uscito tutto lo travasi in una tazza, apri la moka e lo riversi nella parte bassa, riempi di nuovo il filtro di caffè e lo rimetti sul fuoco.

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Il risultato è che passi la notte schizzato come una scimmia che ha trovato della chetamina per strada, il giorno dopo sei in preda ad atroci dolori di pancia, ma arrivi all'esame che sai a memoria il libro.

Joseph, l'esperto

Io metto la pancetta affumicata nella Nutella senza pietà. C'è ovviamente la variante con le cozze.

Hai presente quando hai fame da ubriaco e hai voglia di dolce e salato insieme? Ecco, a me non basta dolce e salato insieme, io entro in casa, apro il frigo, prendo la pancetta affumicata, la guardo e sorrido soddisfatto.

Poi la apro e intingo una ciccia dietro l'altra nella Nutella senza pietà. C'è ovviamente anche la variante con le cozze, ma lì è più una challenge tra di noi

Questo quando sono ubriaco.
Da sobri con gli amici, invece, ci piace fare le cene suicidio; tipo cena Mulino Bianco o cena Kinder. Ognuno porta una busta piena di biscotti della marca scelta e passiamo la sera a mangiarli senza alcool né fumo.

Lo facciamo da lucidi, perché così dopo arrivano le visioni mistiche da zucchero e ci ritroviamo in parrucca sul divano a cantare e piangere.

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Martina, l'eccezione

Abbiamo cominciato a riempire del pancarrè con prosciutto crudo, insalata russa, mais in scatola, patatine e burro d'arachidi. Ti dirò non era niente male.

Guarda, schifezze schifezze mai. Forse ogni tanto mangio il gelato dopo pranzo e un paio di volte anche dopo cena, ma per il resto sto attenta alla mia alimentazione. Pranzo con l'insalata, pesce la sera o carne, poca pasta, alle macchinette dell'università giusto dei taralli.

Forse però una volta una cosa veramente schifosa l'ho mangiata. Eravamo a casa dopo una serata con una fame assurda e ridendo abbiamo cominciato a riempire del pancarrè con tutto quello che trovavamo. Ognuno diceva un ingrediente e lo mettevamo nel panino, fino a che non ci stava più niente dentro. Alla fine era tipo: prosciutto crudo, prosciutto cotto tagliato grosso, insalata russa, mais in scatola, patatine in busta e burro d'arachidi.

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Doveva essere una cosa per farsi una risata, invece abbiamo finito per addentarlo e, ti dirò, non era niente male.

Andrea, la fame chimica

Dalla dispensa ho preso i Chocopops, ne ho presi una manciata e le ho chiuse con una fetta di prosciutto.

Non so se sia la cosa più schifosa che abbia mai mangiato, ma mi ricordo che una cifra di tempo fa ero stato fuori con gli amici a fumare tutta la sera. Avevo fumato come un cane e mi è arrivata una chimica pazzesca quando sono rientrato a casa.

Ero indeciso tra dolce e salato, così mi sono mosso al buio verso il frigo, l'ho aperto e ho preso il prosciutto crudo, poi dalla dispensa ho preso i Chocopops, le barchette. Ne ho prese una manciata e le ho chiuse con delle fette di prosciutto.

Era veramente buono: la scioglievolezza del crudo si univa perfettamente con il crunchy dei chocos, roba che Bottura mi fa una sega.

Michele, l'intransigente

Io mangio sempre carne, di cavallo che mi arriva dal macellaio di Canosa. Una volta ho preso quella di maiale. Mai più.

Io cose strane non ne mangio.

A pranzo tutti i giorni mi mangio la pasta, a volte in bianco e le altre con i sughi dello Scatolo. E tutte le sere mangio la carne, di cavallo che quella è buona e viene dal macellaio di Canosa. Una volta ho preso quella di maiale, mai più. Magari accanto un po' di insalata ma niente verdure, che le verdure buone sono solo quelle dell'orto di mamma.

E poi, ti dico, la mia fortuna è il metabolismo veloce, o sarei già un quarto di bue.

Impero Giolitti, il rivoluzionario

Presente quel sugo denso che hai cotto per ore? Ecco inzuppo delle belle fette di melone dentro il sugo e me le mangio.

Una delle cose che mi piace di più quando l'acidità si è impossessata del mio corpo dopo una sera passata a bere Vodka è rientrare a casa, tagliare delle fette di melone e inzupparle nel sugo fatto bene che serve per il pranzo della domenica.

Presente quel sugo denso che ha cotto ore e ore? Ecco, quello. Un bel melone e sugo è quello che mi ci vuole per riprendermi.

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E poi mi piace, perché a tavola con la famiglia guardo le facce e sorrido soddisfatto, visto che sono totalmente ignari del fatto che un melone è stato pucciato senza pietà per il mio piccolo piacere personale. Ormai sono anni che lo faccio, non riesco a farne a meno. Quando mia madre lo scoprirà sarà una tragedia.

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Enrico, la colazione dei campioni

Ho tirato fuori quello che rimaneva della pizza con la mortadella e ho cominciato a pucciarla nel cappuccino: al quarto morso mi sono reso conto che era veramente buona.

Ho vissuto in Germania per quasi due anni e si stava da Dio, ma li cibo faceva così schifo che per mangiare qualcosa di decente con il mio budget mettevo della salsa barbecue sul pan bauletto e lo addentavo. Erano completamente matti, usavano la pasta con panna acida e piselli come contorno a uno stinco di maiale.

Così, quando sono rientrato a Roma, la prima cosa che ho fatto, visto che era mattina presto è stata di comprare una pizza bianca appena sfornata ripiena di mortadella. Ma ero davvero felice di essere tornato, così sono entrato in un bar, ho ordinato un cappuccino e mi sono messo in un angolo con gli occhi abbottonati dal sonno.

Ho tirato fuori quello che rimaneva della pizza con la mortadella e ho cominciato a pucciarla nel cappuccino: al quarto morso mi sono reso conto che era veramente buona, così me la sono finita.

E sarò sincero. In un paio di momenti tristi, barcollante, l'ho rifatto e se potessi lo farei tutte le mattine.