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Le colonne sonore di Tony Hawk's Pro Skater erano una bomba

La leggenda dello skate ha ripercorso per noi i 13 episodi del suo videogioco Tony Hawk Pro Skater mettendoli in ordine di fighezza della colonna sonora.

di Brendan Menapace; traduzione di Giulia Fornetti
20 novembre 2018, 9:18am

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Tony Hawk's Skateboarding (o Tony Hawk’s Pro Skater fuori dall'Europa) è il gioco preferito di tutti gli skater professionisti e non, ma soprattutto è stato il videogioco che ha portato la cultura dello skate nel mainstream. Dalla prima edizione del 1999, Tony Hawk's Skateboarding ha portato nelle case di milioni di giocatori i nomi sconosciuti di tantissimi skater professionisti e lo slang tipico di quel mondo. Se tua nonna sa cos’è un kickflip, probabilmente è merito di Hawk. Oltre a un passatempo divertentissimo, la celebre saga ha permesso al grande pubblico di scoprire una delle componenti cruciali della cultura skate: la musica.

Attraverso le colonne sonore, la serie di Tony Hawk è servita a tantissimi per scoprire nuova musica, in particolare artisti punk e hip-hop, dai Dead Kennedys ai Blackalicious. Per milioni di ragazzini cresciuti facendo acrobazie sullo skate, basta un accenno di “Superman” dei Goldfinger o “When Worlds Collide” dei Powerman 5000 per far riemergere immediatamente la nostalgia dell’infanzia.

Hawk non ha curato personalmente ogni colonna sonora dall’inizio alla fine, ma sicuramente i suoi gusti musicali si riflettono nelle playlist del gioco. “Praticamente per ogni edizione, davo agli autori una lista di venti o trenta band e artisti che appartenevano più o meno alla stessa categoria, allo stesso genere,” spiega Hawk. “E poi dicevo ‘Andate avanti voi.’”

Hawk ha ripercorso con noi la saga di videogiochi e ha messo in classifica le sue colonne sonore preferite.

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Noisey: L’ultimo in ordine cronologico è anche l’ultimo della tua classifica. Perché?
Tony Hawk: Avevamo poche risorse a disposizione, e una volta finita la produzione del gioco, quasi tutto il budget era stato speso. C’era rimasto davvero poco per la colonna sonora. Abbiamo dovuto scegliere band che vendevano i pezzi a poco. Questo non significa che la qualità fosse inferiore, ma semplicemente non era ben studiata come le altre. Per assurdo, in questo caso sono stato io a selezionare molti pezzi, perché erano di amici che mi hanno fatto dei favori.

In un certo senso l’ultimo gioco è quello che torna alle origini di tutto, con le corse a tempo e tutto il resto. Anche a te è sembrato di tornare indietro nel tempo, dovendo scegliere personalmente i pezzi?
Be’, li ho scelti personalmente perché avevamo poco budget, e sapevo di poter contare sui favori di un po’ di amici.

È una posizione interessante in cui trovarsi.
Sì, ma non era completa come le altre.

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Anche qui, stesso problema: non c’era budget, poche risorse e ho provato a fare del mio meglio con quello che avevamo.

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In questo ci sono alcune canzoni che sono molto belle. Mi pare ci fosse anche un pezzo di Beck.

Sì, c’è “Gamma Ray” in questa.
Esatto, quindi dal mio punto di vista, è stato un momento di crescita se siamo riusciti ad avere Beck nella colonna sonora.

C’erano anche nomi grossi: Queens of the Stone Age, Green Day...
Anche gli Yeah Yeah Yeahs.

E Kenny Rogers.
Oh, è vero. [Ride]

C’è sempre almeno una canzone nella colonna sonora che in un certo senso è un po’ diversa. Come nei video di skate, ci finisce dentro un po’ di tutto e quindi prima ascolti i Suicidal Tendencies e gli Agent Orange, e poi senti Kenny Rogers.
Sì penso che quello derivi dall’influenza iniziale della Neversoft, lo studio che ha sviluppato il gioco. Joel Jewett, a capo dell’azienda, era un tizio molto divertente ed eccentrico, un tizio con un look da cowboy ma che viveva nell’era digitale e tecnologica. E per questo in una colonna sonora c’era anche Johnny Cash, non mi ricordo quale.

Era Underground 2.
Sì, è proprio una tipica idea da Joel.

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Qui eravate ancora con Neversoft, giusto? C’era tantissimo punk californiano, tipo i Descendents, ma sembrava che includesse un po’ tutto quello che andava all’epoca, tipo un po’ di metalcore e pop punk dei primi Duemila.
Sì, quello rifletteva in un certo senso la generazione del momento, perché era il nostro primo gioco per la Wii. Sapevamo che avremmo dovuto puntare sui giovanissimi. Quindi le scelte musicali sono state fatte in quell’ottica, più pop e meno band sperimentali. Insomma, meno punk, per intenderci.

C’erano comunque band che ti saresti aspettato di sentire nella colonna sonora di Tony Hawk, come i Bouncing Souls e i Public Enemy.
Penso che l’idea fosse quella di allinearla più al mainstream.

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Non ricordo bene Project 8. Penso che a quel punto il gioco stesse diventando così famoso che stavo perdendo il controllo delle cose. Non del tutto, ma penso che fosse difficile tenere d’occhio il quadro complessivo del lavoro. Stava crescendo così tanto che era difficile rimanere concentrati.

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Sono rimasto abbastanza sorpreso nel vedere Tony Hawk’s Skateboarding 3 così in basso in classifica. Era il primo videogioco sulla PS2 in cui c’era fisicamente più spazio per la musica. Qui c’erano cose tipo gli AFI e i cKy.
Non so, quando penso alla storia e alla cultura skate, non penso agli AFI e ai cKy. Ecco perché, sono connessi al mondo dello skate e a quelle sonorità, ma per me la storia dello skate non sono loro.

In questa colonna sonora c’era anche “Blitzkrieg Bop.”
Sì, be’, se devo essere onesto, non sono mai stato un grande fan dei Ramones.

La cosa non mi sconvolge, ma forse qualche lettore potrebbe rimanere deluso.
Non so perché, non lo sono mai stato. Per me, loro erano un po’ troppo East Coast. So che sono stati tra i fondatori del punk, ma non mi hanno mai colpito come Dead Kennedys e Circle Jerks, per esempio.

È strano, ci sono alcune band in questa colonna sonora che per me suonano proprio come “band da Tony Hawk”. Non riuscirò mai ad ascoltare quel pezzo dei Bodyjar senza immaginarmi il gioco.
Ah sì, certo.

Poi, ovviamente, non tutti sentiranno la stessa cosa con pezzi come “Blitzkrieg Bop,” ma penso che molte persone considerino questa colonna sonora come una svolta musicale nel gioco.
Oh, certo. E di questo sono molto orgoglioso.

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Questo è stato l’ultimo gioco con Neversoft. Sapevi che questa sarebbe stata l’ultima volta che collaboravi con loro?
No, in realtà, avevamo anche iniziato a pensare a un nuovo gioco. Dopo questo, avevamo abbozzato un nuovo gioco, ma poi hanno deciso di investire tutto il loro budget e risorse in Call of Duty.

E questo nuovo progetto ha influito sulla colonna sonora? Perché quella di questo gioco era davvero grandiosa.
No, a quel tempo avevamo ancora un sacco di soldi. Lì lavoravamo ancora molto bene. È stato il periodo in cui è arrivato Skate. Da lì in poi, il mercato si era ormai diviso e loro non avrebbero più potuto contare sui grandi numeri che facevamo prima, e così hanno preso questa decisione.

Ci sono comunque grandi nomi in questa colonna sonora, dai Nirvana ai Foo Fighters. E c’è anche “Sympathy for the Devil”. In questo caso, è proprio questa la canzone ‘diversa.’
Potrebbe essere, ma non lo so. Ho sempre pensato che comunque quel pezzo fosse collegato, in qualche modo, al punk. Come era successo ai Jane’s Addiction. Ho sempre pensato che ci fossero un paio di pezzi dei Rolling Stones che risuonano con il nostro genere.

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Per me, questo è stato un gioco molto ampio, con una colonna sonora molto ampia. Sembra che tu ti sia diviso il gioco con Bam Margera. Ha avuto qualche influenza sulla colonna sonora? E poi, ci sono altri skater che hanno contribuito?
Sì, certo, ma non ricordo esempi in particolare. Di sicuro, i cKy sono lì per volontà di Bam. Quello me lo ricordo di certo. Non mi ricordo se ci sono anche gli HIM, ma se ci sono, è per merito di Bam.

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Anche la posizione di questo mi ha sorpreso. Eppure è quello che hai definito come “il primo” nella tua testa.
Sì, perché adoro la colonna sonora, ma è stata la prima ad avere definito uno stile e una sonorità. Poi ci sono pezzi che amo, ma che sono di band piuttosto sconosciute. Per questo non l’ho messa più in alto in classifica.

Dopo aver lavorato alla prima colonna sonora, hai fatto intenzionalmente qualcosa di diverso per il sequel?
Ho cercato di includere più band della mia storia, del mio passato.

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Questa è stata la vera svolta per la saga, per tantissimi motivi.
Sì, questa era davvero ampia. La tracklist era tre o quattro volte più lunga rispetto alle precedenti.

Tony Hawk 4 è stato il primo gioco ad avere una storia davvero cinematografica. Questo ha influito in qualche modo nella creazione della colonna sonora?
Io non ero coinvolto, ma certamente sì, volevamo sfruttare maggiormente l’influenza dei media sul gioco.

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Penso che questo sia così in alto in classifica grazie ad artisti come Toy Dolls, Sex Pistols, De La Soul, e gli AC/DC. C'era "TNT", che è stato il successo più grande di quella colonna sonora.

Come ha fatto [lo skateboarder] Chad Muska a convincerti a mettere i suoi pezzi a nome Muskabeatz in quella colonna sonora?
[Ride] Di quello deve avere parlato direttamente con il dipartimento musica.

Quindi, in un certo senso, ti ha scavalcato e le ha inserite a tua insaputa?
Sì, ma ha funzionato! A quel punto, ormai, mi fidavo totalmente del dipartimento musica. Avevamo già lavorato tantissimo insieme, e con grande successo, che ero certo che sapessero cosa fare, così come ero certo che ormai Neversoft ne capisse di skateboard, alla fine. Non dovevamo più spiegargli le basi, né le sfumature.

Giusto. Ovviamente lo skate era già una cultura ampia e ricca per chi la conosceva, ma stava a voi farla conoscere alle masse, e venderla a chi non si era mai interessato al tema prima, o che non la conosceva. Per rappresentare in modo accurato e appropriato la community, la musica aveva un ruolo fondamentale. Ti ha mai intimorito questo compito?
No, non mi ha mai fatto paura, anzi, era eccitante. Era davvero fico perché potevamo davvero fare quello che ci pareva, non c’era nessuna agenzia di marketing a dirci cosa dovessimo fare, o tipo “Questa è la band del momento” oppure “No, non è questa la musica che ascoltano i ragazzini oggi”. No, noi stavamo rappresentando la cultura dello skate, la sua storia, e per questo abbiamo scelto la musica migliore per farlo.

Sembra che siate stati proprio fortunati a collaborare con Neversoft.
Penso che la cosa bella fosse il fatto che quelle band desiderassero tanta attenzione, perché non ne avevano ancora ricevuta all’epoca. E a quel tempo forse costava un po’ meno, anche attraverso la label. L’intero processo di apprendimento per Neversoft, insegnargli lo skate e la cultura skate, è stato davvero divertente. E, bisogna dirlo, loro si sono prestati alla grande. Hanno vissuto la cultura appieno. Passavano una giornata di lavoro ogni due settimane allo skaterpark. L’azienda portava tutti, nessuno escluso, allo Skate Street (mi pare). Un tizio si era persino rotto la caviglia. C’era questa kickflip challenge tra la gente dell’ufficio. Insomma, stavano davvero vivendo quella cultura in prima persona.

Dopo il terzo gioco, non serviva nemmeno più spiegargli cosa fossero i trick o i salti perché erano informatissimi, leggevano i magazine di skate e guardavano un sacco di video, quindi capivano il gergo. Era davvero bello.

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Sono davvero emozionato all’idea di parlare con te di American Wasteland.
Quello è stato davvero una bomba. È stato il più divertente perché non ho dovuto solo richiedere singole canzoni, ma band intere. Per esempio, gli Alkaline Trio hanno fatto una cover di “Wash Away”. Il pezzo originale dei T.S.O.L. era davvero rarissimo da trovare.

Li hai scelti per quello o li hai contattati e poi hai chiesto loro di fare la cover?
Abbiamo fatto loro un’offerta più ampia. Tipo, gli abbiamo detto “Ci piacerebbe che faceste cover di band punk, tipo questa, questa e questa”. E loro ci hanno risposto con le loro scelte.

Riascolto sempre quella cover degli Alkaline Trio e i Saves the Day che rifanno “Sonic Reducer”.
Mi ricordo di aver incontrato Ian MacKaye ai tempi, e di aver parlato con lui della colonna sonora. E lui mi disse: “Penso che i Thrice vogliano fare ‘Seeing Red’”. E, sai, non è certo uno che fa le cose per le aziende, né lascia che gli altri usino la sua musica. E in questo caso gliel'ha fatto fare. È stato molto fico. Quello è stato uno dei più grandi segnali di apprezzamento per noi: Ian MacKaye ha concesso a qualcuno di fare una cover di un suo pezzo per il nostro gioco.

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Finalmente, arriviamo alla prima colonna sonora in classifica. Quando ti hanno chiesto di fare il gioco, qual è stata la prima conversazione che hai avuto sulla musica nel gioco?
La mia prima proposta era tutta basata sulla musica connessa alla storia dello skate e alla mia storia. Tipo, I Dead Kennedys e I Primus sono stati i primi. È strano, perché quando ho proposto i Dead Kennedys non pensavo che avremmo mai potuto usare un loro pezzo per il gioco, per via dei testi. Quando poi mi hanno detto "Ok, possiamo usare ‘Police Truck’" io ero piuttosto stupito: “Ma avete sentito ‘Police Truck?’ Sapete di cosa parla la canzone?”.

È stata censurata infatti, no?
L’hanno censurata, ma non pensavo sarebbe stato possibile.

Un po’ come era successo con Ian MacKaye che aveva dato l’ok per l’uso delle canzoni dei Minor Threat, nemmeno Jello Biafra sarà stato contento della censura. È uno che ci tiene a queste cose.
Hanno solo eliminato dalla canzone le parolacce, tipo “shit” e “dick”.

C’è mai stato un artista o una band che hai tanto desiderato inserire ma che non poi non sei riuscito a farlo?
Bella domanda. Mi sembra di sì, ma penso che alla fine siamo riusciti a inserirlo qualche anno dopo. Penso che “Wild in the Streets” fosse una di quelle, l’avrei voluta fin dall’inizio.

Volevi inserire la canzone nel primo gioco?
Sì, ma devo dire una cosa su questo. Per il primo gioco avevo contattato diversi skater, ma molti di loro erano scettici e preferirono non partecipare. Nessuno sapeva cosa aspettarsi e non sapevo come avrebbe rappresentato la cultura skate. E così alcuni si sono tirati indietro. Per esempio, Eric Koston nel primo gioco non c’è. Penso che la stessa cosa valga per le colonne sonore. Io non sono stato coinvolto fin da subito nelle conversazioni, ma penso che all’inizio alcune band fossero riluttanti perché non sapevano cosa sarebbe venuto fuori.

C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere ma che non ti ho chiesto sulle colonne sonore?
Non penso! Man mano che passavano gli anni, sentivo sempre più pressione sulla qualità della colonna sonora. Penso che quelle siano le state le decisioni più difficili che io abbia preso, soprattutto per gli ultimi giochi. Avevamo un budget limitato e dovevamo gestirlo al meglio, e non potevamo permetterci alcune tracce perché semplicemente non avevamo soldi. Era molto frustrante, all’epoca, e in più sapevo che la gente teneva tantissimo a quella colonna sonora.

Ti è mai capitato che un artista inaspettato ti chiedesse di essere inserito nella colonna sonora del gioco?
Sì, certo, artisti e band più mainstream, tipo musica pop e simili. La gente mi diceva "Vorrei tantissimo inserire questo pezzo nella colonna sonora". A quel punto io lasciavo il lavoro sporco a qualcun altro, perché fossero loro a rifiutare. Sono quasi sicuro che sia capitato anche con... come si chiama la ragazza dei Black Eyed Peas?

Fergie.
Fergie, esatto. Una volta mi chiese di inserire un suo pezzo nel gioco, e io le risposi qualcosa di molto vago tipo “Sì, be’, non so se è proprio la cosa più adatta”. Ma è molto difficile perché vuoi sempre essere gentile con le persone e rispettare la loro produzione artistica, ma semplicemente non andava bene per il nostro genere e il nostro pubblico.

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata da Noisey US.

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