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Recensione: Lubomyr Melnyk - Fallen Trees

Il pianista più veloce del mondo continua a lasciare a bocca aperta anche a settant'anni.

di Federico Sardo
12 dicembre 2018, 10:09am

Lubomyr Melnyk è considerato "il pianista più veloce del mondo", che è una di quelle definizioni che piacciono tanto alla stampa [e difatti l'abbiamo messa qua sopra, ndR] e che sembrano più adatte a un personaggio della Marvel che a un artista. Il fatto è che la sua musica è in effetti molto coinvolgente e in grado di lasciare a bocca aperta: un flusso perpetuo di note che lui chiama continuous music. Ha una carriera molto lunga alle spalle e da un po’ di tempo è approdato su Erased Tapes, nota etichetta che funge da ponte tra musica classica contemporanea e l'elettronica, il che gli dà sicuramente una buona visibilità anche in contesti più pop da quelli strettamente legati alla musica colta (si parla abitualmente di lui su Pitchfork per esempio).

Non è facilissimo approcciarsi a recensire dischi di questo genere perché non è semplice capire il ruolo che hanno nella discografia di un artista. Sicuramente Melnyk potrebbe anche ritirarsi a vita privata e il suo contributo alla storia della musica lo avrebbe già dato. In più mi viene da dire che spesso dopo un certo punto i dischi di questo tipo si somigliano: sono sì tutti belli, ma è come se gli artisti vivessero con una sorta di pilota automatico inserito. Sarebbe facile quindi dire che di Melnyk si consiglia soprattutto KMH o i dischi degli anni Ottanta. Però devo dire che in realtà la sua produzione recente è piuttosto impressionante.

Solo nel 2013 se ne è uscito con quel capolavoro di Corollaries, con il bellissimo Three Solo Pieces e con l’affascinante Windmills. Nello stesso anno c’è stato spazio anche per la collaborazione con James Blackshaw, The Watchers, in cui il piano del maestro ucraino dialogava con la chitarra dell’inglese. Insomma, Melnyk è uno di quegli artisti che da anziano (ne compie quest’anno settanta, auguri) sta vivendo una sorta di nuova giovinezza, anche grazie a etichette “giovani” e attente, e alle collaborazioni con altri musicisti.

In questo suo nuovo lavoro infatti Melnyk è accompagnato dalla “vocal artist” giapponese Hatis Noit, dalla violoncellista Anne Müller, e dalla voce di David Allred. Insomma, ammetto che sono partito con l’idea di un disco un po’ di passaggio, non certo fondamentale nella sua importante carriera. Probabilmente non lo è, però alla metà di "Son of Parasol" ero già a bocca aperta. Melnyk mi ha fregato un’altra volta.

Fallen Trees è uscito il 7 dicembre 2018 per Erased Tapes.

Ascolta Fallen Trees su Spotify:

Tracklist:

1. Requiem for a Fallen Tree
2. Son of Parasol
3. Barcarolle
4. Fallen Trees, Pt. I: Preamble
5. Fallen Trees, Pt. II: Existence
6. Fallen Trees, Pt. III: Apparition
7. Fallen Trees, Pt. IV: They Are Down
8. Fallen Trees, Pt. V: Not Forgotten

Federico è su Instagram.

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