Future sta diventando vecchio

Invece di diventare una parodia di sé stesso, sul suo nuovo album Future ha capito che per invecchiare bene doveva dire addio alle sue parti peggiori.
22.1.19
future

Uno dei grandi problemi del rap contemporaneo è il senso di bulimia che rischia di crearsi a ogni uscita di alto profilo. Dischi troppo lunghi, pieni di pezzi trascurabili infilati in tracklist solo per fare numero, nati senza un vero scopo se non quello di ribadire il proprio nome all'interno di una scena sempre più affollata.

Future è quasi sempre stato un'eccezione: aiutati dalla sua biografia, i suoi mixtape e dischi sono stati percepiti come frutto di esperienze significative. Honest era un disco pieno di luce e speranza, conseguenza dal matrimonio con la cantante R&B Ciara. Poi il divorzio e la caduta agli inferi della trilogia Monster, Beast Mode e 56 Nights: tre mixtape crudi e disperati che hanno reso Future un vero gigante della trap, incoronati da quel capolavoro che fu DS2.

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Grazie al dolore che aveva provato e agli eccessi a cui si era arreso, Future aveva salvato la sua carriera. What A Time To Be Alive, con Drake, fu una celebrazione, un giro d'onore, una consacrazione: il rapper di maggior successo del mondo stringeva alleanza con quello che considerava un suo pari. Dopo la festa, però, arriva sempre la sbornia, e Future non ne fu immune: EVOL e Purple Reign furono progetti transitori, senza una vera direzione. Perché? Forse perché il dolore e la furia espressiva che aveva animato il loro autore negli anni post-divorzio si era esaurita, appiattita nel solito gioco autocelebrativo del mainstream americano.

Future ed HNDRXX marcarono l'ennesima rinascita. Future sperimentò con il suono delle sue canzoni, le avvicinò alla quiete ripetitiva dell'ambient e alla dolce spensieratezza dell'R&B e iniettò nuova linfa nella sua carriera, con il successo planetario di "Mask Off" a testimonianza della sua rinascita. Poi, a cavallo tra il 2017 e il 2018, ecco un nuova fase di alti e bassi: Super Slimey con Young Thug e BEASTMODE2 sono stati dischi transitori, il primo un anonimo divertissement tra amici e il secondo un tentativo nostalgico di ritrovare l'impeto alla radice di un suo tape leggendario. "[Nel 2018] non c'era un pensiero dietro, facevo musica e basta", ha dichiarato.

Loro controparti positive sono state l'assurda, gracchiante strofa su "King's Dead", tratta dalla colonna sonora di Black Panther, e WRLD on Drugs, riuscitissimo tape assieme a quella giovane promessa che è Juice WRLD. Future si è quindi affacciato al 2019 avvolto da un misto di dubbi e speranze: si sarebbe impantanato nel luccichio di un noioso rap festaiolo? Avrebbe fatto finta di stare di nuovo male per ricreare il fumo doloroso della sua serie di tape del 2015? O avrebbe sfruttato le idee strambe e melodiche di "King's Dead" e del tape con Juice per rischiare di creare qualcosa di nuovo?

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La risposta sta in un'intervista che Future ha rilasciato a The FADER, di cui vi cito qua sotto un pezzettino: "Voglio fare musica per chi ha passato brutte esperienze ma ha sempre saputo che non voleva diventare la persona che è. Voglio che chi ascolti Future diventi una persona migliore. Non voglio più glorificare gli errori della gente, come ho sempre fatto. Voglio dare luce a ciò che è giusto. Voglio splendere di una luce positiva, voglio essere un innovatore, voglio che la mia musica dia potere alle donne. E anche agli uomini, ma nel modo giusto".

future the wizrd

La copertina di The WIZRD di Future, cliccaci sopra per ascoltarlo su Spotify.

A 35 anni, Future si sta avvicinando a quella fase della vita in cui lo specchio gli restituisce l'immagine di un corpo provato, maturo, sul punto di cominciare l'inevitabile declino che il tempo crea piegando l'asse della crescita. E quindi gli è scattato qualcosa dentro, come ha raccontato a Genius: "In The WIZRD metto fine a ogni cosa. Sono pronto a cominciare un nuovo capitolo della mia vita. Mio zio mi chiamava sempre 'the wizard', il mago. Voglio dedicare a lui questo album, dirgli che gli voglio bene".

E allora basta lean, basta "Dirty Sprite" - quella che aveva dato il nome al suo capolavoro DS2. "Sto provando a scacciare il diavolo", canta nel pezzo che apre il disco "Never Stop". E ancora: "Vedo i demoni, ma è perché sono stato benedetto / Sei preoccupato per me, lo vedo, ma so cosa significa essere pieni di debiti / Non posso parlarne nel dettaglio / Avrei dovuto comportarmi meglio, ma sono tutte chiacchiere". Per la prima volta nella sua carriera, Future vede la crepa che gli eccessi gli hanno scavato dentro e crea cemento testuale per riempirla.

Come tanti altri progetti di alto profilo usciti negli ultimi tempi, anche The WIZRD è appesantito dalla sua mole. Non che sia una novità, per Future: tutti i suoi progetti principali si sono aggirati attorno alla ventina di canzoni, raramente tutte funzionali all'esistenza dell'album. Anche questo album sarebbe più bello con cinque o sei pezzi di meno, ma il senso di leggerezza che anima Future e fa capolino tra le barre contribuisce a dargli un senso.

In Italia non siamo bravissimi con l'inglese e tendiamo quindi ad ascoltare il rap americano come se fosse un grande tappeto di sottofondo, cullati dalle 808. Ma sarebbe un peccato non rendersi conto di quello che Future dice, dei piccoli momenti di terrificante lucidità che solleticano l'attenzione dell'ascoltatore. Un esempio per tutti sta in "Tricks On Me", il pezzo che chiude l'album, in cui Future rimugina sul ciclo di inutile violenza che continua a martoriare la sua città a partire dall'incontro con il figlio di un collega ucciso: "Sto provando a scordarmi come hanno ammazzato Bankroll Fresh, ma è sempre più difficile / Ho visto suo figlio al compleanno di mio figlio, ed è stato ancora più difficile / Le strade di Atlanta ti rispettano solo se sei un criminale".

The WIZRD non è un capolavoro. Non è il nero grumo di endorfine di Beast Mode e DS2, non è il sole accecante rifratto nei diamanti di FUTURE ed HNDRXX. È però il loro effetto, l'esaurirsi della lacerante spinta del successo, il suono dell'accettazione. E, come quello che cantavano i Death Cab For Cutie, è piuttosto dolce. Elia è su Instagram: @lvslei. Segui Noisey su Instagram e su Facebook.