La Svizzera sta cercando di capire come sfattonare con il muschio

Delle cavie a cui è stato iniettato un composto simile al THC trovato all'interno della marcanzia si sono comportate come se fossero fatte di erba — impigrite, immobili per lunghi periodi di tempo, e con una maggiore tolleranza al dolore.

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25 ottobre 2018, 9:41am

La marcanzia, a sinistra, non ti farà setnrei fatto come la cannabis, a destra. Immagini: University of Bern/Stefan Fischer / Shutterstock

Mentre in Canada la legalizzazione della cannabis ha svuotato le dispense in appena 1 giorno, in altre parti del mondo si sta cercando di ricavare gli stessi benefici alla salute da altre piante.

La marcanzia sembra essere qualcosa uscita direttamente da un libro di Harry Potter, ma queste piante simili a muschi offrono una sensazione di fattanza legale per uso medicinale e ricreativo in Svizzera, Nuova Zelanda e altre parti del mondo. La pianta contiene il perrottetitene (PET), un composto chimicamente simile al tetraidrocannabinolo (THC), il componente psicoattivo dell'erba.

A quanto pare, la marcanzia fa sentire i suoi consumatori leggermente fatti, come se stessero fumando dell'erba, in un'esperienza "solleticante" e "al di fuori del proprio corpo."

Ora, i ricercatori biochimici in Svizzera hanno confermato che il composto di marcanzia influenza il corpo in maniera simile al THC e potrebbe addirittura funzionare meglio dell'erba per l'uso medico.

In uno studio pubblicato mercoledì sul journal Science Advances, i ricercatori hanno paragonato il PET al THC in una serie di test pensati per determinare quali recettori chimici si attivassero e come le cavie si comportassero sotto l'effetto delle due sostanze.

Anche se è abbastanza semplice acquistare della marcanzia online, le sue concentrazioni di PET sono variabili e generalmente basse. Gli scienziati avrebbero dovuto acquistare una grossa quantità di pianta per avere abbastanza sostanza per poterci lavorare. Invece, hanno sintetizzato sia il THC che il PET con l'aiuto, a Zurigo, del Eidgenössische Technische Hochschule.

Per capire come il composto agisca a livello chimico sul corpo, il team di ricerca ha combinato PET e THC con le cellule ovariche di un criceto che compongono 44 dei recettori più comuni (le proteine al di fuori della cellula che ricevono i segnali chimici).

"Abbiamo dovuto cominciare completamente da zero," ha spiegato il ricercatori principale dello studio e biochimico Jurg Gertsch. "Non volevamo influenzare il risultato, così ci siamo detti, 'Ok, facciamo un profilo totale del composto e dei recettori con i quali interagisce,'" mi ha spiegato al telefono.

Il team ha scoperto che il PET funziona in maniera simile al THC ma con alcune differenze principali. Come il THC, il PET si lega ai recettori dei cannabinoidi CB1 e CB2 ma a livello circa 10 volte inferiori. Si lega anche ai recettori serotoninici e dopaminici dell'umore, ma a concentrazioni molto più alte.

Ciò significa, secondo Gertsch, che la marcanzia probabilmente non ti dà la stessa fattanza euforica della cannabis perché non disattiva i recetteroi in maniera così intensa e non attiva le cellule per produrre molecole simili al grasso associate con quel tipo di fattanza.

A differenza del THC, il PET riduce i livello di molecole anti-infiammatorie che si liberano nella soluzione, e ciò risulterebbe probabilmente in minori effetti collaterali, funzionando così da anti-dolorifico.

"Paragonandoli direttamente, penso che il perrottetitene sia una versione migliore del THC," ha concluso Gertsch.

Nonostante le differenze chimiche, le cavie a cui è stato somministrato il PET si sono comportate come se fossero fatte — impigrendosi e non muovendosi per lunghi periodi di tempo e sentendo meno dolore.

Gertsch pensa che le caratteristiche chimiche della marcanzia la rendono un candidato ottimale per l'uso medico nella riduzione del dolore e delle infiammazioni. Le popolazioni Maori della Nuova Zelanda l'hanno utilizzata come medicina tradizionale per secoli per gestire problemi di digestione e di fgeato. Senza i forti effetti psicoattivi, la marcanzia potrebbe essere più approcciabile della cannabis da parte dei legislatori e e dei farmacisti.

"C'è uno stigma attorno al THC e anche l'effetto sulle singole persone cambia di volta in volta. Il dosaggio a volte è complesso perché le persone hanno paura di prenderne troppo," ha spiegato.

Al momento in Svizzera, dove Gertsch fa base, è possibile crescere e vendere qualità di cannabis che hanno meno dell'1 percento di THC e che contengono il composto non-psicoattivo CBD. Soltanto un medicinale a base di cannabis è venduto legalmente e viene utilizzato dai pazienti in fase terminale.

Il processo che potrebbe portare alla legalizzazione del PET è ancora molto lungo e richiederà investimenti ingenti per far sì che possa essere accolto nelle sedi decisionali. L'intero processo potrebbe richiedere più di 10 anni. Secondo dei report, il mercato nero della cannabis con livelli di THC più alti, o di prodotti con effetti simili, è fiorente in svizzero. Qualunque cambiamento alle attuali leggi non arriverà prima dell'estate 2019.