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Italia

Guarda un boss della ‘ndrangheta appena catturato incastrarsi sopra un armadio

L'uomo, soprannominato "Vancheddu" e chiamato "la mamma" nelle intercettazioni, era a capo dell'omonima cosca Pelle-Vottari di San Luca ed è stato condannato a 20 anni di carcere per associazione mafiosa e spaccio di droga.
5.10.16
Grab dal video della Polizia di Stato

Le immagini mostrano un uomo stretto tra il soffitto e quello che sembra essere un armadio, mentre parla con gli agenti e, lentamente, scende a terra e viene ammanettato.

Si tratta del video dell'arresto di Antonio Pelle, 54 anni, boss della 'ndrangheta latitante da settembre 2011 e ricatturato, dopo cinque anni, a Ricciolio di Benestare, una frazione di Bovalino in provincia di Reggio Calabria. Pelle era nascosto in un'intercapedine della sua casa di famiglia.

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"Non è stato semplice," ha spiegato il comandante della Squadra Mobile Francesco Rattà, secondo quanto riportato da Repubblica. "In cinquanta abbiamo passato al setaccio la villetta di due piani in cui Pelle ha sempre abitato, ma ci è voluto un occhio particolarmente attento per individuare il nascondiglio."

Secondo il quotidiano, infatti, il latitante era nascosto dietro a quella che poteva sembrare una piccola cassaforte, ma che in realtà garantiva abbastanza spazio per una brandina.

L'arresto del — Polizia di Stato (@poliziadistato)5 ottobre 2016

L'uomo, soprannominato "Vancheddu" e chiamato "la mamma" nelle intercettazioni, era a capo dell'omonima cosca Pelle-Vottari di San Luca, contrapposta nella provincia di Reggio Calabria al gruppo rivale Nirta-Strangio nella cosiddetta "faida di San Luca."

La rivalità tra le due organizzazioni è culminata, nel 15 agosto 2007, nella tristemente nota strage di Duisburg, in Germania, dove rimasero uccise sei persone presumibilmente affiliate alla cosca di Pelle. Proprio nel 2007 l'uomo era stato inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi.

Il boss è stato condannato a 20 anni di carcere per associazione di stampo mafioso e spaccio di sostanze stupefacenti. In seguito alla strage di Duisburg, in cui il suo coinvolgimento è stato accertato, fu arrestato una prima volta a ottobre 2008 ad Ardore, un paese della Locride.

Allora viveva nascosto in quello che la polizia ha definito un "bunker supertecnologico dotato di sofisticati congegni, con una botola che si apriva con un telecomando e portava al suo nascondiglio sotterraneo, un vero e proprio mini appartamento con tre camere."

Il 15 settembre 2011, però, Pelle era riuscito ad allontanarsi da un ospedale di Locri in cui era stato ricoverato, dopo un trasferimento agli arresti domiciliari per motivi di salute, rendendosi irreperibile.

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