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Il Parlamento Europeo ha appena votato due leggi che distruggeranno Internet

Il voto favorevole alle leggi sulla Link Tax e gli Upload Filter è una tragedia per internet come lo conosciamo.

di Federico Nejrotti
20 giugno 2018, 1:25pm

Questa mattina il Comitato Affari Legali del Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva europea sul copyright, una riforma della attuali leggi europee sul copyright che include due articoli particolarmente controversi.

Da mesi, infatti, numerosi politici e personalità pubbliche stanno portando avanti la campagna #SaveYourInternet, una campagna di attivismo politico che combatte l'articolo 11 e l'articolo 13 di questa nuova direttiva. Nella riforma pensata per aggiornare al 2018 le norme europee sul copyright sono stati inclusi due provvedimenti conosciuti come Link Tax e Upload Filter e che sono stati in breve tempo soprannominati 'Censorship Machines'.

L'articolo 11 — la Link Tax — prevede che con la nuova riforma le entità che vengono abitualmente linkate online (per esempio, i giornali sui motori di ricerca) debbano essere in grado di ricevere un compenso per i metadati (titolo, descrizione e thumbnail) che forniscono ai motori di ricerca, una pratica che fino ad ora ha arricchito la loro offerta a costo pressoché zero. Il provvedimento implica che, nell'Unione Europea, i motori di ricerca e le piattaforme online debbano stipulare degli accordi diretti con le testate online per poter continuare a garantire la possibilità di linkarle sulle piattaforma.

L'articolo 13 — gli Upload Filter — prevede l'implementazione di un database condiviso da tutte le piattaforme online operanti nell'Unione Europea che contiene una lista di tutti i contenuti (audio, video, immagini) coperti da copyright. Ogni qual volta che un utente vuole caricare un file multimediale su una di queste piattaforme il file verrà prima messo a paragone con quelli presenti nel database e, se viene trovata una corrispondenza, viene prima verificata la presenza di una licenza per poter utilizzare il contenuto coperto da copyright — Nel caso fosse assente, l'utente non sarà in grado di caricare il file sulla piattaforma.

In un universo parallelo e molto distante dal nostro, l'idea alla base di questi due articoli non è completamente ributtante. Nel mondo reale, però, le implicazioni di una legge del genere non sono solo assurde (di fatto si chiede l'implementazione di un sistema di controllo, sorveglianza e censura su tutto l'ecosistema internet europeo) ma anche difficilmente implementabili.

Se nel caso della Link Tax il problema più grande riguarda la necessità di stipulazione di accordi economici tra poche piattaforme e centinaia di testate (con tutti gli annessi e i connessi di carattere politico), nel caso degli Upload Filter invece la questione si fa ancora più assurda e inquietante: non si chiede soltanto di istituire un database condiviso che riporti tutti i contenuti multimediali coperti da copyright, ma si chiede sopratutto di creare un complesso sistema di trasmissione dati che trasporti il file da verificare prima dall'utente verso la piattaforma, poi dalla piattaforma ai database a cui dovrà essere incrociato e infine (nel caso non ci fosse una corrispondenza) di nuovo verso la piattaforma.

La nuova direttiva europea sul copyright è stata votata questa mattina dal Comitato Affari Legali del Parlamento Europeo ed è stata approvata con 15 voti a favore e 10 contro e ora la direttiva verrà portata e votata di fronte alla plenaria del Parlamento Europeo (751 deputati, contro i 25 del Comitato Affari Legali).

Abbiamo contattato la maggior parte dei deputati italiani presenti nel Parlamento Europeo per conoscere la loro opinione a riguardo — Al momento abbiamo ricevuta risposta soltanto da 3.

Isabella Adinolfi (Movimento 5 Stelle) ha presentato un emendamento per la *cancellazione* dell'articolo 13 perché "rischia di essere deleterio per la libertà di espressione", mi ha comunicato via mail un suo assistente; Elly Schlein (Socialisti & Democratici) non ha ancora opinioni in merito — ma a onor del vero l'On. Schlein NON fa parte del Comitato Affari Legali. Mercedes Bresso (Socialisti & Democratici), infine, rinvia ogni dichiarazione "ai prossimi giorni e al momento del voto", anche lei non fa parte del Comitato. Da tutti gli altri attendiamo risposta.

Leggi l'editoriale che Julia Reda aveva scritto per noi qualche mese fa.

"Tra due settimane, 751 membri del parlamento europeo voteranno per approvare o bocciare i risultati emersi dal Comitato Affari Legali e avvieranno le trattative con il Consiglio Europeo," mi spiega Julia Reda, del Partito Partita e principale portavoce del Movimento #SaveYourInternet. "La plenaria deciderà se portare definitivamente la link tax e gli upload filter in Europa o se riaprire il dibattito a riguardo, fornendoci dunque un'altra possibilità per fermare questo piano. Ogni membro del parlamento europeo dovrà decidere se vuole o meno un internet libero e aperto a tutti."

Il percorso di attivismo affrontato negli scorsi mesi — che include telefonate, email e tweet — si estende ora a tutti i membri del Parlamento Europeo, "Si tratta di rendere chiaro a ogni singolo deputato eletto che i loro elettori non sono d'accordo con questi piani," continua Julia Reda. "Il popolo europeo ha fermato l'ACTA (accordo commerciale anti-contraffazione) — Possiamo farlo di nuovo. Questo voto si terrà il 4 luglio, facciamolo diventare il giorno dell'indipendenza di internet!"

Segui Federico su Twitter: @nejrottif

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