Come leggere gli antichi rotoli di papiro di Ercolano senza srotorarli

Un nuovo studio illustra un rivoluzionario metodo di imaging per 'srotolare' virtualmente i rotoli dell'unica collezione di testi completa dell'antichità.

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05 luglio 2017, 8:23am

Nel 1752, ad Ercolano, è stata rinvenuta l'unica collezione di testi completa dell'antichità. La raccolta è composta da papiri di testi filosofici, molti dei quali sono del filosofo epicureo della Grecia Antica Filodemo di Gadara. Diversi papiri si sono rovinati quando sono stati rinvenuti, ma circa 1.800 sono ancora conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La conservazione è stata resa possibile dall'eruzione catastrofica del Vesuvio, che nel 79 d.C. ha ricoperto di lava le città di Pompei ed Ercolano. Da allora, nessuno ha più letto i testi nascosti all'interno di questi rotoli di papiro.

Grazie all'eruzione, i rotoli si sono conservati in un'ambiente privo di ossigeno, carbonizzati, in alcuni casi, parzialmente fusi. Con il passare degli anni, diversi ricercatori hanno provato a srotolarrli per rivelarne il contenuto. I tentavi sono stati compiuti su circa 800 papiri con esiti disastrosi — una volta esposti all'ossigeno per la prima volta in quasi 2.000 anni, infatti, diventava impossibile identificarne il contenuto.

Un approccio differente per svolgere lo stesso compito è quello dell'imaging adottato da Inna Bukreeva e dal suo team del Cnr Istituto di nanotecnologia (Nanotec-Cnr) ed è stato descritto in un paper pubblicato di recente. La prima parte del processo di imaging dei rotoli di papiro si è svolta presso lo European Synchrotron Radiation Facility (Esrf) di Grenoble, in Francia, con la tomografia a raggi X a contrasto di fase.

La tecnica permette di studiare il cambiamento di fase di un fascio di raggi X che attraversa un oggetto per produrne una rappresentazione in 3-D. Il metodo risulta molto sensibile alle variazioni di densità, per questo, viene utilizzato nelle applicazioni mediche per rappresentare tessuti molli a basso contrasto o, in questo caso, invece, per distinguere l'inchiostro scuro dal papiro carbonizzato.

Il software elaborato dal team consente di svolgere una sorta di srotolamento virtuale del foglio di papiro partendo dall'assunto che questo abbia una una forma specifica, in questo caso quella di un cilindro — Si tratta però di una condizione molto lontana da quella reale, perché i rotoli sono pesantemente deformati. Il team è quindi andato alla ricerca di quelle porzioni di papiro che rispettavano queste premesse.

Una volta individuate le porzioni adatte, l'algoritmo applicato su uno strato è stato applicato anche a quelli successivi che essendo tutti attaccati ne rispecchiavano essenzialmente la forma. Un altro passaggio fondamentale è stato quello che ha permesso di ricostruire la forma originale di un foglio di papiro, basandosi sulla sua struttura regolare. I test sono stati svolti anche su un foglio di papiro moderno che ricostruiva le condizioni di uno antico.

Dai rotoli di papiro battezzati PHerc 375 e PHerc 495, il team è riuscto ad identificare fino a 14 righe consecutive di testo — la porzione ricostruita più lunga di sempre. La speranza degli studiosi è di perfezionare il processo per applicarlo ad un numero sempre maggiore di antichi papiri arrotolati, chissà che le loro scoperte non rivoluzionino anche la storia della letteratura antica