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Salute

Cosa succede al tuo cervello quando stai con animali domestici

Tutto quello che c'è da sapere sulla relazione tra uomo e animale, e le sue conseguenze su corpo e cervello.

di Nick Keppler
12 settembre 2018, 5:15am

Foto di Eric Ward via Unsplash.

Diverse ricerche dimostrano che gli animali, in particolare i cani , offrono agli esseri umani molti benefici psicologici— sebbene le ragioni esatte di questo comportamento non siano note. "È un tema molto in voga in questo periodo," dice Lori Kogan, professoressa al College of Veterinary Medicine and Biomedical Sciences alla Colorado State University, editor di The Human-Animal Interaction Bulletin, la pubblicazione della American Psychological Association dedicata all'argomento.

Mentre i ricercatori studiano le cause di questo fenomeno e analizzano gli effetti della terapia con gli animali sul cervello umano, il dibattito continua tra chi considera gli animali un valido metodo terapeutico e chi no.

La connessione tra animali e ossitocina

Diverse indagini in laboratorio hanno confermato all'unanimità che quando esseri umani e cani interagiscono il livello di ossitocina aumenta per entrambi. L'ossitocina è un "ormone dell'amore " che si attiva anche con un abbraccio, un orgasmo o con la lattazione. Questa sostanza aiuta il cervello a regolare la nostra vita sociale, stimolando l'empatia e la fiducia verso gli altri. L'ossitocina è quella sostanza che ti fa sentire il bisogno di trovare conforto in una persona e provare affetto. Si attiva, ad esempio, quando vediamo i nostri genitori o i nostri figli—ed è addirittura di intensità doppia quando un genitore si ricongiunge con un figlio piccolo.

Lo stesso meccanismo funziona anche tra specie diverse: i padroni di cani, in genere, registrano un aumento del 6,6 percento di ossitocina nel corpo quando coccolano o accarezzano i loro amici a quattro zampe. Lo riporta uno studio svedese del 2014 che ha calcolato gli effetti in tempo reale. Il contatto con i cani riduce anche il livello di cortisolo, un sistema di allarme ormonale di tensione.

I picchi di ossitocina testimoniano l'amore degli esseri umani per i cani, ma soprattutto provano l'immenso amore dei cani per gli esseri umani. Il miglior amico dell'uomo, infatti, registra aumenti del proprio livello di ossitocina fino al 57 percento mentre gioca con il padrone.

I livelli di ossitocina fanno sì che il cane si rivolgerà più probabilmente al padrone per chiedere il suo aiuto. Un altro studio svedese ha affidato a un gruppo di golden retriever il compito pressoché impossibile di raggiungere un biscottino all'interno di un barattolo sigillato. I cani a cui era stata somministrata dell'ossitocina via spray nasale erano più inclini a rivolgersi al proprio padrone per cercare aiuto, rispetto a quelli che avevano inalato della semplice soluzione a base di acqua. Uno studio finlandese ha utilizzato la stessa tecnica per valutare le reazioni dei cani davanti a volti amichevoli e minacciosi: i cani che avevano assunto ossitocina erano più propensi ad avvicinarsi alle persone sorridenti, mentre evitavano quelle dall'aspetto più pericoloso.

Entrambi gli studi hanno quindi confermato che questa sostanza chimica nel cervello ha un ruolo determinante nella gestione delle dimostrazioni di affetto e ricettività tra le due specie.

Nel 2016, un documentario di BBC2 ha analizzato una parte fino ad allora quasi inesplorata nel cervello dei gatti domestici, per valutare la connessione tra l'aumento dell'ossiticina e l'interazione tra gatto e padrone. Rispetto al 57 percento di aumento registrato nei cani, nel caso dei gatti si è trattato di un aumento minimo, solo del 12 percento. Per quanto riguarda gli esseri umani, l'aumento di ossitocina in occasione del contatto con gatti domestici non è stato documentato, e gli studi a riguardo sono nettamente inferiori rispetto a quelli condotti sul rapporto dell'uomo con il cane.

I vantaggi della terapia con gli animali

Gli esempi che dimostrano il reale beneficio psicologico che gli animali apportano all'uomo nei momenti di difficoltà sono davvero tantissimi: è dimostrato, infatti, che i cani da terapia riducono i livelli di ansia tra le persone in cura in alcunī ospedali della Germania, e che hanno avuto lo stesso effetto positivo sui clienti di una residenza per anziani in Sudafrica.

Sono stati di grande aiuto anche in un centro pediatrico, secondo uno studio brasiliano: avrebbero ridotto i livelli di tensione, irritabilità e sofferenza tra i pazienti con problemi di depressione. Anche gli infermieri hanno riscontrato meno confusione mentale e stress tra i pazienti.

Al Johns Hopkins Hospital a Baltimora, i cani da terapia sono stati ammessi in diversi dipartimenti, compreso quello di terapia intensiva, come forma di intervento "non-farmacologico". L'ospedale ha potuto così ridurre il numero di pazienti sedati, per tenerli svegli e attivi perché potessero interagire con gli animali, spiega Magan Hosey, psicologa specializzanda in riabilitazione all'interno dell'ospedale.

"Quando i pazienti sono vigili hanno bisogno di maggiori attenzioni," spiega Hosey. "Abbiamo osservato che i pazienti traggono beneficio dalla presenza degli animali. Sono infatti più motivati a fare una passeggiata con loro o premiarli con un dolcetto, e così facendo trovano uno scopo alla loro giornata e migliorano l'umore."

Secondo Hosey, i cani addestrati mantengono un umore costante e sempre alto, che aiuta le persone con disturbi depressivi a trovare un equilibrio. Semplicemente, le persone depresse si sentono meno sole e hanno qualcosa su cui concentrarsi che non sia solo la loro patologia.

I limiti della ricerca

Secondo Hal Herzog, professore di psicologia alla Western Carolina University, i meccanismi che regolano l'interazione tra uomini e animali sono ancora poco chiari perché gli studi non sono stati approfonditi a sufficienza, o in modo corretto. Mentre lavorava al suo libro Some We Love, Some We Hate, Some We Eat: Why It’s So Hard to Think Straight About Animals, Herzog si è reso conto che gli studi che venivano pubblicati e pubblicizzati erano solo ed esclusivamente quelli con risultati positivi. Un'analisi sul rapporto tra ragazzi psicologicamente disturbati e un programma terapeutico con i cavalli, dove non era stato riscontrato alcun beneficio, infatti, non è mai pubblicato "nonostante l'autrice avesse analizzato una mole di dati e un campione considerevole," secondo Herzog.

Herzog sostiene, tra l'altro, che molti degli studi che danno risultati positivi non siano condotti su campioni abbastanza significativi, o non vengano effettuati con gruppi di controllo. Ma nonostante questa reticenza, ammette anche le difficoltà del caso nel trovare un valido gruppo di controllo. "Quale potrebbe essere un placebo al posto del cane? Non ne ho idea," afferma.

Il problema è l'incongruenza tra quello che la scienza sa veramente e quello che le persone pensano che la scienza sappia. "A tutti piace pensare che gli animali siano creature miracolose," sostenendo poi che la compagnia di un animale non possa in alcun modo essere confrontata con una cura medica testata scientificamente—come farmaci o attività fisica.

Tra le associazioni che promuovono la compagnia animale come un metodo di cura scientificamente provato c'è il centro Human Animal Bond Research Institute. Fondato nel 2010, l'istituto ha speso due milioni di dollari per finanziare 26 progetti di ricerca e con la "Pet Effect Campaign" ha diffuso materiale promozionale, sponsorizzando la compagnia animale come rimedio ai più diversi disturbi fisici e mentali.

"Ho trovato il modo per curare la mia depressione," dice una voce femminile nello spot mentre sullo schermo scorrono immagini video di stock. "Ho trovato il modo per abbassare il livello di colesterolo," dice un'altra. "Ho trovato il modo per rafforzare le mie difese immunitarie. Ora sto molto meglio, con un gatto!" Tra le motivazioni principali per cui molti scambiano questa campagna per la promozione di un farmaco, è che tra gli sponsor principali c'è Zoetis, produttore di medicinali e vaccini per animali.

L'industria, nel complesso, vale 72 miliardi di dollari negli Stati Uniti e attira chiaramente numerosi sponsor. L'istituto HAMBRI è comunque dotato di un comitato scientifico interno, incaricato di valutare la validità scientifica dei progetti di ricerca finanziati, secondo quanto dichiarato dal direttore esecutivo Steven Feldam. Il quale aggiunge di essere consapevole di "alcune falle" nella ricerca sulla terapia con gli animali, e che l'azienda vuole colmarli al più presto.

La diffusione degli animali in grado di offrire supporto emotivo

A differenza dei cani certificati come animali da terapia, gli animali che offrono supporto emotivo non richiedono particolari corsi di addestramento. L'unico documento necessario è un'attestazione, firmata da un medico che certifica che quell'animale offre supporto emotivo al padrone.

Questo certificato permetterebbe agli animali da compagnia di superare facilmente i controlli e le restrizioni sui trasporti pubblici e in altri luoghi solitamente vietati agli animali. È un tema piuttosto delicato, che tocca la psicologia, i diritti delle persone disabili e le norme pubbliche e che è ancora oggetto di dibattito in molteplici circostanze. Attualmente, negli Stati Uniti, il Ministero dei Trasporti ha registrato un netto aumento di ricorsi collegati alla presenza di animali, quasi il quadruplo dei casi dal 2012 al 2016. American Airlines, per esempio, ha una lista molto divertente di animali che non sono ammessi a bordo a meno che non abbiano ricevuto l'adeguato addestramento come animali d'accompagnamento per disabili, tra cui furetti, capre, ricci e pony.

Secondo Kogan—pur considerando i notevoli effetti benefici derivati dall'interazione tra uomo e animale—i ricercatori non hanno ancora stabilito con chiarezza la definizione degli "animali che offrono supporto emotivo e la loro differenza dai normali animali domestici," spiega.

Questo articolo è comparso originariamente su TONIC.