Lamento per la morte dell'MP3

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Lamento per la morte dell'MP3

Cosa succede quando il futuro muore ancora prima di iniziare?

(Illustrazione di Dan Evans)

La morte sembrava sempre distante. La sagoma scura e sfocata di uno squalo lontano mentre trattengo il respiro nel mare blu. Era una forma che riconoscevo, ma soltanto tramite i racconti e le foto in libri consunti. La morte era qualcosa di cui ero al corrente, ma di cui non si poteva parlare. Ora, improvvisamente, i miei amici stanno morendo—alcuni prima ancora che li conoscessi. In un istante, sono vecchio. Ora capisco che la sagoma che vedevo non era che un'illusione, un granello di polvere sui miei occhi. Ora so che lo squalo, il vero squalo, è sempre stato alle mie spalle.

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Mi sono reso conto che il download digitale presto morirà.

Se pensate che il 2016 sia stato un anno tragico per le sue morti di alto profilo, sappiate che non avete ancora visto niente. Se il progresso continuerà a marciare a questo ritmo—cosa scontata—allora il 2017 potrebbe essere l'anno di una caduta leggendaria e inaspettata. Preparatevi a dire addio al digital download come opzione a pagamento (il download illegale non molla, anche se sensibilmente indebolito). Appena più di un decennio dopo che "Crazy" di Gnarls Barkley ha raggiunto il primo posto nelle classifiche UK soltanto grazie ai download, il formato sembra pronto a essere completamente eclissato dall'inarrestabile crescita dei servizi di streaming.

Nel 2015, Warner Music ha annunciato che quell'anno i guadagni dello streaming hanno superato quelli del download, diventando la prima major a raggiungere quel traguardo. E il trend è proseguito l'anno scorso, quando Billboard ha riportato che "Closer" dei Chainsmokers era la numero uno con il minor numero di download dal 2006. Come ha fatto notare l'analista musicale Mark Mulligan in un'intervista con il Guardian, "lo scorso anno i download sono diminuiti del 16 percento. Quest'anno si attende un declino tra il 25 e il 30 percento".

Ulteriori cattive notizie arrivano dalla Apple, che ha fatto capire di star pensando a una nuova versione di iTunes in cui la priorità sarà Apple Music invece dello store, perché in effetti c'è ancora qualcuno che usa lo store? Senza dubbio è solo questione di tempo prima che venga offerto soltanto Apple Music, e di conseguenza il concetto di scaricare musica (legalmente o illegalmente) finisca nel dimenticatoio per molti consumatori.

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Ci restano i ricordi. Per molti nati tra il 1988 e il 2000, il download digitale è legato a momenti di crescita personale. Caricare gli album di Jack Johnson su un lettore MP3 grande quanto una saponetta così le ragazze avrebbero voluto dividere le cuffiette con voi sull'autobus al ritorno da scuola. Cercare di scaricare i dischi dei Metallica da Limewire e ricevere in cambio una pessima imitazione di Bill Clinton che gracchiava "my fellow Americans". Ricevere buoni di iTunes per Natale, spenderli subito e provare un senso di delusione come se non si avesse ricevuto alcun regalo. Sono scene familiari per tutti noi, ne sono sicuro, visto che questo formato che c'era e non c'era è stato la colonna sonora della nostra giovinezza.

Tra l'altro, questa è una fine decisamente poco dignitosa per il download digitale. Se deve morire nel futuro prossimo, questo significa che non è riuscito nemmeno a seppellire il vinile—che proprio adesso sta vivendo il suo ciclico momento di rinascita sotto forma di articoli tipo "la gente compra ancora i dischi". Lo scorso novembre le vendite di vinile hanno superato i download per la prima volta in UK, 2,4 milioni di sterline a 2,1 milioni. Il download digitale potrebbe addirittura soccombere contro il CD. Del resto c'è ancora un sacco di gente che compra le compilation di Zucchero e Gigi D'Alessio in autogrill e i lettori CD sono ancora utilizzatissimi in auto e cucine in tutto il mondo. Il fatto di non sopravvivere nemmeno al CD è veramente una figuraccia per il download, decisamente imbarazzante. L'unico formato che il download dovrebbe aver reso obsoleto ora sta ridendo in faccia alle sue vendite ridicole.

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Eppure, mentre scriviamo questo tributo all'umile MP3, non dovremmo mai dimenticare che stiamo parlando di un killer spietato. Eliminò completamente la vecchia idea di produzione e distribuzione di musica, trasformandola in qualcosa che poteva essere creato e venduto da chiunque, ovunque. A differenza dello streaming, che si è introdotto gradualmente e silenziosamente nelle nostre vite, la rivoluzione digitale abbatté l'industria musicale come un vecchio albero secco. Le etichette si ritrovarono ad annaspare, cercando di proteggere le vendite contro la condivisione gratuita. Gli artisti lanciarono appelli ai propri fan perché continuassero a comprare, se non volevano vedere i membri dei Keane letteralmente morire di fame. Il formato MP3 fece lo scalpo a molte delle istituzioni che sembravano intoccabili, come i negozi di massa—nel Regno Unito, Virgin Megastore e HMV sono due esempi lampanti di chiusure e amministrazioni straordinarie a causa della rivoluzione digitale.

Il download digitale, per un attimo, sembrò il catalizzatore della fine della musica come entità commerciale. L'età degli album ultraprodotti era finita, in favore dei mixtape fatti in casa. Gli impianti hi-fi grandi come una stanza diventarono dispositivi tascabili. Un'industria che prima era un leviatano decadente fu smantellata dalla sera alla mattina, e la forma d'arte fu resa economica (o democratica, a seconda del punto di vista). Come ha detto la CNN in occasione del decimo compleanno di iTunes: "un decennio di singoli su iTunes ha ucciso l'industria musicale". La Electric Light Orchestra si trasformò negli Electric Six.

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Eppure, per quelli di noi troppo giovani per essere patologicamente attaccati al formato fisico, il download digitale non tolse valore alla musica. Anzi, diede a noi adolescenti la possibilità di ascoltare e condividere musica più liberamente che mai. Non dovevamo più fare affidamento sulle compilation di musica del momento nella sezione nuovi arrivi del negozio. Toccava a noi scegliere. File che filtravano lentamente dal modem, nottate passate a bruciarci gli occhi davanti agli schermi. La pioggia che colpiva le finestre, i genitori che dormivano, in attesa del nuovo singolo dei Maximo Park pagato 69 centesimi.

Che cosa ci fa capire di noi stessi, o meglio, degli adolescenti che oggi usano lo streaming come fonte primaria di musica? Be', renderà i nostri gusti e le nostre abitudini ancora più nomadi. Una cosa è non possedere la versione fisica di un album, ma la generazione stream non possederà nemmeno gli MP3. Accederanno a uno stream preso da qualche parte nello spazio, ascolteranno una volta e lasceranno che la musica si perda nella memoria come schiuma sul mare. Perlomeno la mia collezione su iTunes mi ha dato qualcosa a cui aggrapparmi—perlomeno so quante volte ho ascoltato "Two Weeks" di Grizzly Bear (134).

Il crollo del download lascia alcuni di noi nella strana posizione di avere grandi collezioni di MP3 che ora, in un certo senso, hanno perso significato. Come mio padre che trasporta tristemente tutti i suoi dischi di John Denver in soffitta per poi scoprire, solo pochi anni dopo, di dover fare la stessa cosa con tutti i suoi CD di John Denver, ora rimango con questa collezione di 14.575 canzoni di cui non so cosa fare. Compatite noi creduloni che pensavamo di avere il futuro tra le mani, ora che ci ritroviamo a trasferire migliaia di file in hard disk esterni che non connetteremo mai più, lasciati a prendere polvere a fianco dei boxset di Little Britain e del nostro iPod classic. Magari diventerò un purista, penso. Farò riparare il mio iPod classic, ne comprerò uno vecchio su eBay dovesse morire. Diventerò un esperto di compressione MP3 e mi lamenterò ad alta voce dei bitrate su Spotify. Fanculo. Il download digitale è morto, e mi sta trasformando in mio padre.

Forse la cosa più inquietante di tutte è quanto velocemente sia successo tutto questo. La morte imminente del download sembra un avvenimento strano e inimmaginabile per cui il futuro muore ancora prima di arrivare. Come un treno che si ferma ben prima del capolinea, scaricare musica è stata una fiamma intensa che si è spenta prima che chiunque potesse prevederlo. Per la prima volta nella mia vita, sono costretto ad arrendermi al fatto che il mio contesto culturale non è giovane, non è all'avanguardia. Il download digitale per me sembra ancora una novità, eppure non lo è, è vecchio, obsoleto, defunto, senza senso, arrugginito, marcio e malato. I colori sgargianti delle pubblicità dell'iPod nano hanno cominciato a sbiadire, le sagome danzanti passate da nero brillante a grigio fango.

"I remember when, I remember, I remember when I lost my mind, there was something so special about that place, even your emotions had an echo, in so much space…"

RIP.

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