Tutto quello da sapere sul Google I/O 2016

È appena cominciata l'ottava edizione di Google I/O e le novità sono già moltissime.
Giulia Trincardi
Milan, IT
19.5.16

È iniziata ieri l'ottava edizione di Google I/O, una tre giorni di conferenze organizzate dal colosso americano relative a—è quasi scontato dirlo—sviluppatori, piattaforme, software e tutte quelle tecnologie più o meno invisibili che formano la carne e lo spirito del mondo iper connesso di oggi.

L'edizione di quest'anno ha cambiato sede, passando dal Moscone Center al Shoreline Amphitheatre, guadagnando così una certa atmosfera da concerto rock. Il programma è davvero impegnativo—potete seguire il live streaming sul sito le conferenze principali—e comprende progetti come una nuova app di messaggistica chiamata Allo—che sembra voler fare le scarpe a più o meno qualunque altra app di messaggistica attuale—, Android Auto (una sorta di Siri per le automobili), Android Pay (annunciata solo per l'inghilterra al momento), nuovi modelli Android Wear e un intero programma dedicato alla realtà virtuale, con il passaggio da Google Cardboard (i visori da VR alla portata di tutti o quasi) a DayDream—versione migliorata della piattaforma sperimentale.

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Anche il Google Cultural Institute non è mancato all'appello; appena prima dell'inizio dell'evento ha infatti annunciato una nuova macchina fotografica robotica dalla risoluzione inconcepibile, ai cui prodigi sarà affidato il futuro dell'Art Project di Google.

La missione di Google per realizzare copie digitali in altissima qualità delle opere d'arte del mondo non è priva di lati oscuri; un progetto del genere, infatti, si assume consapevolmente o meno una responsabilità storica nelle scelte che compie: cosa è meritevole di essere immortalato e cosa no? In secondo luogo, muta il significato stesso delle opere che riproduce, perché ne deforma dimensioni e punto di vista, concetto su cui ha riflettuto anche una mostra provocatoria inaugurata a Milano a marzo scorso. Questa operazione, ovviamente, offre anche un'esperienza unica nel suo genere e una vera rivoluzione nel concetto stesso di "visitare una mostra," senza contare il fatto che si tratta di una tecnologia senza pari: utilizza sonar e laser per catturare fedelmente ogni millimetro quadro delle opere che ricompone ed essendo robotica, consente di effettuare il processo senza dover inviare a Google le opere originali. Art Camera è stata inaugurata questa settimana al Museo Boijmans Van Beuningen a Rotterdam, in Olanda.

Il maggior rumor, per ora, sembra essere stato causato dall'annuncio di Google Assistant (potete immaginare di cosa si tratti) e di Google Home. Quest'ultima, in diretta competizione con Echo di Amazon, è una tecnologia di comando vocale con cui "gestire le attività di tutti i giorni" come cambiare prenotazioni al ristorante, mettere musica, fare telefonate e tutto ciò che trasformerà la nostra realtà in quella puntata dei Simpson dove Pierce Brosnan è l'intelligenza artificiale di un'avanguardistica versione della dimora Simpson.

Siamo solo al secondo giorno di Google I/O, ma questa fiera infinita di novità per addetti ai lavori e profani riserverà di sicuro altre sorprese; quello di cui possiamo essere certi, per ora, è che Google è davvero interessata a prendersi cura di ogni aspetto della nostra esistenza.