Quando oppio e cannabis erano legali

Un secolo fa oppio e cannabis erano legali. Uno studioso ne ha studiato il consumo per capire quale andava per la maggiore.
12.11.15

Gli economisti si sono interessati a lungo dei mercati delle droghe, ma studiarli in maniera rigorosa è stato sempre difficile a causa della mancanza di dati. C'è tutta una serie di ragioni per questa carenza, la più ovvia è che se tratti merce illegale è poco probabile che tu voglia parlarne (a meno che tu non sia stupido).

Ma se tenere la bocca chiusa è fondamentale per chi ci fa affari e vuole tenersi alla larga dai guai, capire le economie sommerse legate all'uso della droga è cruciale per poter definire l'effettiva legislazione che regolamenta l'uso di sostanze e per aiutare chi ha bisogno di cure, cosa di fatto impossibile in mancanza di dati affidabili.

Nello sforzo di combattere le pessime politiche portate avanti negli USA a partire dalla guerra alle droghe dichiarata da Nixon nel 1971, Siddharth Chandra, economista e direttore dell'Asian Studies Center alla Michigan State University, ha riaperto i libri di storia per studiare le economie legate alla droga nel periodo in cui certe sostanze non erano soltanto legali ma erano spacciate apertamente dal governo.

Chandra ha esaminato l'uso di cannabis e oppio nell'Impero Anglo-indiano nel primo studio di questo genere basato su dati storici affidabili.

Una fabbrica di oppio Patna, India, nel 1882. Foto: Universal History Archive/UIG via Getty Images

"Circa un secolo fa queste sostanze erano legali," ha dichiarato Chandra. "Nell'India britannica il governo vendeva pubblicamente oppio e cannabis, e registrava meticolosamente le sue attività."

Utilizzando dei registri amministrativi di 100 anni fa, i libri contabili tenuti dall'autorità britannica nella provincia di Punja, Chandra ha trovato una correlazione sorprendente tra il prezzo della cannabis e dell'oppio e il loro consumo.

Nello specifico, ha scoperto che quando il prezzo dell'oppio saliva, i consumatori si buttavano sulla cannabis. E sorprendentemente valeva anche il contrario: quando il prezzo della cannabis saliva, si preferiva l'oppio, nonostante la differenza negli effetti. In termini economici questo fenomeno si chiama sostituzione.

"Il tempo, il luogo e il contesto sono differenti, ma il fenomeno è costante," ha detto Chandra. "Verrebbe da pensare che i consumatori abbiano approcci diversi nei confronti di sostanze diverse, invece il fatto che gli effetti di alcune droghe differiscano non significa che non siano intercambiabili."

Comunque sia, è probabile che gli indiani e i governatori britannici fossero nel bel mezzo di una dipendenza piuttosto pesante, nel 1900. Come rilevato dagli studi di Chandra, nonostante la tendenza a consumare più o meno indifferentemente cannabis o oppio, i consumatori non sostituivano mai l'oppio con il bhang (la cannabis nella sua forma più debole). La sostituzione avveniva soltanto tra l'oppio e il charas, o l'hashish.

La sostituzione poteva essere conseguenza del fatto che nell'Impero Anglo-indiano sia l'oppio che la cannabis erano parte della pratica medica tradizionale indiana, anche se, secondo Chandra, queste sostanze erano usate più che altro per scopi ricretivi.

"Ci sono molte implicazioni politiche in questi dati," ha dichiarato. Ha citato l'attuale epidemia di consumo di eroina negli USA come esempio particolarmente calzante di una crisi che può essere alimentata da un facile accesso a sostanze relativamente economiche.

"Molti di noi conoscono direttamente qualcuno che è stato dipendente da eroina. Ma proibire le droghe più pericolose in maniera selettiva può essere inefficace. I consumatori possono cambiare… attuare delle politiche con cui prendere di mira una droga in particolare può rivelarsi controproducente."