Motherboard

Breve storia delle regole di Twitter

Con le ultime modifiche Twitter si reinventa e riscrive le regole della sua relazione con la libertà d'espressione.

di Sarah Jeong
25 gennaio 2016, 2:24pm

I fondatori di Twitter Biz Stone e Ev Williams nel 2009. Immagine: Jeff Chiu/AP

In base a questi principi, non monitoriamo nè censuriamo i contenuti degli utenti, eccetto nei casi eccezionali descritti qui di seguito.

- le vecchie Regole di Twitter, 2009 - 2015

Le prime Regole di Twitter erano abbastanza corte: 568 parole, divise in paragrafi dai titoli Impersonificazione, Privacy, Violenza e Minacce, Copyright, Usi Illegittimi, Account Seriali, Username Squatting, Malware/Phishing, Spam, e Pornografia.

Nel gennaio 2016, le Regole sono lunghe il doppio—1.334 parole—e contengono ora sezioni che vietano la violazione dei diritti sui marchi registrati, l'incitamento all'odio e le molestie.

L'evoluzione delle Regole è stata graduale, con cambi incrementali introdotti a seguito di minacce legali o fatti di grande risonanza mediatica. Gli Account Verificati di Twitter sono stati introdotti in risposta a una causa per violazione dei diritti sui marchi registrati a causa di un finto account nel 2009 e molte politiche anti-molestie sono state introdotte come conseguenza della diffusione mediatica del caso Gamergate. In questo momento, le Regole riflettono un blocco dell'incitamento all'odio.

I cambi graduali delle Regole di Twitter rispecchiano la storia di Twitter stesso, e narrano la storia che Twitter ha cercato di raccontare su se stesso. I cambi più recenti nelle Regole rappresentano una riscrittura importante sia delle Regole stesse, sia della mitologia che Twitter proietta all'esterno.

Nel corso degli anni, Twitter si è applicato l'etichetta di una piattaforma anti-censura, autodefinendosi addirittura "l'ala per la libertà di parola del partito per la libertà di parola."


Ma i cambiamenti delle regole nel corso del tempo riflettono anche la realtà pratica che è occuparsi di un business. Twitter ha fatto affermazioni forti, ma ha ceduto alla pressione delle cause legali e dell'ira dei media, aggiustando pian piano le Regole sulla libertà di parola ogni volta che qualcosa minacciava il suo bilancio. Per un business, la libertà di parola acquista senso solo se non costa nulla.

Con i cambiamenti più recenti che apporta alle sue Regole, Twitter si riscrive, e riscrive la propria relazione con la libertà di parola.

2009: Le Prime Regole (568 parole)

Twitter è stato fondato nel 2006, ma non si è parlato di regole fino al 2009, anno in cui ha raggiunto i 5 milioni di utenti, e ha postato le regole sul suo blog.

"Una parte importante delle ricerche di supporto è in relazione alle politiche e alle regole di coinvolgimento con Twitter," ha scritto il co-fondatore Biz Stone in un post sul blog del gennaio 2009. "In quanto parte del miglioramento di questo nuovo supporto, stiamo rilasciando un documento chiamato Regole di Twitter, che getteranno luce su alcune delle questioni che la gente si pone quando ci si scontra con problemi di contenuti e limiti all'utilizzo."

Le prime Regole erano relativamente brevi, e si occupavano di una serie molto limitata di argomenti. Non è stata una grande sorpresa, quindi, se nell'edizione successiva il numero di parole è quasi raddoppiato.

2009 – 2010: Sotterfugi, Spammisti, e Satira (537 parole in più)

Il primo grande cambiamento alle regole è stato fatto dopo che Tony La Russa, il manager dei St.Louis Cardinals, ha denunciato Twitter a metà del 2009 per un account che lo stava "impersonando." La causa è stata aperta per presunta violazione dei diritti sui marchi registrati, cybersquatting, e la violazione del contratto allo sfruttamento dell'immagine.


Anche se nella bio dell'account si leggeva "le parodie piacciono a tutti," Twitter ha oscurato l'account un giorno dopo essere stato denunciato.

Dalla denuncia in La Russa v. Twitter

L'oscuramento non giustificato della parodia dell'account di La Russa in risposta a una causa legale ha sancito l'inizio della funzionalità degli Account Verificati—la spunta azzurra che Twitter concede a celebrità, personalità politiche, compagnie, e giornalisti in modo tale da identificare quegli account come "reali."

Ma ha sancito anche l'inizio di una lunga e celebrata tradizione durante la quale Twitter avrebbe costruito la sua immagine anti-censura, lottando allo stesso tempo con la dura realtà di mandare avanti una organizzazione a scopo di lucro.

Nella prefazione di Stone a The F***king Epic Twitter Quest of @MayorEmanuel (2011), la versione cartacea dell'account-parodia di Rahm Emanuel gestito da Dan Sinker, il co-fondatore di Twitter racconta di una lotta per la politica dei contenuti su Google Blogger contro un gruppo di dirigenti ed avvocati nel 2003.

I dirigenti volevano liberarsi dei blog che impersonavano delle celebrità, anche se avevano contenuti satirici. Biz Stone e Jason Goldman (che sarebbe poi diventato il Vice Presidente dello Sviluppo del Prodotto di Twitter) hanno resistito.

Alla fine, un "tranquillo avvocato di Google" di nome Alex Macgillivray è venuto in loro aiuto, formulando una regola che avrebbe permesso di gestire e mandare avanti le impersonificazioni. "Una persona ragionevole capirebbe che è finto?" Se la risposta fosse stata sì, l'account non sarebbe stato rimosso. (Macgillivray è diventato general counsel— responsabile del reparto giuridico—di Twitter nel settembre del 2009.)

"Su Twitter, le nostre regole sono chiare," scriveva Stone nella prefazione a The F***king Epic Twitter Quest. "L'impersonificazione è fare finta di essere un'altra persona o entità così da imbrogliare, e potrebbe risultare nella sospensione permanente dell'account, ma la parodia è comunque incoraggiata. Suggeriamo anche dei modi in cui gli utenti possono indicare che un account non ricade sotto l'impersonificazione, come per esempio scrivere una bio che sottolinea che l'account è una parodia."

Ma evidentemente questo non è bastato a proteggere il finto account La Russa di fronte a una denuncia per violazione dei diritti sui marchi registrati.

Twitter ha introdotto gli Account Verificati l'11 giugno, appena un mese dopo la denuncia di La Russa. Entro il 29 giugno, il vero Tony La Russa aveva trovato un accordo con la compagnia.

Nel frattempo, Twitter aveva aggiunto una sezione alle Regole, vietando la violazione dei diritti su marchi registrati sulla piattaforma.

Se vogliamo prendere come indicatori i cambiamenti apportati alle Regole, la piaga dei falsi account è piombata su Twitter fra il 2009 e il 2010. Delle 477 parole aggiunte alle Regole, 353 erano dedicate a "spam e abusi" - incluso vendere i nomi utente, vendere follower, "seguire e/o smettere di seguire grandi quantità di utenti in un breve lasso di tempo, avvalendosi di procedimenti automatizzati," o "inviare un gran numero di risposte o menzioni duplicate @replies."


E sempre più utenti si sono iscritti a Twitter, così come gli spammisti. E con loro è arrivata una litania di regole che disciplinano i contenuti e la frequenza dei loro post. Non interessava a nessuno allora, e non interessa a nessuno oggi. Lo spam è fastidioso, dopotutto, e bisognava pur fare qualcosa. Ad oggi, la maggior parte delle Regole riguarda ancora lo spam.

Il co-fondatore di Twitter Jack Dorsey con il Presidente Obama durante una conferenza su Twitter alla Casa Bianca, nel 2009. Immagine: Pablo Martinez Monsivais/AP

2011 – 2012: "L'Ala Per la Libertà di Parola del Partito Per la Libertà di Parola" (21 parole in più)

Il 2011 e il 2012 sono stati anni tranquilli per le Regole di Twitter. Eccezion fatta per qualche adattamento e riformulazione, non è cambiato molto. Piuttosto, questi sono stati gli anni d'oro dei miti creati attorno a Twitter. Twitter ha (con successo) combattuto contro un obbligo di non pubblicazione a fronte di una citazione in giudizio davanti a un gran giurì in una inchiesta di Wikileaks e ha (senza successo) combattuto contro una citazione in giudizio per non voler consegnare al governo i dati di Malcolm Harris, attivista di Occupy Wall Street.

Il general manager di Twitter UK ha denominato la compagnia "l'ala per la libertà di parola del partito per la libertà di parola." Il New York Times ha pubblicato un'agiografia del legale di Twitter Alex Macgillivray, legando indissolubilmente l'identità della compagnia all'ideale della libertà di parola.

"Twitter si è abilmente costruito una certa reputazione di protettore della libertà di parola, anche quella scomoda," hanno scritto sul Times. "...ha permesso il proprio uso ai dissidenti del mondo arabo e agli hacker attivisti Anonymous. Ha più volte affrontato pressioni da parte dei governi dei paesi dove è presente."

"A Macgillivray… quando viene a bussare il governo 'non gliene frega un cacchio'"

L'età dell'oro della reputazione di Twitter è durata fino ai primi mesi del 2013, anno della fuga di notizie ad opera di Snowden. Sul The Verge, il managing editor di Motherboard Adrianne Jeffries ha fatto notare che, mentre Facebook e Google hanno rimediato una bella macchia sulla loro reputazione quando è stato reso pubblico che avevano collaborato con la National Security Agency (Agenzia per la Sicurezza Nazionale, NSA), Twitter ne è uscito immacolato.

"Il rifiuto di Twitter di unirsi a PRISM (programma di sorveglianza elettronica) ha evidenziato il fatto che il social ha un passato da compagnia poco collaborativa, e spesso antagonista, quando il governo chiede l'accesso ai dati degli utenti," ha scritto Jeffers. Come in altri casi, questo può essere imputato largamente a Macgillivray. Come le è stato riportato, "A Macgillivray... quando viene a bussare il governo con tanto di richieste e intimidazioni, 'non gliene frega .'

Ma nell'estate del 2013 è cambiato tutto.

2013: Viene Introdotta l'Opzione "Segnala un Abuso" (103 parole in più)

Dal 2011 al 2013, le regole hanno subito una serie di ritagli, potature, e leggere rivisitazioni, arrivando alla fine a 1.054 parole.

Ma nel luglio 2013, il pubblico sdegno esplose quando le femministe inglesi hanno iniziato a ricevere un'ondata di minacce di stupro su Twitter.

È iniziato tutto con un evento molto semplice: l'attivista e scrittrice Caroline-Criado Perez aveva richiesto che Charles Darwin fosse rimpiazzato da Jane Austen su una nuova serie di banconote. Un fiume di commenti misogini l'ha investita sui social media. I tumulti sono cresciuti a tal punto da includere addirittura un membro del Parlamento, Stella Creasy.

Parte dell'indignazione—fomentata dalla stampa inglese—è stata innescata da una differenza di valori culturali. Nel Regno Unito, l'episodio si sarebbe di fatto concluso con l'incarcerazione di tre dei twittatori—un risultato che, se non impensabile, sarebbe stato altamente criticato negli Stati Uniti.

Ma c'è di più: l'incidente ha rivelato quanto poco Twitter fosse attrezzato a gestire le molestie. In risposta all'esplosione del media, la compagnia ha aggiunto la possibilità di marcare un tweet come un "Abuso" a fianco di "Spam", lì ormai da molto tempo. Prima di quello, le vittime dovevano andare a recuperare un modulo separato e compilare un reclamo per ogni molestia. Lo spam, d'altra parte, era facile da segnalare. Questa svista era passata per fredda indifferenza da parte della compagnia—o almeno, per noncurante negligenza.

E la palese misoginia dell'abuso verso Criado Perez e Creasy ha lasciato l'amaro in bocca a tutti. Nei due anni successivi, la consapevolezza del pubblico delle molestie online è cresciuta molto, e la reputazione di Twitter in quanto paladino della libertà di parola è passata da ammirevole a perfida. Twitter aveva iniziato da buono, mentre quelli del governo erano i cattivi. E stranamente, nell'evento che ha scatenato tutto, Twitter è diventato un crudele signore di internet le cui vittime erano i membri del Parlamento inglese. La sceneggiatura è stata completamente ribaltata.

Sono state aggiunte centotrè parole alle regole di Twitter, nel paragrafo "Abusi mirati." Le parole riflettono ampiamente ciò che è stato denunciato dell'abuso verso Criado-Perez e Creasy.

"Gli utenti non possono mettere in atto abusi mirati o molestie." si legge nelle regole. "Ecco alcuni dei fattori che prendiamo in considerazione per determinare quale comportamento considerare come abuso mirato o molestia: l'utente segnalato invia messaggi molesti a un altro utente da account diversi; l'account segnalato ha lo scopo principale di inviare messaggi offensivi ad altri; il comportamento segnalato è unilaterale o include minacce."

Macgillivray ha annunciato che avrebbe lasciato Twitter nell'agosto 2013. È poi diventato il vice Chief Technology Officer (CTO) della Casa Bianca.

Anche se Twitter ha iniziato ad approcciarsi molto diversamente alla libertà di parola da quando Macgillivray se n'è andato, sarebbe ingenuo pensare che un solo uomo facesse tanta differenza. Nell'agosto 2013 il dibattito pubblico su Twitter e la "libertà di parola" era già cambiato. Oltre a questo, Twitter ha debuttato in Borsa in novembre, mettendo al compagnia sotto nuove pressioni.

2014: L'Anno del Gamergate (30 parole in più)

Agosto 2014 è iniziato molto male per Twitter. È morto Robin Williams, e quando Zelda Williams ha pubblicamente espresso il suo dolore su Twitter, dei troll hanno twittato orribili immagini photoshoppate del suo defunto padre. Williams ha pubblicamente lasciato Twitter, scrivendo "Mi dispiace. Avrei dovuto essere superiore. Cancellerò l'app dai miei dispositivi per molto tempo, forse per sempre. Vedremo. Addio."


In risposta a questo, Twitter ha annunciato un cambio alle sue politiche, affermando che "Abbiamo sospeso alcuni account in relazione a questo problema per violazione delle nostre regole, e stiamo valutando altre maniere per implementare le nostre politiche e gestire meglio situazioni tragiche come questa."

Zoe Quinn testimonia su molestie online a un comitato delle Nazioni Unite. Immagine: M. Jacobson-Gonzalez/Flickr

Ma il peggio doveva ancora venire. Se gli incidenti di Williams e Criado-Perez avevano disinnescato l'indignazione pubblica, il Gamergate sarebbe diventata una controversia senza fine. I costanti abusi mirati di Zoë Quinn, Anita Sarkeesian e molti altri esponenti dell'industria dei videogiochi sono finiti in prima pagina, e sono stati inglobati nel palinsesto televisivo.

Le molestie online non rappresentano certo un fenomeno nuovo, ma l'attenzione di massa sul Gamergate – e il sessismo delle molestie online in genere – si è rifiutata di scemare, in parte perchè un gran numero di personalità pubbliche ne è diventato bersaglio. Non sorprende quindi che ci sia stata poi una battaglia di offerte per chi si sarebbe aggiudicato i diritti per un film sul Gamergate, basato sul prossimo libro della Quinn.

Alla fin fine, nel 2014 non è cambiato molto nelle Regole di Twitter, ma quello che è successo quell'anno avrebbe scatenato cambiamenti senza precedenti che sarebbero stati elaborati durante tutto il 2015.

2015: "Dobbiamo Mantenere Twitter Un Posto Sicuro" (67 parole in più)

Nel 2015, sono state aggiunte solo 67 parole al totale delle Regole di Twitter. Quelle 67 parole si concentrano soprattutto su un ampliamento del blocco su profili, intestazioni e immagini di sfondo pornografici. Il blocco ora include anche "contenuti eccessivamente violenti."

Ma il 2015 ha anche visto enormi cambiamenti nelle politiche di Twitter sulla libertà di espressione. Le Regole in sé non sono cambiate tanto, ma nella pagina sono proliferati link a risorse esterne e ad altre pagine di Supporto che hanno espanso radicalmente le politiche di Twitter.

Questi cambi nelle politiche di Twitter sono stati accompagnati da un articolo scritto ad-hoc sul Washington Post dal successore di Macgillivray, la general counsel di Twitter Vijaya Gadde. "Crediamo nella libertà di espressione e di parola, ma questo rappresenta poco come filosofia di base se le persone non dicono la propria opinione per paura che qualcuno le faccia tacere," scrive Vijaya. "Dobbiamo sforzarci di contrastare più efficacemente gli abusi senza congelare o silenziare la libertà di parola."

A marzo, in una pagina separata da (ma a cui rimandano tramite link) le Regole, Twitter ha bannato il revenge porn.

Ad aprile, in un altra pagina separata dalle Regole, la compagnia ha proibito anche di "minacciare o promuovere atti terroristici," così come di "promuovere la violenza […] o minacciare altre persone in base a razza, etnia, origine nazionale, orientamento sessuale, sesso, identità sessuale, religione, età, disabilità o malattia."

Twitter non usa il termine "incitamento all'odio," ma di fatto ha bannato l'incitamento all'odio.

Quando sono state richieste spiegazioni, un portavoce di Twitter ha detto di non essere d'accordo con questa descrizione, e che la compagnia non proibisce l'incitamento all'odio.

"'Condotta detestabile'" è diverso da "'incitamento all'odio' perchè il secondo si concentra sulle parole. Noi proibiamo l'incitamento alla violenza. Contenuti offensivi e punti di vista controversi sono ancora permessi su Twitter."

Twitter ha ragione nel dire che la propria definizione di "condotta detestabile" non è così vasta come quella di incitamento all'odio, peraltro proibito in molte giurisdizioni europee. Ma dal momento che una restrizione personalizzata dell'incitamento è contraria alla legge americana, e la classificazione di "condotta detestabile" suona come un sottoinsieme dell'incitamento all'odio, sembra che stiamo più che altro cercando il pelo nell'uovo.

Ci sono state discussioni sul linguaggio usato anche nel resto degli aggiornamenti delle Regole di aprile. Ad agosto, la compagnia ha riformulato alcuni passaggi chiarendo che le Regole includono senza dubbio le minacce indirette, segnando una netta differenza dalle regole originali del 2009, che avevano esplicitamente proibito solamente le minacce "dirette" e "mirate."

E difatti, il nuovo blocco delle minacce indirette contraddiceva quanto scritto nella pagina delle Regole, che menzionavano le "minacce dirette e mirate" ereditate dal 2009. Ma altre pagine di supporto chiarivano che Twitter non solo proibiva l'incitamento all'odio e le minacce indirette, ma anche l'"incitamento" alle molestie – non una minaccia in sé, ma che era intesa comunque come una minaccia.

Agosto ha visto inoltre una espansione di quello che si può segnalare su Twitter. Gli utenti di Twitter possono ora segnalare minacce di autolesionismo, a seguito delle quali Twitter può "adottare una serie di misure per assistere l'utente segnalato," come fornire le risorse per contattare alcuni psicologi.

Twitter ha fatto rispettare con fermezza le nuove politiche cancellando permanentemente l'account del controverso blogger Chuck C.Johnson dopo che aveva twittato quella che sembrava essere una minaccia contro l'attivista per Black Lives Matter Deray Mckesson.

2016: La Fine del Partito per la Libertà di Parola (178 parole in più)

Il 29 dicembre 2015 Twitter ha pubblicato le nuove Regole. Sono state aggiunte centosettantotto parole, ma tecnicamente nessuna delle nuove regole rappresentava una nuova politica – come descritto sopra, i cambiamenti alle politiche erano stati presentati da altre parti, e già fatti rispettare attivamente. I cambiamenti più vistosi – i ban sull'incitamento all'odio, sulla promozione del terrorismo, sull'incitamento alle molestie, e il revenge porn – erano già attivi da mesi. Ma sono stati alla fine inclusi nelle Regole, che erano rimaste di fatto invariate per anni.

Le Regole avevano conservato la struttura di base per anni, ma questo aggiornamento ha rimescolato le sezioni, e ha creato una nuova, consistente sottosezione dedicata alle regole contro le molestie. Ma, ancora più importante, è stato completamente riscritto il preambolo alle Regole, invariato dal 2009.

Il vecchio preambolo si focalizzava sull'investire gli utenti di diritti e responsabilità. Descriveva una politica generalmente in stile lassez-faire, concludendo addirittura con la promessa di non "censurare i contenuti degli utenti, eccetto nelle limitate circostanze qui di seguito." Ecco l'intero preambolo:

Il nostro obiettivo è di fornire un servizio che vi permetta di scoprire e ricevere contenuti da fonti a cui siete interessati, e di condividere i vostri contenuti con gli altri. Rispettiamo la proprietà dei contenuti che gli utenti condividono, e ogni utente è responsabile dei contenuti che pubblica. In base a questi principi, non monitoriamo nè censuriamo i contenuti degli utenti, eccetto nei casi eccezionali descritti qui di seguito.

E invece questo è il nuovo preambolo:

Riteniamo che chiunque debba poter pubblicare e condividere immediatamente idee e informazioni, senza barriere. Per proteggere la navigazione e la sicurezza degli utenti che usano Twitter, esistono alcune limitazioni sul tipo di contenuti che è possibile pubblicare e sugli atteggiamenti tollerati. Tutti gli utenti devono rispettare le norme indicate nelle Regole di Twitter, altrimenti il loro account potrebbe essere bloccato temporaneamente e/o sospeso permanentemente.

Il nuovo preambolo non parla di censura, e non parla della responsabilità degli utenti in relazione ai propri tweet.

La recente reiterazione delle Regole non è drastica perchè introduce nuove politiche, visto che semplicemente non ne introduce. L'incitamento all'odio (o, come lo chiama Twitter, "Condotta detestabile") è stato bannato da aprile dell'anno scorso, e altre minacce indirette e incitamenti alle molestie sono stati bannati dallo scorso agosto.

Le nuove Regole sono drastiche perchè riscrivono la storia di Twitter, ridefiniscono che cos'è e che cosa rappresenta. Il vecchio Twitter feticizzava l'anti-censura; il nuovo Twitter dà la precedenza alla sicurezza degli utenti. Twitter presta ancora un servizio di facciata al "potere di creare e condividere idee e informazioni in maniera istantanea," ma è ben lontano dall'esse "l'ala per la libertà di parola del partito per la libertà di parola" del 2012.

"Crediamo nella libertà di espressione e di parola, ma questo rappresenta poco come filosofia di base se le persone non dicono la propria opinione per paura che qualcuno le faccia tacere," ha detto un portavoce di Twitter in risposta a una richiesta di spiegazioni – citando letteralmente l'articolo di Vijaya Gadde del 2015.

Il portavoce ha poi affermato che "L'anno scorso abbiamo chiarito e irrigidito le nostre politiche per ridurre gli abusi, proibendo anche le minacce indirette e la pubblicazione di immagini di nudi non consensuali. Raggiungere il giusto equilibrio creerà naturalmente delle tensioni, ma la sicurezza degli utenti è fondamentale per Twitter, così come il nostro incrollabile sostegno a favore della libertà di espressione."

"Raggiungere il giusto equilibrio" è un modo per descrivere il filo del rasoio sui cui Twitter si sta muovendo ora. Anche se continua a insistere sul fatto che la libertà di espressione è una priorità ideologica, la compagnia si è allontanata dalla difesa incondizionata della libertà di parola.

In un certo senso, le cose erano più facili quando Twitter era ancora l'ala per la libertà di parola del partito per la libertà di parola. Negli anni d'oro in cui il marchio di Twitter era proprio la libertà di parola, la compagnia era spesso lodata per aver scelto la strada "difficile", contrapponendosi ai governi di tutto il mondo. A posteriori, era più facile rimanere fedeli a questa testardaggine rispetto a fare quello che la compagnia sta facendo ora, ovvero tenere sotto controllo le parole in nome della libertà di parola.

Tutto questo non vuol dire che Twitter sia caduto in contraddizione. Questo nuovo status rappresenta probabilmente una conclusione necessaria che riflette la complessità degli ideali umani in democrazia. Sappiamo da sempre che le parole possono censurare altre parole – è il problema del Primo Emendamento noto come il "veto di heckler." Ma ancora, è difficile per Twitter mantenere questo approccio. Il Twitter di oggi lotta per raggiungere un equilibrio precario fra quello che era prima e l'inclinazione alla censura impenitente e priva di ideologia di Facebook e Instagram. Rimane ancora da vedere se la compagnia avrà le idee e la creatività per sopravvivere alla sua nuova identità.