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La Giamaica ripagherà i suoi debiti col Venezuela con cibo e medicine

Il Venezuela sta attraversando un periodo di profonda crisi economica e politica, in cui scarseggiano addirittura i beni di prima necessità. Per correre ai ripari, è stato stipulato un accordo per il baratto.

di Alan Hernandez
02 agosto 2016, 2:25pm

Foto di María Bazo/EPA

La Giamaica ha annunciato che ripagherà il suo debito per il petrolio venezuelano con cibo, medicinali e fertilizzanti invece che col denaro contante.

Il governo giamaicano ha annunciato l'accordo venerdì scorso, dichiarando che i trasferimenti avverranno nell'ultimo trimestre di quest'anno e ammonteranno a circa quattro milioni di dollari.

L'invio di generi di prima necessità in cambio del petrolio segue le linee guida di un accordo noto come PetroCaribe, firmato nel 2005 dal Venezuela e da altri 12 paesi caraibici.

L'accordo prevede che i paesi caraibici paghino immediatamente metà del petrolio acquistato al prezzo di mercato, e l'altra metà nei restanti 25 anni. Un "meccanismo di compensazione" speciale previsto dall'accordo, che permette inoltre di saldare il pagamento usando dei sostituti del denaro contante.

"La Giamaica ha accumulato un debito con il Venezuela a partire dal 2006: è perfettamente legittimo ripagare quel debito con dei prodotti," ha spiegato Rolín Iguarán, esperto di petrolio dell'Università di Zulia in Venezuela. "In questo periodo di recessione, il Venezuela sta tornando ad attuare pratiche che erano in uso negli anni Quaranta."

La carenza di cibo e di altri prodotti di prima necessità è al centro dell'attuale crisi del Venezuela, con pochi segnali di miglioramento nel breve o medio termine.

Quest'anno, negli scontri tra le forze di sicurezza e le folle inferocite che chiedevano da mangiare sono rimaste uccise diverse persone. Il mese scorso più di 120.000 venezuelani si sono recati nella vicina Colombia per fare delle scorte, durante un fine settimana in cui i controlli alla frontiera erano stati temporaneamente ammorbiditi.

La settimana scorsa Amnesty International ha accusato il governo del presidente Nicolás Maduro di promuovere i lavori forzati, con un decreto che obbliga tutti i lavoratori venezuelani a rendersi disponibili - se necessario - a lavorare per la produzione di generi alimentari.

Iguarán, l'esperto di fonti energetiche, sottolinea la lunga dipendenza del Venezuela dal petrolio - e gli introiti da esso derivanti - per importare i beni di prima necessità. Nel contesto attuale, che vede il prezzo e la produzione di petrolio in calo, accordi per il baratto come quello appena annunciato con la Giamaica potrebbero presto estendersi anche ad altri paesi dei Caraibi, continua Iguarán.

"Hanno bisogno di petrolio e potrebbero essere produttori di qualcosa di cui il Venezuela ha bisogno," spiega.

Molti dettagli dell'accordo - annunciato dall'ufficio del Primo Ministro Giamaicano, mentre l'ufficio del Presidente del Venezuela non ha rilasciato dichiarazioni - rimangono poco chiari. Tra questi, quali prodotti alimentari saranno scambiati e la provenienza dei medicinali, considerando che la Giamaica non ha un'industria farmaceutica di rilievo.


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