fritto misto

Un viaggio nello schema Ponzi a base di gamberetti e criptovalute

RAGAZZI, SONO VERAMENTE EUFORICO

di Andrea Daniele Signorelli
23 maggio 2018, 8:21am

Immagine: 4chan

Ci sono modi molto strani in cui si può trovare l’ispirazione per creare nuovi giochi su Ethereum, la piattaforma blockchain diventata nota anche grazie al fenomeno dei CryptoKitties. E ovviamente, spesso questa fonte d’ispirazione arriva dai luoghi più reconditi del web; come può essere una sezione di 4chan in cui un utente racconta come sta guadagnando migliaia di dollari allevando gamberetti nella sua vasca da bagno.

Non è il solo: su YouTube si stanno diffondendo parecchi tutorial che spiegano come fare soldi grazie ai gamberetti. Il tutto, passando da 4chan, si trasforma ovviamente anche in un meme. Da qui, arriva la geniale intuizione: perché non allevare gamberetti virtuali sulla blockchain di Ethereum, seguendo lo stesso meccanismo che consente di guadagnare con l’allevamento casalingo, ma rendendolo un gioco di pura speculazione?

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Nasce così Ether Shrimp Farm, l’applicazione decentralizzata (nome in codice: dApp) che simula l’allevamento di gamberetti ma consente di guadagnare soldi veri; ovviamente in ether (che è la moneta corrente su Ethereum). Il meccanismo è abbastanza intuitivo: con un po’ di ether potete comprare delle uova, che dopo tot tempo si schiuderanno diventando gamberetti. Questi gamberetti, a loro volta, inizieranno a produrre uova, col risultato che dopo un po’ vi troverete davanti a una scelta: vendere le vostre uova per guadagnare qualche ether o lasciare che si schiudano, in modo da aumentare ulteriormente il vostro allevamento e quindi la produzione di uova?

Inevitabilmente, YouTube inizia a popolarsi di video in cui giovani cripto-investitori raccontano come hanno triplicato il loro investimento iniziale SENZA ALCUNA DIFFICOLTÀ (da cui il meme con i gamberetti su una Lambo, status symbol ufficiale di chi è diventato ricco con le criptovalute). D’altra parte, la crescita è esponenziale: qualche uova diventano altrettanti gamberetti, che iniziano ciascuno a produrre uova a ritmi infernali. Più persone iniziano a giocare all’allevamento di gamberetti e a richiedere uova, più il prezzo sale e più si può guadagnare, vendendo le uova che nel frattempo state producendo a più non posso.

Dove sta il trucco? Come evidente, si tratta di un meccanismo solo leggermente più elaborato di una classica catena di Sant’Antonio; in cui a guadagnare davvero sono solo quelli che arrivano per primi e che scaricano il rischio dei loro investimenti sui ritardatari. A un certo punto, inevitabilmente, la produzione di uova sarà tale da superare la richiesta; questo causerà un crollo del valore delle uova e, quando succederà, chi è arrivato troppo tardi alla festa si ritroverà con il classico cerino in mano. Però potrà continuare ad allevare finti gamberetti su un sito la cui interfaccia grafica sembra uscita dal 1998. Divertente, no?

Eccoci. Pronti per diventare ricchi.

E perché mai dovremmo farlo solo coi gamberetti? Nel frattempo, lo stesso concetto si sta moltiplicando: c’è chi alleva formiche, chi alleva dragoni, chi cresce Pepe la rana e chi vuole ripercorrere i passi di Heisenberg Walter White e si mette a produrre droga (virtuale). Il risultato è che tutti questi nuovi giochi di pura speculazione si stanno diffondendo al punto che il prezzo del gas di Ethereum (il “carburante” necessario a far partire le transazioni) ha cominciato a salire a ritmi forsennati.

Il vero problema, però, è un altro: la blockchain di Ethereum può convalidare al massimo 15 transazioni al secondo (il doppio di Bitcoin); se a causa di questi giochi – che al momento occupano buona parte della classifica delle 100 dApps più utilizzate – la catena si congestiona (come sta in effetti avvenendo) e tutto il meccanismo rischia di bloccarsi, come si può sperare che un domani questa stessa tecnologia possa rivoluzionare il mondo?

La famosa rivoluzione crypto.

Tutti questi giochi si basano infatti su smart contracts (l’applicazione fondamentale di Ethereum): contratti intelligenti che si eseguono automaticamente nel momento in cui l’accordo sottoscritto dalle parti viene soddisfatto. Un sistema che, in teoria, permetterà in futuro la compravendita di energia pulita tra privati, di automatizzare l’affitto del vostro appartamento su Airbnb, di votare alle elezioni usando in sicurezza il nostro computer e una marea di altre funzioni che dovrebbero cambiare la nostra società in meglio.

Questa, almeno, è la teoria; perché per il momento la blockchain di Ethereum è congestionata da allevatori virtuali di formiche, gamberetti, rane, dragoni e produttori di droga. Magari in futuro gli smart contracts rivoluzioneranno davvero il mondo; per il momento sembra che la loro applicazione più diffusa siano le catene di Sant’Antonio.

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