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Perché in Australia il matrimonio gay è ancora illegale—nonostante i cittadini lo vogliano

?La stragrande maggioranza degli australiani è a favore della legalizzazione dei matrimoni omosessuali, ma ci sono diversi ostacoli - burocratici, politici e religiosi - che stanno rallentando il processo.

di Isabella Mackie
19 ottobre 2016, 9:07am

Una manifestazione LGBTQ a Sidney. [Foto di Hasitha Tudugalle]

La stragrande maggioranza degli australiani è a favore della legalizzazione dei matrimoni omosessuali. Il problema è che il parlamento non lo è, o che semplicemente non riesce a coordinarsi: e adesso i politici sembrano intenzionati a votare no alla possibilità di un referendum sulla questione, proposto per l'inizio del 2017.

Il referendum è stato proposto dal primo ministro Malcolm Turnbull. Turnbull, però, ha incontrato la resistenza del Labor Party, attualmente all'opposizione. In teoria il Labor sarebbe pure favorevole all'introduzione dei matrimoni omosessuali, ma pare non essere favorevole ad affidare la decisione al voto popolare.

Secondo il leader del partito Bill Shorten, il voto popolare arrecherebbe un danno non necessario alla comunità LGBTQ australiana: "I bambini non hanno bisogno di andare a scuola in un clima di campagna elettorale vedendo messa in discussione l'integrità della relazione dei loro genitori." La posizione di Shorten ha suscitato l'ira di Turnbull.

L'enorme costo stimato del referendum - quasi 120 milioni di dollari - costituisce un altro problema che l'opposizione non può ignorare, dice Shorten. Attualmente il governo non ha i numeri necessari per approvare il referendum al Senato, ma questo non ha impedito a Shorten di convocare un voto libero in parlamento sull'argomento. Tale proposta è finora stata respinta da Turnbull.

Il dottor Andrew Hughes, specialista in marketing politico alla Research School of Management dell'Australian National University, pensa che questo segnali l'intenzione del Labor Party di approvare immediatamente l'argomento se fosse eletto, e senza un plebiscito.

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"Un nuovo governo del Labor Party comincerebbe il proprio periodo in carica non solo con un'elezione vinta alle spalle, ma con una politica di progresso sociale imponente, implementata entro i primi 100 giorni, la quale costituirebbe un importante marchio per il governo," spiega Hughes.

Nonostante i diritti omosessuali siano oggi sempre più salvaguardati sia a livello statale sia a livello federale, i molti che hanno tentato di introdurre una legislazione più progressista stato per stato hanno incontrato le resistenze dei governi precedenti — le unioni civili sono state riconosciute in 5 dei 6 stati, ma il governo federale ha fatto resistenza in passato.

Nonostante i recenti avvenimenti, l'Australia è spesso considerata uno dei paesi più LGBTQ-friendly al mondo, quindi perché la questione dei matrimoni omosessuali non è ancora stata risolta? Ecco alcuni motivi.

Un po' di storia

La legge sul matrimonio del 1961 non definiva cosa fosse il matrimonio, consentendo così a un primo ministro conservatore di essere lui a definirlo tempo dopo. Nel 2004, senza consultare il popolo, John Howard ha aggiornato la legge con una chiarificazione. La legge di emendamento del matrimonio recitava: "Matrimonio significa l'unione di un uomo e di una donna con l'esclusione di tutti gli altri, contratta volontariamente per la vita."

Questa definizione fu poi sostenuta anche dall'allora capo del Labor Party Kevin Rudd nel 2007: "Ho una visione piuttosto semplice della cosa, così come si riflette nella posizione adottata dal nostro partito, e cioè che il matrimonio è quello tra un uomo e una donna." È stato soltanto nel 2012 che il Labor Party si è pronunciato a favore dei pari diritti al matrimonio.

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Il Fattore Religioso

C'è una piccola benché esplicita opposizione religiosa alla legislazione sui pari diritti al matrimonio. Mentre alcune ricerche hanno dimostrato che la maggioranza di coloro che si identificano come religiosi supportano il matrimonio tra lo stesso sesso (53 per cento) e molti capi religiosi hanno sostenuto pubblicamente il cambiamento della legge, un piccolo gruppo di persone sta ancora facendo campagna per arrestarne l'avanzamento. La Australian Christian Lobby ha fatto sapere di essere soddisfatta della decisione di bloccare il referendum. Lyle Shelton, il capogruppo, ha dichiarato che la battaglia per definire il matrimonio continua per i suoi membri.

La politica

Di recente, i leader australiani si sono abituati a perdere la propria carica anzitempo. Il paese ha avuto ben sei primi ministri negli ultimi nove anni. Lo scorso anno, il presidente Tony Abbott è stato cacciato da Malcolm Turnbull. I due hanno dei precedenti — nel 2009, in una sfida per la leadership del partito, Turnbull ha sfidato Abbott e ne ha preso il posto alla guida del partito dopo una votazione interna.

Ancora prima, Julia Gillard, la prima presidentessa donna, fu rimossa dalla guida del suo partito e sostituita con Kevin Rudd, un uomo che probabilmente voleva solo renderle il favore — che lei stessa gli aveva fatto nel 2007. Alla luce di questa incertezza costante, non sorprende che i leader progressisti australiani non abbiano la sicurezza e il peso politico per spingere una legge sul matrimonio omosessuale. Turnbull ha dichiarato che avrebbe votato per l'uguaglianza nei matrimoni personalmente, ma che era stato eletto da molti più membri del partito socialmente conservatori che sarebbe stato difficile persuadere sull'argomento.

Il professor John Warhurst, esperto di politica australiana, ha parlato con VICE News di quel che potrebbe succedere prossimamente, avvertendo sul fatto che non c'è una soluzione rapida. "L'esito più probabile è lo stallo almeno fino alle prossime elezioni [che saranno nel 2018 al più presto]. Le altre due possibilità — che un voto libero passi alla Camera dei Rappresentanti con il supporto dei Liberali che cambiano partito o che la proposta di plebiscito passi al Senato perché un paio di senatori avranno cambiato idea — sono improbabili." Warhurst ha subito aggiunto, "Il primo ministro o Bill Shorten potrebbero fare un'inversione di rotta tra un anno o due, ma si tratta soltanto di una possibilità esterna."

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Foto in apertura di Hasitha Tudugalle via Flickr in Creative Commons