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Abbiamo incontrato il custode eremita di un'isola italiana che oggi rischia lo sfratto

Da mesi l'isola di Budelli, la sua Spiaggia Rosa e il 'guardiano' dell'isola Mauro Morandi sono al centro di un dibattito nazionale. VICE News è stata sul posto per raccontare da dentro la situazione.
22.8.16
Foto di VICE NEWS.

L’ultimo consiglio direttivo de Il Parco di La Maddalena ha deciso per lo sfratto definito e la demolizione del rudere occupato da Mauro Morandi, il ‘custode eremita’ dell’Isola Budelli. La decisione è un vero proprio dietrofront, dopo che nell’agosto 2017 era stato concesso a Morandi di rimanere, grazie anche al supporto di una petizione online. Secondo i vertici de Il Parco di La Maddalena, "l'iter amministrativo per l'esecuzione dei lavori” è stato ormai avviato e “non può prescindere dallo sgombero dello stabile". Riproponiamo questo pezzo, in cui avevamo incontrato Morandi durante la raccolta firma della petizione .

"Credevo di essere sfuggito alla società, e invece non sono andato abbastanza lontano."

Quando iniziamo a parlare, Mauro Morandi si è appena svegliato da un sonnellino pomeridiano. A pochi metri dall'ex rifugio della Seconda Guerra Mondiale che il custode di Budelli abita da quasi trent'anni, una lenta sfilata di turisti costeggia silenziosamente i cordoni che circondano la Spiaggia Rosa, uno dei miracoli naturali del Mediterraneo.

Avvicinandomi alla struttura, un visitatore mi fa segno di abbassare il tono della voce per non disturbare il guardiano - nonché unico abitante - dell'isola situata nell'Arcipelago della Maddalena, nel nord della Sardegna. In realtà Morandi è già sveglio; si è acceso una sigaretta, e sta controllando nervosamente il suo tablet.

"15.400, 15.410… le firme stanno crescendo. Lentamente, ma crescono." Morandi, a 77 anni, sta combattendo una nuova battaglia: quella per rimanere nell'isola in cui ha vissuto - per la maggior parte del tempo, in completa solitudine - negli ultimi 27 anni. I suoi occhi scorrono l'elenco di sostenitori della campagna "Facciamo in modo che Mauro, il custode eremita di Budelli, possa continuare a vivere lì," lanciata il 21 maggio 2016 sulla piattaforma change.org, che al momento conta oltre 17.000 firme.

All'età di 50 anni Morandi, originario di Modena, decise di salpare a bordo di un catamarano e trasferirsi in Polinesia insieme a un gruppo di amici, "lontano dalla civiltà." "Non mi piaceva la nostra società perché non tiene assolutamente conto dell'individuo, della persona. Corre solo per il potere, per il denaro," racconta.

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Morandi nella veranda del rifugio in cui vive, mentre legge un racconto scritto da lui stesso. [Foto di VICE News]

Alla fine però alcune circostanze, umane e finanziarie, spinsero il suo catamarano scassato a Budelli, esattamente due giorni prima che il vecchio custode, stipendiato dalla compagnia italo-svizzera che ai tempi deteneva la proprietà dell'isola, lasciasse l'incarico. Morandi prese il suo posto, venne assunto dalla società, e non se ne andò più.

Negli ultimi anni tuttavia la pacifica stabilità di questo paradiso quasi disabitato è stata in bilico più di una volta. Nel 2005, in seguito agli stravolgimenti interni alla compagnia Nuova Gallura Srl, che aveva acquistato l'isola a metà degli anni Ottanta dall'imprenditore milanese Piero Tizzoni, Budelli venne messa all'asta. Nessuna offerta concreta venne ufficializzata, e lo Stato Italiano annunciò di volere esercitare il diritto di prelazione—quello che, di fronte al pareggio di un'eventuale offerta 'privata', o della base d'asta, avrebbe permesso al patrimonio naturalistico di ritornare nel demanio pubblico.

Ciò tuttavia non avvenne, e nel 2013 un nuova asta attirò un investitore straniero: il neozelandese Michael Harte, Chief Technology Officer di Barclays, che offrì 2,94 milioni di euro presentando un progetto ambizioso di conservazione del territorio, ma suscitando allo stesso tempo i dubbi dei residenti e di alcuni amministratori locali.

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Tra gli scettici c'era anche Giuseppe Bonanno, presidente dell'Ente Parco della Maddalena, sotto la cui custodia l'isola è tornata nel maggio 2016—dopo la sentenza del giudice delle esecuzioni immobiliari di Tempio Pausania Alessandro di Giacomo. E con il ritorno ufficiale di Budelli nel parco nazionale, per Mauro Morandi la permanenza sull'isola della Spiaggia Rosa sembra oggi sempre più difficile.

A VICE News, Bonanno dichiara oggi di "riconoscere il ruolo di Morandi nel rappresentare la memoria storica del luogo," ma parla anche delle "difficoltà di trovare una forma contrattuale per regolarizzare una persona della sua età e nella sua posizione. Servono lavori per la messa in sicurezza della struttura in cui vive: finché c'era la vecchia proprietà, era sotto la loro piena responsabilità. Ma la struttura [in cui vive Morandi] è al di sotto dei requisiti di standard abitativi e non può rimanere così. Finora è stato sottovalutato il rischio."

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La struttura in cui Morandi vive dal 1989. [Foto di VICE News]

A Budelli tuttavia Morandi vuole continuare a vivere, mi spiega, e possibilmente morire. "Il mio sogno è che le mie ceneri vengano sparse in questo mare," racconta a VICE News.

Il custode dell'isola ci parla da un lettino-altalena retto da possenti corde al soffitto di legno di una veranda. A pochi metri ci sono un tavolo e una cesta con alcune provviste - uova, zucchine, pane, formaggio, pesche, banane - arrivate in gommone dalla vicina Palau, dove c'è uno dei pochi supermercati dell'area.

"Il mio sogno è che le mie ceneri vengano sparse in questo mare."

Davanti a noi, a una quindicina di metri, la Spiaggia Rosa (il cui nome geografico ufficiale è Cala di Roto) si spalanca sul mare dell'Arcipelago. A causa della sua altissima percentualedi carbonato di calcio (75-80 per cento), ricorda una spiaggia caraibica. La sfumatura rosa dell'arenile è invece dovuta ai frammenti di gusci e microrganismi che si staccano dalla Posidonia, una pianta acquatica, e vengono spinti dalle correnti marine nella composizione sedimentaria delle sue sabbie.

La Spiaggia, dal valore naturalistico inestimabile, è completamente inaccessibile al pubblico dal 1999 sia via terra sia via acqua—una serie di boe, posizionate a circa 70 metri dalla riva, demarca il limite massimo di avvicinamento consentito a yacht, gommoni e altri natanti.

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Vista sulla Spiaggia Rosa, considerata tra le più belle del Mediterraneo. [Foto di VICE News]

Un divieto che, tuttavia, spesso non viene rispettato: così da oltre un decennio Morandi vigila costantemente, redarguendo chi calpesta le preziose sabbie della Cala, e più recentemente pubblicando le fotografie dei trasgressori sul suo profilo Facebook. Due anni fa, un gruppo di visitatori che aveva cercato di aggirare il divieto, ripresi dal custode, è persinoarrivato ad aggredirlo fisicamente.

"Quando sono arrivato qui per la prima volta, il mio primo pensiero è stato: 'sembra Rimini'. A quei tempi la spiaggia infatti era piena di gente, fino a 3000 persone al giorno, e tutti portavano via la sabbia," racconta il 77enne, mostrandomi una fotografia dell'epoca. "Qualcuno volontariamente, dentro bicchieri o sacchetti; qualcun altro involontariamente, nelle scarpe, nelle ciabatte, negli asciugamani. Ne sono sparite diverse tonnellate, e oggi evidentemente non è più rosa come un tempo."

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Oltre a vigilare sul rispetto del divieto, Morandi si è preso cura per anni dei sentieri che collegano le varie parti dell'isola, 'pulendoli' dai rovi e dall'invasione degli arbusti, e contribuendo a tenere sgombre dalla spazzatura le aree a più alto transito di turisti, come la Spiaggia dei Cavalieri.

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Morandi durante una delle sue lezioni ai visitatori di Budelli. [Foto VICE News]

Ogni giorno durante la stagione estiva, inoltre, Morandi incontra gruppi di adulti, bambini e ragazzini, raccontando loro il "miracolo naturale" della Spiaggia Rosa, intrecciando la divulgazione scientifica alla sua vicenda personale. "Io vorrei solo restare qui e fare quello che faccio tutti i giorni: parlare con le persone, essere la memoria storica dell'isola," ci spiega Morandi.

Prima di essere il custode di Budelli, Morandi lavorava come insegnante di ginnastica a Modena; vicino agli ambienti di sinistra, a scuola era criticato per i suoi metodi di insegnamento fuori dagli schemi. Danza con la musica, meditazione, rilassamento. "Ai vertici e ai genitori le mie tecniche non piacevano, ma i ragazzi le adoravano," racconta, "e per anni, verso la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, ho avuto da ridire con le istituzioni. Niente, ero di fronte a un muro di gomma."

Morandi ha trascorso la maggior parte dei suoi 27 anni a Budelli come un eremita, in completa solitudine. Fino a poco tempo fa utilizzava un gommone per pescare o spostarsi a La Maddalena, dove gli era possibile acquistare del cibo. Ai tempi aveva un telefono fisso, un generatore di elettricità e poco altro. Nel corso degli anni la sua abitazione si è arricchita di pannelli solari e di un router wifi, che gli permette di collegarsi a internet, e attraverso cui monitora con ossessione le notizie e gli articoli che parlano del futuro dell'isola.

Lo scorso 31 maggio, il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha sposato la causa di Morandi via Twitter:

Da allora, però, non ci sono state novità sostanziali, e il futuro del custode resta in sospeso. "Sì, il Ministro dell'Ambiente si è espresso in favore di Morandi, ma ci sono aspetti di caratteri normativo che devono essere risolti," ci spiega Bonanno, il Presidente del Parco La Maddalena. "Scriverò a Galletti dicendo che condividendo il senso e lo spirito del suo messaggio, ma chiederò se può indicarmi attraverso l'ufficio legale quali sono le soluzioni percorribili al di là delle dichiarazioni d'intenti."

Tra Morandi e Bonanno è in atto una diatriba dialettica piuttosto veemente, fatta di botta e risposta. Una discussione che diverge anche quando si parla di Michael Harte, sostenuto dal custode - "Il suo progetto di conservazione e rivalutazione dell'isola mi piaceva molto" - ma malvisto dal Presidente dell'Ente: "Avevo dubbi sulla consistenza del finanziamento promesso da Harte, da dove arrivassero i soldi e di chi fossero," dice a VICE News.

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Morandi davanti alla Spiaggia Rosa. [Foto VICE News]

Bonanno spiega di avere anch'egli un progetto per l'isola, che prevederebbe "il recupero dei sentieri, una leggera infrastrutturazione attraverso dei pontili ormeggiati, la bonifica di alcune aree, la trasformazione dell'attuale casa di Morandi in un'aula-museo."

Un progetto che nel complesso "dovrebbe costare sui 600mila euro," stando alle stime del Parco stesso. Bonanno però spiega di avere in cassa, al momento, circa un terzo di quella cifra. Chi metterà il resto? "Per finanziare il resto vogliamo attivare un percorso di raccolta fondi costituendo una fondazione o una associazione," e "coinvolgendo anche un gruppo di studenti di Biella che aveva già cominciato una raccolta fondi" dal basso per togliere l'isola dalle mani di Harte (il cui ammontare sarebbe oggi di circa 7.000 euro).

Se il piano dovesse davvero entrare a regime, per Morandi lo sfratto sarebbe dietro l'angolo. Davanti a questa prospettiva, il 77enne non si dà pace: "È la dimostrazione lampante di cosa è la società: merda, solo merda. Tecnologia, potere, ricchezza. Io qui ho moltissimi amici, quelli che non tradisco mai: sono i libri. Grazie ai libri riesci a capire veramente quello che sei, ad andare in profondità."

Il suo futuro fuori da Budelli è un'incognita. "Ho una certa età, ma non voglio arrendermi. Dove andrei? Io chiedo solo di rimanere qui fino alla fine." L'amico Enrico, che da qualche anno passa a trovare Morandi sull'isola per qualche mese all'anno, ci spiega che "fuori da Budelli, Mauro morirebbe."

Sembra ormai un intreccio naturale, quello tra Morandi e l'atollo che ospita la Spiaggia Rosa. Un intreccio che non parla solo di isolamento, politica e società, ma anche del rapporto tra uomo e natura.

"Sai," spiega Morandi armeggiando un rametto di Posidonia che utilizza per spiegare la colorazione rosata della spiaggia ai visitatori, "la mia funzione qui non è quella di fare il guardiano. La mia funzione è come la tua: se tu vedi qualcuno che va sulla spiaggia - che appartiene a tutti, anche a te - lo lasci fare? No! Gli dici 'Scusa, ma non si può'. Anche tu puoi e devi essere il guardiano della spiaggia. Ogni cittadino deve essere il guardiano. Di ogni spiaggia, in Italia e nel mondo."

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Livia Albeck-Ripka ha contribuito alla realizzazione di questo reportage.

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