dodici giorni dopo

L'incidente all'aereo Egyptair precipitato nel Mediterraneo resta ancora avvolto nel mistero

Mentre due navi francesi si preparano alla ricerca delle scatole nere nelle acque profonde del Mediterraneo, le autorità egiziane confermano che l'aereo ha emesso un segnale d'emergenza poco dopo la scomparsa.
31 maggio 2016, 10:18am
Un Boeing 777-300 della Egyptair. (Foto di Sergey Kustov via Wikimedia Commons)

Sono passati 12 giorni da quando il volo 804 della Egyptair è scomparso sul Mediterraneo mentre era in volo tra Parigi e il Cairo, e gli investigatori sono ancora al lavoro per trovare i resti del velivolo e le scatole nere che potrebbero rivelare cosa è successo all'Airbus A320.

Come riportato dal Guardian, le autorità egiziane hanno confermato che è l'aereo Egyptair con 66 passeggeri a bordo ha emesso un segnale di emergenza mentre precipitava nel Mediterraneo.

Il sito del servizio di informazione di stato egiziano ha ribadito che gli investigatori "hanno ricevuto dei rapporti satellitari che indicano la ricezione di un segnale elettronico di pericolo dal trasmettitore elettronico d'emergenza (ELT) dell'aereo."

Anche un funzionario statunitense della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha affermato che i satelliti hanno captato un segnale d'emergenza qualche minuto dopo la scomparsa del velivolo dai radar, riporta Bloomberg.

In un'email, il tenente Jason Wilson ha scritto che cinque satelliti hanno trasmesso il segnale di emergenza a una stazione di terra a Cipro alle 2:36 ora locale, circa sei minuti dopo la scomparsa dell'aereo dai radar.

I satelliti hanno quindi individuato la probabile zona di impatto del velivolo nel Mediterraneo con un'accuratezza di circa 5 chilometri.

Queste informazioni aiuteranno gli investigatori nella ricerca dei rottami.

I governi egiziano e francese hanno firmato un accordo con due compagnie francesi specializzate nelle esplorazioni nelle acque profonde: la Alseamar e la Deep Ocean Search (DOS). Secondo quanto riportato dall'agenzia AFP, la prima compagnia si occuperà di localizzare i segnali emessi dalle scatole nere dell'aereo, mentre la seconda dovrà recuperare i resti del velivolo.

Mentre la nave specializzata DOS, partita dal mare d'Irlanda sabato scorso, ci metterà circa 12 giorni ad arrivare sulla sospetta zona dello schianto, la nave Laplace della marina francese con a bordo i sistemi rilevamento della Alseamar è già partita dalla Corsica e inizierà a lavorare per localizzare le scatole nere.

Nelle ore e nei giorni successivi alla scomparsa del volo Egyptair, si sono susseguite diverse teorie sulla sorte del velivolo. L'ipotesi terrorismo è stata ventilata sin da subito: Il Ministro dell'Aviazione egiziano Sherif Fathy aveva dichiarato durante una conferenza stampa che, analizzando attentamente la situazione, "la possibilità che sia stato un attacco terroristico è più elevata della possibilità che ci sia stato un [problema] tecnico."

Il Ministro della Difesa greco, invece, aveva affermato durante una conferenza stampa che prima di scomparire dal radar, l'aereo ha compiuto "sterzate improvvise" ed è sceso di quasi 7.000 metri di quota.

L'agenzia francese per la sicurezza in volo ha confermato che prima di precipitare l'aereo ha trasmesso dei segnali automatici che indicavano la presenza di fumo nella cabina, ma non è stata in grado di indicare cosa potesse voler dire questo indizio al fine di stabilire la causa della scomparsa del velivolo.

A bordo dell'aereo c'erano 56 persone, oltre a dieci membri dello staff. Queste le nazionalità dei passeggeri: 30 egiziani, 15 francesi, due iracheni, un saudita, un sudanese,un britannico, un belga, un canadese, un kuwaitiano, un ciadiano, un portoghese, un algerino.


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Foto di Sergey Kustov rilasciata su licenza Creative Commons