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'Civilization 6' ha annunciato un'espansione a tema cambiamento climatico

Nella nuova espansione del videogioco, Gathering Storm, il giocatore deve trovare energia pulita, o può alzare di proposito il livello del mare per danneggiare gli avversari.

di Matteo Lupetti
21 novembre 2018, 11:54am

Civilization 6 — Gathering Storm

Se avete bazzicato i videogiochi di strategia per PC negli ultimi trent’anni conoscerete probabilmente la serie di Civilization, che è incentrata sul prendere uno Stato e farlo avanzare attraverso la Storia tra nemici e alleati sino a raggiungere una delle possibili condizioni di vittoria (non obbligatoriamente militare e violenta).

Giusto martedì sera, l’editore di videogiochi Take Two ha annunciato la nuova espansione del videogioco di strategia a turni Civilization 6 di Firaxis, che sarà intitolata Civilization 6: Gathering Storm.

Con Gathering Storm, lo storico videogioco guadagna nuove meccaniche, tra cui la necessità per il giocatore di cercare energie pulite per evitare i cambiamenti climatici provocati dal consumo di combustibili fossili e il conseguente innalzamento del livello dei mari.

Così, mentre il governo M5S-Lega risponde all’allarme climatico con una Legge di Bilancio che ignora totalmente il tema dell’ambiente (ma promette di occuparsene almeno nel 2019) e il governo Trump negli Stati Uniti continua ad avere una posizione ambigua sui cambiamenti climatici, cancellando l’argomento persino dal sito dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (ma forse c’entra comunque qualcosa con gli incendi in California? Mah, chi lo sa!), Firaxis entra a gamba tesa nel dibattito. Per quanto, in realtà, il dibattito resti ancora aperto solo nella testa dei negazionisti.

L’espansione di Civilization 6 uscirà a febbraio, quando scopriremo quanto Firaxis sarà riuscita a rappresentare la complessità dei fenomeni legati al cambiamento climatico (che non si limitano solo all’aumento delle temperature e allo scioglimento dei ghiacci). Gli sviluppatori hanno già detto che sarà possibile usare il riscaldamento globale come arma contro i propri avversari, contribuendo volontariamente all’innalzamento dei mari per distruggere gli Stati più vicini alle coste. Abbiamo un vago dubbio etico su questa meccanica, ma — ehi — questo è pur sempre l’anno in cui Fallout ha deciso di spettacolarizzare senza remore le bombe nucleari, alzando parecchio l’asticella del consentito.

Intanto, gli sviluppatori sono già impegnati a negare di aver voluto prendere una qualsiasi posizione politica inserendo i cambiamenti climatici nel videogioco, perché “non vogliamo prendere posizioni politiche: fa anche male agli affari,” come ha detto di recente un dirigente Ubisoft. “Non penso che [la cosa] equivalga a prendere una posizione politica” ha dichiarato il produttore di Civilization 6 Dennis Shirk a Eurogamer, concludendo “vogliamo solo che il nostro videogioco rifletta lo stato attuale della scienza.” Che — in un mondo in cui la Sapienza di Roma ospita una conferenza di negazionisti climatici — suona proprio un po’ come una presa di posizione. Oh, be’.

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