alcol

Se da ubriaco sei insopportabile, non è perché sei ubriaco—è che sei proprio insopportabile

L'idea che esista una nostra "personalità alcolica" è piuttosto radicata, ma è davvero così?
Paul Douard
Paris, FR
19 giugno 2017, 7:11am

Siamo sinceri: l'alcol ci rende tutti piuttosto stupidi. E non c'è niente di strano nel constatarlo, sapendo che uno degli effetti del suo consumo è il rallentamento delle comunicazioni tra i neuroni. Un bicchiere dopo l'altro, le vostre facoltà intellettuali si dissolvono in vodka tonic al petrolio di pari passo con la dignità. A questo stadio, l'idea di mettere le mani dietro al bancone e tentare di servirvi da soli sembra completamente appropriata. E quando verrete buttati fuori dal locale e individuati come la principale causa del fallimento della serata, i vostri amici diranno ingenuamente che da ubriachi siete sempre un po' così, difficili da gestire. Solo che non è vero, perché probabilmente insopportabili lo siete sempre, tutti i giorni, a ogni ora del giorno, senza che l'alcol abbia grosse colpe.

Più o meno un mese fa su Clinical Psychological Science è stato pubblicato uno studio che si propone di rispondere alla domanda "L'alcol ci rende davvero persone diverse?". Un po' come le persone che sono convinte di "pensare meglio" dopo aver fumato dell'erba, quando beviamo agiamo effettivamente con un'altra personalità? Secondo Rachel Winograd del progetto Missouri Opioid/Heroin Overdose Prevention & Education, la risposta è no. Nello studio è stato chiesto a 156 persone di descrivere il loro comportamento di tutti i giorni e quello che accompagnava i momento di ubriachezza. Dopodiché le cavie hanno dovuto bere (dell'alcol in alcuni casi, delle bevande gasate in altri) e partecipare a vari giochi—permettendo quindi di valutare sia la propria personalità sobria che quella sotto l'effetto di alcol.

Il risultato? Gli stronzi erano stronzi anche da sobri. Basandosi sui giudizi degli osservatori, lo studio evidenzia che le persone ubriache si descrivevano in maniera totalmente diversa rispetto a come erano veramente. Per esempio si ritenevano meno aperti a nuove esperienze, meno inclini a prendere buone decisioni, più nervosi e nettamente più estroversi. Al contrario, gli osservatori sobri non hanno notato in loro particolari cambiamenti rispetto alle personalità sobrie. Qualcuno ha sottolineato maggiore socievolezza in alcuni soggetti, ma niente di più. "Ci ha sorpreso rilevare una tale contraddizione tra la percezione dei bevitori sulla propria personalità in stato di ebbrezza e quella di chi li osservava," mi ha spiegato Rachel Winograd.

Così, anche se ovviamente sotto l'effetto dell'alcol siete tendenzialmente più loquaci, in fondo siete sempre la stessa persona. Non una versione più simpatica, intelligente e spassosa di voi. Voi siete sempre Marco, contabile in una società di autonoleggio auto e abbonato a una serie di riviste che finiscono puntualmente sul mobiletto del bagno vicino al water. È la triste realtà. La ricercatrice, però, mette le mani avanti: "Bisogna innanzitutto prendere in considerazione i limiti metodologici di questo studio, il fatto che i soggetti potessero non essere sufficientemente brilli e le capacità naturalmente limitate degli osservatori nel percepire differenze anche piccole nelle personalità di un gruppo di perfetti sconosciuti." Questo perché i soggetti non si conoscevano prima di partecipare all'indagine—e sappiamo quanto possa essere complicato giudicare la personalità altrui in poco tempo (in caso contrario, considereremmo lo speed dating un metodo efficace. O forse no).

Al di là di questi limiti, lo studio sembra però andare contro un grosso mito. Come mi spiega Winograd, "La convinzione che una persona si 'trasformi' sotto l'effetto dell'alcol è molto diffusa nelle varie culture del mondo, sia tra bevitori che tra non bevitori. Ciò che cambia a livello culturale è la normatività dell'ubriachezza: ogni parte del mondo ha sue regole relative al comportamento di persone in stato di ebbrezza."

"Prima di questo studio la comunità scientifica non aveva mai esplorato gli effetti dell'alcol sulla 'personalità' dei singoli, e ciò nonostante la convinzione di cui sopra circa l'esistenza di una nostra 'personalità alcolica'," conclude Rachel Winograd. In sostanza, i bevitori non possono nulla di fronte al CH3CH2OH, ovvero l'etanolo—che agisce sulle sinapsi e vi rende più disinibiti, falsa le informazioni trasmesse al vostro cervello e vi spinge a ballare tutti soli sul tavolo nel bel mezzo di un locale.

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