Marco Mendia ha fotografato dieci anni di graffiti in Italia e in Europa
Tutte le foto per gentile concessione di Marco Mendia

Marco Mendia ha fotografato dieci anni di graffiti in Italia e in Europa

Tra gallerie della metropolitana e magazzini abbandonati, Marco Mendia ha seguito e fotografato i writer adolescenti di tutta Europa.

Questo articolo è apparso originariamente su VICE US.

Fare irruzione nei tunnel e vandalizzare i treni è stato il pane quotidiano del fotografo italiano Marco Mendia per un decennio buono. Prima di fondare uno studio di design a Milano, Mendia ha girato l'Europa con i giovani writer per cui le linee della metropolitana erano parchi giochi da esplorare, dipingere e fotografare. L'hanno fatto dai primi anni Duemila al 2015, per la maggior parte senza incidenti.

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Mendia è entrato nella scena dei graffiti a 14 anni ma è stato solo a 16 che il suo interesse si è spostato dallo scrivere il suo nome sui muri al fotografare i posti in cui gli altri dipingevano. "Ogni posto ha qulcosa di particolare," ha spiegato a VICE. "A Vienna ad esempio i tunnel sono puliti e ben illuminati, perfetti per i graffiti e la fotografia." Ma la sua città preferita è Parigi. "Adoro i tunnel parigini. Mi piace la loro forma. Sono molto larghi, è gigante lo spazio là sotto."

Nel 2015 Mendia è stato arrestato a Milano, mentre scattava foto, e poco dopo è stato arrestato di nuovo a Parigi. "In carcere ho perso ho avuto una crisi di fiducia," ha detto. "Quando ero più giovane mi piaceva scappare dalla polizia. Crescendo è diventato meno divertente." Oggi, a 28 anni, alcuni amici di Mendia fanno ancora graffiti. Altri invece hanno carriere avviate nel mondo dell'arte e della moda.

Mendia ha deciso di auto-pubblicare le sue foto per preservare l'atmosfera giovane e spericolata che contraddistingueva i graffiti prima che arrivasse Instagram. "Una volta i posti avevano un ché di segreto. I social hanno cambiato tutto," ha detto. "Ora i writer cercano di rubarsi a vicenda i posto migliore." Un tunnel della metro poco sorvegliato o un magazzino abbandonato un tempo erano un segreto da conservare gelosamente e da condividere solo con gli amici più stretti. Oggi invece i writer vanno tutti negli stessi posti che scoprono online. "Da un certo punto di vista, ovviamente è peggio," ha detto. "Quando è tutto a portata di mano, diventa tutto mainstream."

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Qui sotto ci sono alcune tra le migliori foto di Mendia. Gli abbiamo chiesto ad aggiungere delle didascalie ad alcune di esse per fornire un po' di contesto, ma non ci sono hashtag né filtri né geolocalizzazione e lui non ci ha detto esattamente dove sono state scattate.

"Voglio dedicare quest'intervista ai fratelli con cui ho condiviso i momenti peggiori e migliori del writing," ha aggiunto Mendia. "Avido 031, Zoow 24m e Hers & Sancho. Fratelli per sempre."

Eravamo a Milano, sulla linea rossa, un posto dove andavamo sempre. Dopo un po' hanno installato una telecamera di sorveglianza per cercare di prenderci. Siamo andati a pittare una notte e dopo pochi minuti abbiamo sentito una voce dagli altoparlanti che ci chiedeva di andare via. Prima di scappare abbiamo trovato la telecamera e l'abbiamo spaccata e portata via. Poi non sapevamo che farcene. Mi sa che qualucno di noi se l'è tenuta come fermacarte.

Questo poliziotto ce l'aveva con me, mi stava gridando, "Te la spacco la macchina fotografica!" Ero a Barcelona con una crew di amici e loro stavano facendo tag e bombing in pieno giorno. Era estate e l'area era piena di gente, soprattutto turisti. Qualcuno aveva chiamato la polizia e questo tizio era arrivato in moto ed era venuto verso di noi. Mi sono messo a correre ma a un certo punto mi sono girato, l'ho guardato e ho fatto la foto. Solo dopo averla scattata ho realizzato cosa stava succedendo. Ma ne sono uscito tutto intero e anche la macchina fotografica.

Abbiamo trovato questo cagnolino sul retro di un deposito a Bucarest. Aveva bisogno di aiuto perché un treno l'aveva travolto e ferito. Ci siamo presi cura di lui comprandogli da mangiare al supermercato e portandoglielo in yard. L'abbiamo fatto per una settimana circa, corrompendo la sicurezza con soldi, birre e sigarette perché ci lasciassero entrare a dipingere.

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