Morrissey difende Weinstein e Spacey ed è contro il multiculturalismo

Secondo Morrissey, le accuse di molestie sessuali che stanno dominando i media "non sono molto credibili" e Berlino sarebbe "la capitale degli stupri".
Elia Alovisi
traduzione di Elia Alovisi
IT
20 novembre 2017, 11:33am
Fotografia via Flickr.

Morrissey ha di nuovo espresso un'opinione poco condividisibile. L'ex cantante degli Smiths ed eroe dei romantici di mezzo mondo è nel mezzo della promozione del suo nuovo album solista Low in High School, e sta quindi rilasciando diverse interviste—il che gli dà molte opportunità di dire cose sgradevoli.

Ieri, in un'intervista con Juliane Liebert del giornale tedesco Der Spiegel, si è superato. Ha risposto a domande sulle accuse di stupro e molestie contro il regista Harvey Weinstein e l'attore Kevin Spacey con tutta la decenza di un uomo che in passato ha definito i cinesi una "sotto-specie".

L'articolo è stato pubblicato originalmente in tedesco, quindi la traduzione è un po' macchinosa.

SPIEGEL: Dato che siamo a Hollywood, hai seguito il dibattito su Harvey Weinstein, Kevin Spacey e #MeToo?
Morrissey: Sì, fino a un certo punto, ma poi è diventata una farsa. Improvvisamente sono tutti colpevoli. Chiunqua abbia mai detto "mi piaci" a qualcun altro sta venendo all'improvviso accusato di molestie. Queste cose vanno considerate all'interno delle relazioni in cui sono accadute. Se non posso dire a nessuno che mi piace, lui come può saperlo? Ovviamente ci sono casi estremi, lo stupro è qualcosa di disgustoso, ogni attacco fisico è ributtante. Ma dobbiamo considerare tutto in termini relativi.

Morrissey avrebbe potuto aggiustare il tiro nella risposta successiva, e invece:

Che cosa pensi del fatto che Spacey sia stato rimpiazzato in un film che stava girando e di cui era uno dei protagonisti?
Credo sia ridicolo. A quanto ne so, era in una camera da letto con un quattordicenne. Kevin Spacey aveva 26 anni e il ragazzino si stava chiedendo dove fossero i suoi genitori. Viene da chiedersi se il ragazzino non sapeva quello che sarebbe potuto succedere. Non so te, ma io non mi sono mai trovato in situazioni simili da piccolo. Mai. Ho sempre saputo quello che poteva succedere. Quando ti trovi nella camera da letto di qualcuno, devi sapere quello a cui può portare. È per questo che non mi sembra molto credibile. Mi sembra che Spacey sia stato attaccato inutilmente.

Liebert ha poi chiesto a Morrissey in che modo tutto questo si legava alla questione Weinstein, e lui ha risposto che le vittime di stupro e molestie "sanno esattamente quello che può succedere, e fanno finta di niente. Poi si sentono imbarazzate, o che non gli è piaciuto. E poi la rivoltano, dicendo di essere state aggredite, sorprese, trascinate in una stanza. Ma se tutto fosse andato bene e ci avessero cavato fuori una grande carriera, non ne avrebbero mai parlato."

È notevole come Morrissey continui a calcare la mano su argomenti sensibili, anche quando la giornalista non gli chiede esplicitamente di esprimersi a riguardo. La conversazione cambia direzione per un po'; la Liebert pressa Moz su questioni di politica globale, sulla Brexit e sull'"establishment" senza provocarlo particolarmente. Lui, però, sfrutta comunque l'occasione per un'uscita razzista. Liebert gli chiede se Angela Merkel possa essere considerata "la madre dell'Europa". E lui risponde,

Bé, è abbastanza intelligente da non parlare troppo. Resta zitta, il che è molto interessante. Ma sono molto triste che Berlino sia diventata la capitale degli stupri.

Morrissey continua specificando che la causa della sua definizione di Berlino come "capitale dello stupro" siano "i confini aperti". E poi,

Quindi sei contro l'accoglienza per i rifugiati?
Ok, parliamo di multiculturalismo. Voglio che la Germania sia tedesca. Voglio che la Francia sia francese. Rendendo tutto multiculturale si perderà ogni forma di cultura. Tutti i paesi europei hanno combattuto per la loro identità per molti, molti anni. E ora la stanno gettando via. Penso sia triste.

:(

[Nota del traduttore: trovate un'interessante analisi della visione errata che molti inglesi e americani hanno dell'immigrazione in Germania_ in questa puntata di This American Life, in cui il giornalista Brian Reed ha visitato due piccole cittadine in Alaska che si stavano scannando sulla questione dei rifugiati nonostante sia virtualmente impossibile che dovranno mai accoglierne. Reed parla con un ragazzo del luogo, Ben, e gli dimostra come le sue convinzioni sugli immigrati e sugli stupri in Germania—sviluppate leggendo interpretazioni di siti faziosi come Breitbart—siano errate, facendolo parlare con un giornalista della BBC che vive in Germania e gli fa praticamente un debuking in diretta.]_

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