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L’ultimo esorcista

Don Gabriele Amorth si mangia Satana a colazione.
27.1.12

La Garbatella, a Roma, potrebbe essere definita un “quartiere popolare” soltanto da quelli che non l’hanno mai vista. Edificata nel 1920 per volere del re Vittorio Emanuele III con l’obiettivo di ospitare i circa 50.000 agricoltori trasferitisi in città dopo la Prima Guerra Mondiale, la Garbatella somiglia più all’interpretazione italiana di una città-giardino inglese che a un cumulo di caseggiati popolari a canone fisso—percorrendola, ci si imbatte in piccole chiese a ogni incrocio, giardini privati ornati di palme e villette in stucco rosso abitate da orgogliose famiglie operaie di sinistra. A completare il quadro, come in ogni altro angolo di Roma, una fitta popolazione di gatti randagi. In giornate come queste, illuminata dal sole di una limpida mattina di novembre, la Garbatella somiglia molto al paradiso. Siamo contenti di essere qui. Il gatto nero che ci passa davanti al nostro ingresso nell’ufficio di don Gabriele Amorth, presidente dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, conduttore della trasmissione Un esorcista racconta su Radio Maria e principale antagonista mondiale del Diavolo, sembra quasi un segno dall’alto. Attenti, il male è ovunque. Un velo di preoccupazione si posa sulle nostre spalle improvvisamente fattesi più strette. Massimiliano, il cameraman, si produce nella classica toccata per scongiurare la cattiva sorte, mentre Gilda, la fotografa, mormora un ‘mortacci tua.

Dai contatti delle settimane precedenti con gli assistenti di don Amorth sappiamo che il religioso è appena uscito dall’ospedale e l’udito e i muscoli delle gambe sono fortemente compromessi. Del resto, la prossima volta che don Amorth si troverà davanti una torta di compleanno, le candeline da spegnere saranno ben 87. Entrati nella Società San Paolo—un istituto religioso riconosciuto dal Pontefice, rivolto alla diffusione del messaggio cristiano attraverso i moderni mezzi di comunicazione—dove don Amorth riceve gli ospiti, ci aspettiamo dunque di trovare un anziano quasi sordo, che cammina a fatica. Un uomo fragile. Invece, ad aspettarci è un uomo sì anziano, quasi sordo e che cammina a fatica, ma tutt’altro che fragile. Ci saluta aprendo di scatto la porta dietro alla quale si nasconde, mentre con un largo sorriso esclama, “Cucù!”

Padre Amorth è un uomo che ha dedicato l’ultimo quarto di secolo alla lotta contro il Diavolo in persona. È un uomo che due giorni prima di incontrarci ha avuto le palle—o la sconsideratezza—di dichiarare pubblicamente che i buoni cattolici non dovrebbero leggere Harry Potter (reo di satanismo) o praticare yoga, perché, queste le sue parole, “si pensa di farlo per lo stretching, ma in realtà porta all’induismo.” Ammesso che non si tratti di un’espressione troppo volgare per una figura religiosa, definirei don Gabriele Amorth come il Padre con il più grosso paio di palle in circolazione.

Don Amorth ci mostra alcuni dei libri che ha scritto e una borsa di chiodi e ferraglia espulsa dai posseduti durante gli esorcismi. Ne ho anche preso in mano qualcuno, disgustando il cameraman.

Nel corso della sua vita, don Amorth ha compiuto più di 70.000 esorcismi—“Dopo i 70.000, ho smesso di contarli,” ripete spesso. Ma, attenzione, non stiamo parlando di 70.000 persone, quanto di 200-300 sessioni di esorcismo che hanno coinvolto tra i 2.000 e i 4.000 individui. “Ricordatevi che, il più delle volte, per arrivare alla liberazione ci vogliono anni di esorcismi, anche col ritmo di uno alla settimana. Ripetizioni, tante ripetizioni. È la chiave del successo.” La pratica della ripetizione, per padre Amorth, non si applica solo agli esorcismi: a quanto dice, le interviste da lui concesse sono più di 300.

Osservandolo entrare nella stanza avvolto in una tonaca nera, noto che ha con sé una valigia di pelle. Subito dopo aver avvicinato uno sgabello alla poltrona su cui nel frattempo si è seduto, inizia a disfarla: contiene la maggior parte dei suoi libri—ne ha scritti dieci, tradotti in ben 40 lingue—e una copia di Madre di Dio, mensile di studi mariani di cui per molti anni è stato direttore. Dopo aver sistemato i libri sulla scrivania, estrae i ferri del mestiere: gli strumenti da esorcismo e un sacchetto di chiodi, bulloni e altri pezzi di ferraglia apparentemente usciti dalla bocca—o da altri orifizi, spiega—degli esorcizzati. “Nel corso dei miei esorcismi ho raccolto due chili di metallo rigettato dalle persone possedute dal Diavolo. A volte escono dal retto. Ho trovato anche dei pezzi di vetro. Ma devo fare un appunto: ho toccato queste cose con le mie stesse mani, e posso assicurare che si materializzano soltanto una volta uscite dalla bocca. Non c’è traccia di saliva o sangue. Se uno avesse fatto i raggi alla persona prima dell’esorcismo, non sarebbe riuscito a rintracciare questi frammenti. Prendono forma dal nulla, a pochi millimetri dalle labbra, anche se spesso gli esorcizzati mi confessano di riuscire ad avvertire il dolore che provocano nelle viscere.”

“Un esorcista si occupa di benedire le persone che hanno bisogno di liberarsi da disturbi di carattere malefico,” continua. “Ma prima di tutto dobbiamo tenere conto che il Demonio esiste. Chi non crede nella sua esistenza gli fa un favore. È proprio quello che lui vuole che crediamo. E, in quel caso, l’esorcismo è inutile. Ma,” dice facendosi serissimo, “lui esiste. Si fidi di quello che le dico. È qui.” Annuisco preparandomi per un’altra domanda, ma il suo udito traballante gli riconsegna immediatamente il turno di parola. “Il Demonio ha due attività, una ordinaria e una straordinaria. La sua attività ordinaria è quella di tentare l’uomo al male, di farlo cadere nel peccato, di spingerlo a infrangere le leggi di Dio. Ma il Diavolo è un puro spirito, è una forza che agisce dentro la persona, per cui chi è soggetto alla tentazione non si rende conto di ciò che gli sta accadendo, e crede si tratti di impulsi interiori. Questa è l’attività ordinaria. Quella straordinaria—che in quanto tale si manifesta raramente,” conclude, “è di produrre mali di carattere demoniaco, che io divido in quattro gruppi.”

Don Amorth ha stilato una classifica dei mali demoniaci che possono colpire l’uomo. In cima c’è la possessione, ovvero quando Satana “penetra il corpo del posseduto, e quest’ultimo sembra vivere con un demonio dentro. Come dicevo, il Diavolo è puro spirito, una forza che agisce dentro la persona, che si serve della bocca del posseduto per parlare, delle sue energie per muoversi... È una forza che dimostra di sapere tutte le lingue del mondo, di conoscere cose oscure, di conoscere il futuro. Oltre a questo, possiede una forza sovrumana. A volte ho bisogno anche dell’aiuto di cinque persone per tenere fermo il posseduto, mentre il Demonio continua a dimenarsi, sputare, bestemmiare e dire altre blasfemie.”

Il secondo tipo di male demoniaco è l’ossessione, o il tormento. In questo caso, il Diavolo non entra direttamente nel corpo di una persona, ma la disturba dall’esterno. “Prendiamo Padre Pio: veniva malmenato e buttato giù dal letto dal Demonio ogni volta che stava per addormentarsi, ma non era indemoniato. Era tormentato. La vessazione, poi, può dare ossessioni diaboliche, instillare nella mente dell’uomo pensieri fissi e assolutamente invincibili in grado di portare all’esasperazione, alla pazzia, al suicidio. Si tratta certamente di un tormento demoniaco.” La terza forma non è molto chiara—a quanto pare, si manifesta quando il Diavolo attacca una persona in maniera ancora più indiretta, attraverso problemi di lavoro, amore, salute. Siccome la diagnosi è complicata, spesso Amorth si avvale della collaborazione di psichiatri e altri medici. “È estremamente importante individuare la natura delle sofferenze, capire se essa è diabolica o naturale. Quando mi portano una persona e capisco che potrebbe essere affetta da questo tipo di male, la prima cosa che faccio è mandarla dai dottori. Se questi non diagnosticano nulla—o se i rimedi da loro forniti sembrano sortire l’effetto opposto a quello sperato, come sonniferi che fanno stare svegli—, allora è possibile sia necessario un esorcismo.” Il quarto tipo è dato dalle classiche infestazioni. Ma non riguarda soltanto le case. “Il Demonio può infestare case, oggetti, persino animali.”

Una boccetta di acqua santa che Don Amorth usa durante gli esorcismi, e il suo crocefisso, l’arma contro il Diavolo, potenziato da una medaglietta di San Benedetto, patrono degli esorcisti.

A questo punto, non posso fare a meno di chiedermi quali siano i sintomi di una possessione e come possa Amorth comprendere quando entri in gioco l’influenza demoniaca. “Si fa un esorcismo a scopo diagnostico. È l’unico modo per capire se ci siano presenze o influenze demoniache. Potrebbe anche trattarsi di un disordine di origine naturale che deve ancora essere scoperto dalla scienza. Quando inizio l’esorcismo, la persona va in trance, comincia a sputare, urlare, bestemmiare, dimostrandosi intollerante verso simboli religiosi, sacramenti e acqua benedetta. È in quel momento che stabilisco un piano d’azione, e ricorro ai miei strumenti. Uso la mia stola, che è un po’ più lunga di quelle tradizionali. Ne prendo un capo e lo colloco sulla spalla della persona che devo esorcizzare. Poi ho l’acqua benedetta. La tengo in una bottiglia che, una volta svitata, lascia uscire il contenuto attraverso una serie di fori. Possiedo anche un particolare crocifisso con innestata la medaglia di San Benedetto—considerato in via non ufficiale il patrono degli esorcisti. Per ultimo c’è un unguento benedetto. Il Libro ormai non mi serve più, dopo 25 anni lo conosco a memoria. È importante impararlo parola per parola, in modo da avere entrambe le mani libere, per poter tenere fermo il posseduto.”

Chiedo a padre Amorth cosa pensa della rappresentazione hollywoodiana dell’esorcismo. “Sono molto grato a William Friekdin, il regista de L’esorcista. In un periodo in cui quello strano animale che è l’esorcista era bene o male scomparso dall’immaginario collettivo, il film l’ha fatto riscoprire a tutto il mondo. In radio ho anche partecipato a un programma con padre Candido e Friedkin. Il regista disse ‘Io ho voluto fare un film perché la gente lo vedesse. Cosa ci sia di vero e di non vero, a me non interessa.’ Ma padre Candido, che un tempo era l’unico esorcista a Roma, aveva approvato la pellicola, soprattutto la serietà con cui era stata realizzata.”

Un uomo così preoccupato dalle tentazioni del Diavolo si sarà fatto un’opinione sul recente caos politico italiano, fatto di indagini sulla prostituzione minorile e feste a tema erotico organizzate da nani miliardari che sembrano davvero posseduti. Mi faccio avanti, e lui risponde, “Oggi cerco di stare fuori dalla politica. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, a Modena, sono stato tra i fondatori della DC, insieme ad Andreotti. Ma è passato molto tempo da allora. Posso solo dire che all’inizio il partito era pulito, molto pulito. I politici mi correvano dietro, ero giovane e svolgevo le funzioni di vice-segretario di Azione Cattolica. Ero in grado di mobilitare i giovani, e tanti mi chiedevano favori promettendomi incarichi di vario tipo all’interno dei Ministeri. Dicevano che mi avrebbero pagato per non fare niente. Ma ho sempre pensato che non fosse la mia strada, dicevo ‘Non voglio rubare lo stipendio a nessuno.’ Così ho lasciato. Ma ciò che sta succedendo oggi è ovvio. Stiamo vivendo un momento disastroso, l’economia mondiale è sul punto di collassare. Sono rimasto sconvolto dal vedere la gente votare a favore del divorzio o dell’aborto. E ora, guardi dove siamo. Si è voluta costruire una comunità senza Dio, e senza Dio al primo posto l’uomo non regge, così come non regge la famiglia, non regge la nazione, non regge niente. Niente. Basta pensare alle guerre, ai disastri naturali, ai terremoti, agli tsunami. E questo è solo l’inizio, l’antipasto. Quello che verrà sarà molto peggio. Sono ottimista riguardo al futuro, ma so che ci sarà una stangata. Queste persone verranno giudicate—queste persone che vogliono costruire un mondo senza Dio, verranno giudicate.”

Ed è in quel momento che abbiamo tolto il disturbo.

@yestimsmall

La video intervista a Gabriele Amorth sarà disponibile prossimamente su VICE.com.