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Cultura

Striscia la notizia esiste ancora, ma non è una sorpresa

Tendiamo a dimenticarci dell'esistenza di Striscia la Notizia perché pensiamo che nessuno la guardi, ma naturalmente Striscia è sempre stata lì.
04 marzo 2015, 4:17pm
​Striscia la notizia
Striscia la notizia.

Aggiornamento del 04/04/2020: A seguito del servizio incentrato sull'aspetto della corrispondente Giovanna Botteri e la sua centratissima risposta, a cui Striscia la notizia ha controbattuto spiegando—in maniera piuttosto imbarazzante—che l'obiettivo era difenderla dagli haters, riproponiamo questo articolo dai nostri archivi.

La capacità di visione selettiva che sviluppiamo negli anni grazie agli studi e alle relazioni interpersonali ha per lo più lo scopo di proteggerci dal sovraccarico di informazioni che ci circondano, le quali probabilmente avrebbero un effetto paralizzante se visualizzate correttamente tutte insieme. Come ci si potrebbe godere in modo legittimo un qualsiasi cocktail annacquato in un qualsiasi bar conservando perennemente la coscienza precisa dei milioni di persone che muoiono ogni minuto per malattie incurabili? O di quanta gente ci odia? O di quanti elettori ha il Movimento 5 Stelle? Non si potrebbe.

Ogni tanto però le cose diventano particolarmente orribili nell'implorare la nostra attenzione e riescono anche solo per un momento a strapparci dal nostro noiosissimo monologo interiore. Insomma, ogni tanto ci ricordiamo improvvisamente dell'esistenza del male nel mondo e decidiamo di rispondere a esso compatti e bellicosi nella nostra inutilità.

Infatti, così come ci siamo recentemente ricordati della libertà di stampa e della legislazione sul lavoro, a ogni nuovo 'scandalo' ci ricordiamo anche dell'esistenza di Striscia la notizia e reagiamo indignati a questa nuova, fastidiosa consapevolezza, difendendo a testa alta e voce fiera il nostro diritto a ottenebrarci settimanalmente.

La verità è che tendiamo a dimenticarci dell'esistenza di Striscia la notizia. In onda dal 1988, Striscia la notizia è una creazione di Antonio Ricci nonché un prodotto particolarmente longevo, che può contare su una base di spettatori massiccia e imperturbabile che negli anni ha accompagnato il programma attraverso governi tecnici e maxiprocessi senza mai neanche uno starnuto.

A livello formale Striscia si presenta come un programma a metà fra l'intrattenimento e il giornalismo d'inchiesta. Una sorta di approfondimento satirico delle news che altrove è tutt'ora un format estremamente contemporaneo e malleabile, uno strumento di critica molto forte ed efficace che però nelle nostre italiche e goffe manone si trasforma ineluttabilmente in uno spettacolino piuttosto prevedibile in forme e contenuti.

Il giornalismo d'inchiesta di Striscia prende sempre un accento populista di "smascheramento" delle dinamiche del potere, mantenendo però il discorso investigativo a un livello triviale e demagogico. L'inchiesta è spesso condotta da personaggi con un mantello sgargiante e uno sturalavandini fissato al cranio e personaggi generalmente dalla degradante immediatezza comica. Gli storici scoop della trasmissione hanno riguardato imbonitrici televisive, sprechi e malfunzionamenti a livello amministrativo regionale e vari imbrogli e complotti inerenti questioni di interesse nazionale come il vincitore di Sanremo o la genuinità nell'assegnazione dei premi della trasmissione della Rai coi pacchi.

Negli anni un sacco di persone si sono impegnate a dipingere come ambiguo e spigoloso il rapporto di Striscia la notizia con il "potere" o con il suo editore, mentre a me sembra cristallino che si tratti di un format assolutamente e volutamente innocuo.

Similmente alle Iene, Striscia la notizia accontenta un bisogno piuttosto immediato e viscerale di "giustizia" e di "sputtanamento" del malfattore. Neanche per un momento nello spettatore viene stimolata la riflessione sullo stato di cose descritto—spesso orribilmente tipico della nostra pubblica amministrazione e realmente meritevole di essere condiviso—né mai viene in qualche modo suggerita attraverso la caratterizzazione satirica del potente o del politico, una reale intenzione provocatoria che vada oltre la canzonatura infantile. È tutto un alienante e orwelliano ondeggiare fra appalti andati in malora, culi, multe, tette, problemi cognitivi in generale, tutto totalmente svuotato di aggressività o di un qualsiasi tipo di forza espressiva.

Anche se non sembra, questo non sarebbe necessariamente un male. Non è obbligatorio che l'intrattenimento televisivo sia engagé o anche solo intelligente. Il problema principale di Striscia la notizia è che illumina a giorno la mancanza di un vero gonzo journalism italiano e contemporaneamente rosicchia il significato stesso di parole come "satira" imponendo all'attenzione di un pubblico vastissimo una versione pastorizzata, umiliante e pornografica di una relazione così complessa e stratificata come quella dell'informazione satirica con il potere.

La platea che raggiunge Striscia la notizia è così vasta da permettergli di dare un contributo effettivo all'interpretazione popolare dei fatti politici e di cronaca, usando la propria influenza su un pubblico mediamente non abbastanza informato, scarnificato da una infinita giornata lavorativa di merda e pronto ad assorbire ogni singola, maliziosa sfumatura con la stessa prontezza e dedizione con cui io mi sforzo di assorbire ogni bevanda alcolica che incontro sulla mia strada.

In entrambi i casi è abbastanza malsano, nel caso di Striscia la notizia è anche abbastanza pericoloso per noi tutti. In realtà è un'ottima notizia che, come nei tempi d'oro, Striscia si sia ridotta a inficiare il lavoro dei propri colleghi pur di raccattare un fondino di attenzione dalla società civile. In qualche modo dimostra un'insicurezza e una perdita anche di quella linea editoriale minima che caratterizzava il programma. Volendo essere (molto) ottimisti lo si potrebbe considerare come un segno di decadenza, ma la verità è che Striscia conserva ancora una fascia d'ascolto altissima e se la regna quotidianamente nei dati auditel e dentro le teste delle persone, dove c'è il Gabibbo che fa lo spelling dei paroloni come "indignazione" e "corruzione".

In ogni caso Striscia la Notizia non morirà mai, le persone non si stancano mai di rivalsa spicciola esattamente come non si stancano mai di essere rassicurate, quando guardano la televisione, quando votano e quando fanno qualsiasi cosa in generale.

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Il post è stato rivisto in data 04/04/2020.