News

Se dobbiamo stupirci per l'intervento di Bondi sulle unioni civili

Proprio quando sul tema delle Unioni Civili pensavamo di aver sentito tutto, è arrivato l'intervento in Senato di Sandro Bondi. Eppure, Il fatto che in Italia un discorso ragionevole venga usato come provocazione non è proprio positivo.
30 gennaio 2016, 3:22pm

L'Italia è arrivata alla discussione sulle Unioni Civili, e questo, prima o poi, c'era da aspettarselo. Da lì in poi, tutto quello che è successo è parte di un copione che qualsiasi persona avrebbe potuto scrivere: gli infiniti rinvii, le polemiche, l'ala cattolica del PD che fa ostruzionismo, la chiesa che fa la chiesa, le manifestazioni e le contro manifestazioni. Tutto prevedibile.

Poi, però, è arrivato l'intervento di Bondi sul ddl Cirinnà. Il discorso è stato fatto dal senatore—a lungo politico di Forza Italia e oggi nel gruppo misto di Denis Verdini—il 28 gennaio, il giorno in cui la discussione sul ddl è arrivata in Senato. Da allora, l'attenzione sull'intervento è costantemente cresciuta e Bondi si è guadagnato la reazione positiva di vari gruppi LGBT.

Nei sei minuti e mezzo d'intervento, il senatore—"un cristiano pieno di dubbi"—va ben oltre all'esprimere il suo appoggio al ddl, che, dice "renderà finalmente l'Italia un paese più civile e più moderno" con "uno stato più laico." Pone l'attenzione sull'arretratezza italiana, riconoscendo che "quello dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e della possibilità di adottare figli tra non molto sarà un fatto normale," affronta il tema della famiglia, che "si sta trasformando," e dichiara che "la vita reale manda in frantumi i nostri pregiudizi e le nostre convinzioni."

Si schiera poi a favore delle adozioni tra persone dello stesso sesso e auspica che la legge venga migliorata con "qualche buon emendamento," aggiungendo che "se anche i sacerdoti potessero sposarsi comprenderebbero meglio cosa è una famiglia."

Insomma, un discorso di buon senso—ed è proprio quel buon senso che nella politica italiana non ti aspetti e che specialmente non ti aspetti da una persona come Sandro Bondi.

Nonostante infatti il senatore (che dal 1994 al 2015 è stato con Berlusconi, a cui ha fatto da spalla destra e cortigiano) già tempo fa si fosse espresso a favore delle unioni civili, fino ad adesso molti se ne ricordavano principalmente per i lirismi e la sensibilità espressi nei sonetti per Silvio Berlusconi, oltre che per Brambilla, Cicchitto e Mamma Rosa.

Tra chi in queste ore ha condiviso il video del suo intervento, la reazione più comune è stata la sorpresa: possibile che Bondi, quel Bondi, avesse detto una cosa del genere?

Ma forse a dover sorprendere non è tanto che Bondi abbia detto qualcosa di sensato, quanto il fatto che in un Paese come l'Italia un discorso ragionevole possa essere utilizzato come provocazione.

Segui Flavia su Twitter

Segui la nuova pagina Facebook di VICE Italia: