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Vice Blog

Cosa succede a Gimli, Nuova Islanda

10.3.10


Gli islandesi stanno invadendo la provincia di Manitoba. Quell'isola un tempo affascinante, ora ufficialmente sommersa dai debiti, sta perdendo i suoi abitanti a vista d'occhio: sono 100 anni ormai che si trasferiscono poco alla volta in Canada, e ora Manitoba ospita circa 88000 "goolies" (un termine offensivo per indicare i canadesi islandesi, probabilmente coniato dai loro rivali d'immigrazione, gli ucraini), il che è una cosa da pazzi perché sono praticamente un terzo dell'intera popolazione islandese.

Gimli è una cittadina a nord di Winnipeg ed è più che altro nota per essere un luogo di mare, un bel posto in cui fare una gita di un giorno e dove visitare i migliori resti archeologici manitobiani. Circondata dai contadini conservatori di Manitoba, Gimli spunta fuori come un pollice bianco nella mano di un nero. È un territorio vichingo e i suoi abitanti sono ben orgogliosi di questa reputazione. Ma per conoscere meglio questa stramba sottocultura della pianura canadese, una cultura di cui sono un fiero rappresentate, bisogna sapere qualcosa in più della madre patria: l'Islanda.

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Gimli è diventata Nyia Iceland (Nuova Islanda) nel 1875 quando gli islandesi, menandosela per il loro livello di alfabetizzazione, si sono messi veramente a discutere se era il caso di mollare tutti i figli per i libri nel momento in cui avrebbero dovuto far fagotto e andarsene dalla loro isola in bancarotta.

L'Islanda è famosa per la sua cucina di carni dure e torte di San Valentino a strati, per le sue tendenze secchione, la mitologia scandinava e le saghe islandesi. Nonostante ci sia una Chiesa Luterana Nazionale d'Islanda, la maggior parte degli islandesi si considera membro di Ásatrúarfélagið (l'associazione di Asatru), che in sostanza significa, con le parole del regista locale Guy Maddin, "una massa di pagani che singhiozza senza sosta".

Le tradizioni e i credi pagani sono onnipresenti nella cultura islandese. Le leggende dell'oltretomba sono state tramandate di generazione in generazione, soprattutto grazie a donne come Elva Simundsson. Perfetta islandese e cittadina di Gimli, dopo avermi riscaldato con una tazza di caffè mi ha raccontato, senza un accenno di umorismo, le storie della popolazione degli Huldufolk nell'area della Nuova Islanda.

Cose che ho saputo da Elva: gli Huldufolk (il Popolo Nascosto o Alfar—che significa "elfi") vivono in una dimensione parallela alla nostra. Sono tutti molto ben vestiti, sono comandati da una regina, amano il colore blu e vivono nelle rocce. Non all'interno di un ammasso roccioso, non sotto le rocce, ma nelle rocce. Quando le ho chiesto se li aveva mai visti di persona, mi ha risposto, "No, ma questo non significa che non esistano—questo non è l'unico mondo esistente anche se noi siamo così arroganti da credere il contrario.

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Gli Huldufolk non costituiscono solo una forte componente della cultura islandese, influenzano anche fortemente le scelte nel campo delle infrastrutture islandesi. Non sarebbe carino gettare fiumi di cemento su un villaggio di gente invisibile, no?


Indagando ulteriormente sulla faccenda del Popolo Nascosto, mi è stato detto di andare alla "scuola normale" di Gimli per saperne di più. Ora ospita gli uffici del comune, ma un tempo era una scuola elementare e anche casa di alcuni Huldufolk che emigrarono con i primi coloni. Celebrità locali come Snorri e Sneibjorn volevano abitare su quel terreno e tentarono di demolire l'edificio, quindi tolsero un primo mattone dal centro della struttura (sperando che crollasse tutto). Ma non andò così, e Snorri e Sneibjorn pensarono che gli elfi stavano tenendo in piedi la scuola. Ora, gente invisibile che vive sotto gli edifici tenendo in ostaggio dei bambini, è tendenzialmente uno scenario da incubo, ma non a Gimli! Invece di rimettere a posto il mattone o piantarla di credere negli elfi, hanno lasciato il buco del mattone mancante, considerandolo come un promemoria perenne dell'esistenza degli Huldufolk, anche se non si vedono.

Questa è Bryna Thoren, una carinissima cittadina islandese di Gimli. Con una faccia serissima (starsene per i fatti propri è un tratto comune degli islandesi), stava portando il pesce locale, l'hardfiskur (si pronuncia harthfiskur) alla sua Amma (nonna). Hardfiskur è un pesce bianco essiccato che si può apprezzare al meglio ricoperto di burro. Lo si trova come snack in ogni drogheria del paese, compresa la nuova e sfavillante (ed unica catena) Sobey's.

Sullo sfondo si vede il monumento del villaggio, la statua di un vichingo alta 15 metri, una delle mete favorite dei turisti. I ragazzini locali si riuniscono qui a bere il Brennevin, un economico liquore islandese che sa di benzina e riunisce le masse ubriache di Manitoba.

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Fare due passi al gelo nei pressi del lago melmoso non è l'unica soluzione di vita notturna che si può scegliere a Gimli. Di sabato sera la maggior parte della popolazione si ritrova al The Viking, l'unico locale simil-discoteca che c'è in città e che attira una grande varietà di clienti, da contadini a mamme single di mezza età.

L'ultimo sabato sera hanno suonato al The Viking queste quattro celebrità locali, The Paps ("Four talented Gimli High School girls in love with rock n roll like woah," dice il loro MySpace). La rudezza del loro nome—prima si chiamavano The Papsmears—non calza perfettamente il loro sound indie rock mainstream, ma sono l'unico gruppo di Gimli, quindi si beccano tutti i concerti che vogliono.

Loro sono Marianne Johansson e Evan Finney. Sono i proprietari e gestori del Gimli Hotel, altrimenti conosciuti "the Oldie." Camminare tra gli abitanti di Gimli, tutti biondi e con gli occhi azzurri, può sembrare come farsi un giro sul trenino degli orrori ed è facile vedere questi due come le pecore nere del paese. La loro stanza degli alcolici era una meta obbligata, all'interno dell'albergo, per aperitivi e porno-hardocore. Si sono sbarazzati del porno ma servono ancora un ottimo borscht. "Siamo il posto più antico della città e siamo qui da più tempo di tutti!" dice Finney. Gli interni non sono mai cambiati, e i tavoli sono tuttora ricoperti con la moquette.

Gimli ospita ogni anno lo Islendingadagurinn, un festival tradizionale islandese e secondo festival etnico del Nord America. In quei giorni la città impazzisce. Il weekend è stracolmo di gare e manifestazioni varie; gli eventi più attesi comprendono i tornei di Frisnock, i villaggi vichinghi e una grande festa. È anche l'occasione in cui incoronano la Fjalkona, la Signorina della Montagna. La donna eletta deve essere molto attiva nella comunità ed essere capace di colmare il vuoto tra gli islandesi e gli abitanti della Manitoba di origine islandese. Indossa un complicato costume tradizionale, carico di simboli islandesi: la corona appuntita rappresenta il ghiaccio, il cappotto verde rappresenta i campi dell'Islanda, e il colletto di pelo bianco e nero rappresenta le montagne. Due ragazze l'accompagnano ad un trono su cui siede per assistere ad una cerimonia eseguita dal Consolato Islandese. Credere che delle persone vivano nelle rocce… è così medievale. Immagino che non ci siano tante opzioni per starci dentro quando vivi in una prateria desolata che nessun altro ha voluto.

Foto donata da Elva Simundsson. 1942 Fjallkona, Sigrun Lindal

SULA JOHNSON