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Vice Blog

Abbiamo salvato un piccolo mini pony da morte certa!

16.9.09

Visto che ci stavamo avvicinando alla fine di una breve e tranquilla estate, le mie amiche ed io abbiamo deciso di fare una gitarella agli Hamptons, proprio come facevano i Kennedy. Fortunatamente, i genitori della mia amica Roxy hanno una casa da quelle parti, così all'ultimo minuto abbiamo deciso di ammassarci sul treno e dirigerci verso est per il weekend.

Siamo arrivate venerdì, mentre si stavano diradando le ultime tracce dell'uragano Danny: costrette ad un grigio pomeriggio ci siamo messe a sorseggiare tristi Long Island perché sentivamo l'esigenza di fare quello che fanno i ricchi quando approdano in territorio da ricchi. La sera siamo andate a letto presto.

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La mattina dopo ci siamo alzate tardi, abbiamo preso la macchina del papà di Roxy, e siamo andate a visitare il negozio di cristalli himalayani dove vendono quei cristalli salini da yuppie che dovrebbero portare fortuna e dare una sciacquata al tuo ritmo biologico e farti partorire bambini con organi genitali smisurati. L'inquietante ed estroverso commesso ci ha raccontato che questi minerali possono anche essere anche un risorsa vitaminica, se li si lecca come vacche hippy.

Dopo essere state curate dalle pietre-fuffa, siamo andate verso Montauk. Dopo una svolta abbiamo iniziato a strillare come delle ossesse—al lato della strada c'era una specie di mini pony di razza araba! Era scappato da casa! Vagava senza meta, tutto perso e triste! Aveva bisogno di noi! Ci siamo avvicinate lentamente per non spaventarlo. Era un bel pony (come tutti i pony!) così ci siamo fermate per fardi delle foto con lui, prima di decidere come riportare quel cosino a casa sua.

Pochi minuti dopo, si è fermata una donna, con l'intenzione di aiutarci, è uscita barcollando dalla macchina con indosso un piccolo impermeabile da sciura e ha preso parte al nostro mio piccolo Mini Pony Party. Dopo poco abbiamo capito che la sua idea di "aiutare" era farsi prendere dal panico continuando a chiedere cose senza il minimo senso e comportandosi come una mega piaga nel culo. Quando ha capito che ci aveva già infastidito a sufficienza, è tornata in macchina per cercare altro "aiuto" ed è sparita.

Ci siamo dirette verso la casa più vicina giusto per permettere alle persone all'interno di ignorarci con gusto, (erano troppo occupati a guardare la televisione e a infilarsi le dita nel culo per darci una mano con la nostra missione-salvataggio di pony. Grazie mille, brutte facce di cacca!)

Alla fine è spuntato fuori un poliziotto. Era molto più gentile degli altri poliziotti che avevamo incontrato prima. Ha detto qualcosa nella sua radio, e meno di un minuto dopo, è apparso il padrone del pony. E non è stato affatto tragico.

Siamo state ringraziate per il salvataggio del pony, e ora sappiamo si chiama Botchi. Abbiamo salutato il nostro piccolo amico. Kay aveva gli occhi lucidi, ma non era tristezza; piangeva perché era allergica a Botchi. Nonostante questo: BOTCHI, CI MANCHI DI BRUTTO!

ANGIE SULLIVAN