Foto

Quando a Parco Lambro la controcultura italiana è cambiata per sempre

A 40 anni di distanza esatti dall'ultima edizione del Festival di Parco Lambro, lo spazio Forma Meravigli di Milano inaugura una mostra fotografica di quei giorni, che rappresentarono un vero e proprio strappo nella controcultura italiana.

di Vincenzo Ligresti
22 giugno 2016, 8:06am

Parco Lambro, Milano © Dino Fracchia.

Per quanto oggi Parco Lambro possa essere considerato alla stregua di qualsiasi altro parco di Milano, negli anni Settanta è stato sinonimo di uno dei più grandi crocevia della cultura underground italiana: il Festival del Proletariato Giovanile.

I Pop Festival erano organizzati da Re Nudo, la principale rivista underground del periodo, e attiravano da un lato una sfaccettata fauna—composta da femministe, comunardi, "sporchi capelloni," curiosi, e militanti di Lotta Continua—e dall'altro gruppi più o meno emergenti e musicisti affermati.

A tutte le edizioni era presente un giovane disoccupato milanese, Dino Fracchia, che alle ultime due si è portato dietro una macchina fotografica e svariati rullini. Ne sono uscite 250 fotografie che rappresentano un vero e proprio continuum di passaggio dagli ideali del '68—con amore libero e acidi annessi—a una disaffezione sempre più politicizzata e sfociata negli Anni di piombo.


Parco Lambro, Milano © Dino Fracchia.

Lo scorso anno è stato pubblicato il libro che contiene questo enorme lavoro d'archivio di Fracchia, Continuos Days, e per l'occasione avevamo intervistato l'autore per parlare dell'origine del movimento e della sua esperienza a Parco Lambro. Ma a 40 anni di distanza esatti dall'ultima edizione del Festival, lo spazio Forma Meravigli di Milano inaugura una mostra intitolata I giorni del Parco Lambro, Continuous Days, Milano 29/5/1975 – 26/6/1976. Per approfondire il discorso su come quelle ultime edizioni siano state lo strappo della controcultura italiana, e perché sia utile riparlarne proprio oggi, ho quindi contattato il curatore della mostra, Matteo Balduzzi.

Una delle prime cose che sottolinea Matteo è che la mostra rappresenta il primo scorcio di una lunga serie di momenti storici passati dalla città di Milano prima che si trasformasse nell'immagine stereotipata che tutti oggi conosciamo. "Abbiamo scelto di proporre tutte le immagini del libro e di non accantonarne nessuna per far rivivere nella sua interezza come doveva essere davvero quel momento," mi ha spiegato Matteo.


Parco Lambro, Milano © Dino Fracchia.

Tutte le foto sono esposte una accanto all'altra come delle micro sequenze di un flusso circolare unico e—quando scattate dallo stesso punto—poste una sopra all'altra come fermoimmagine di un'unica azione. "In questo modo, al di là della storia politica," continua Matteo, "il visitatore può vedere sia i momenti di divertimento che quelli noiosi, sia quelli di vera libertà che di scompiglio," e ovviamente anche i partecipanti: "Ci sono un sacco di immagini da cui viene fuori che c'erano delle persone che palesemente non c'entravano nulla col contesto. C'erano tantissimi militari di leva che non sapendo cosa fare andavano a Parco Lambro a vedere le ragazze nude, c'erano dei veri e propri guardoni, o gente che non era parte del movimento, ma che siccome erano nelle vicinanze andava lì a curiosare."

Inoltre, Matteo mi spiega che l'allestimento della mostra è prettamente contemporaneo in quanto da un lato riporta quel periodo come se fosse stato girato da Fracchia con una GoPro, e dall'altro senza il bisogno di tirare in causa la figura del fotografo demiurgo. Insomma, si tratta sì di un reportage, ma rivisto in chiave moderna e cinematografica, come un po' già accade nel libro. "Si spiega che tutto sommato lo sguardo del fotografo non è così fondamentale, nel senso che si recupera un'idea di artista come operatore culturale e testimone del proprio tempo, e non l'idea dell'artista genio che ci vende il mercato e che con il suo colpo d'occhio unico è capace di ricostruire la scena. Si racconta di un artista testimone che era semplicemente in mezzo con la sua macchina fotografica, in quanto parte della società in cui stava ed era immerso."

La mostra I giorni del Parco Lambro - Continuous days, Milano 29/07/1975 - 26/06/1976 verrà inaugurata il 24 giugno e resterà aperta al pubblico fino all'8 settembre, allo spazio Forma Meravigli di via Meravigli 5, a Milano.

Segui Vincenzo su Twitter.

In tutte le foto qui sotto: Parco Lambro, Milano © Dino Fracchia.

Segui la nuova pagina Facebook di VICE Italia: