Le Tough Tits sconfiggeranno il patriarcato a colpi di sarcasmo e UK punk

Ascolta il loro EP "Hairless" e scopri come goderti la vita e ignorare le pressioni della società patriarcale.
2.9.16

A parte avere il miglior nome del mondo dopo i Diarrhea Planet, le Tough Tits sono anche uno dei migliori gruppi punk del Regno Unito. Il loro nome traccia un ponte immaginario tra umorismo infantile e una rissa al pub, il che funziona perfettamente anche per descrivere la loro musica. Le tre Tette si chiamano Liz, Ayesha e Hells e suonano insieme da novembre, ma in meno di un anno, tra una battuta a sfondo pettorale e l'altra hanno lavorato sodo, provando che non c'è più bisogno di commentare il fatto che siano una band composta da non-maschi. "Avere una formazione tutta al femminile non dovrebbe essere una novità, vorremmo vedere più donne fare come noi", ci dicono.

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Vi facciamo ascoltare in anteprima il loro EP Hairless qua sotto, che contiene tre tracce di punk zozzo e incazzato che prende a schiaffoni il patriarcato a botte di sarcasmo e distorsione—e con il fantastico artwork di Liz.

Dategli un'ascoltata e leggete la nostra intervista di seguito, in cui le ragazze ci dicono la loro sull'accettazione del proprio corpo, i superpoteri e, naturalmente, le tette.

Noisey: Tough Tits! Come va? Dove vi siete conosciute?
Liz: Ho conosciuto Ayesha tramite il suo partner Oliver, con cui lavoro. Lei sapeva che io suono la batteria e voleva formare un gruppo punk in cui suonare la chitarra. Io e il mio coinquilino Hub avevamo già pensato al nome molto tempo fa, così quando lei mi ha contattata ero prontissima e Tough Tits le è piaciuto moltissimo. Dopo qualche mese di scrittura dei pezzi abbiamo deciso che ci serviva una bassista e/o qualcuno che suonasse il synth, per cui abbiamo iniziato a chiedere in giro. Conoscevo Helen da anni e lei era in un periodo di sperimentazione con vari synth, così l'abbiamo portata alle prove e da lì è partito tutto.

Ayesha: Liz lavora nel pub in cui passo il 70% del mio tempo, e qualcuno mi ha detto che voleva suonare la batteria in una band così sono andata da lei e le ho proposto di formare un gruppo. Abbiamo suonato assieme per due o tre mesi prima di accorgerci che ci servivano altri strumenti per raggiungere il livello di furia ottimale, così è arrivata Hells al basso e synth.

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Hells: Io e Liz ci conosciamo da anni. Ci siamo incontrate a un concerto di Patti Smith, poi è diventata la coinquilina dei miei amici e ha iniziato a sbronzarsi nel pub in cui lavoravo così siamo diventate amiche. Ho conosciuto Ayesha a una festa della birra. Un giorno lei e Liz sono venute al bar dove lavoro e mi hanno chiesto di entrare nelle Tough Tits. Non ho ancora capito bene perché abbiano chiesto a me, ma è una figata! Era da un po' che cazzeggiavo con i synth, per cui avevo davvero voglia di jammare con qualcuno e vedere quanto casino sarei riuscita a fare. Non avevo mai suonato il basso prima però, quindi quella parte mi faceva molta paura!

Descrivi le Tough Tits in tre parole.
Liz: Queer, incazzate, sofferenti. Ma forse quella sono solo io.

Ayesha: Tre grosse tette.

Hells: Un gruppo punk.

L'EP parla molto della percezione del proprio corpo. Che consigli dareste alle ragazze più giovani che si trovano ad affrontare la pressione esterna a vestirsi e presentarsi in un certo modo?
Liz: Il testo di "Hairless" è stato scritto da Ayesha e parla di cose piuttosto personali, per cui non voglio analizzarlo troppo. Ma per come la vedo io, la canzone è una finestra sulla costante pressione che le donne devono sopportare riguardo ai propri peli. C'è gente che ogni giorno si sottopone a una lunga e dolorosa routine. Penso che valga la pena di tentare di stare meglio con se stesse, di fare quello che si vuole. Io non sono "hairless". "Nipslip" l'ho scritta per rabbia. Non mi piace la censura del capezzolo femminile. Penso che le leggi che riguardano il corpo delle persone con lo scopo di "proteggerle" siano totalmente sbagliate e manchino del tutto il problema. Per cui, voglio dire, se ti senti sotto processo o sotto controllo e cerchi la libertà, agisci. Fatti sentire e vedere, fa' sapere a tutti come ti senti, troverai altre persone che la pensano come te, ed è così che si inizia a cambiare le cose.

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Ayesha: È davvero difficile. Una volta mi consideravo una persona che non subiva pressioni rispetto al proprio corpo, ma mi sono presto resa conto che mi stavo raccontando cazzate. Il nostro subconscio è bombardato da così tanta merda riguardo a come appariamo, a come ci sentiamo, a come viviamo, che è impossibile non confrontarsi con la roba che ti viene propinata. L'unico modo per uscire da questo completo merdaio sociale è, senza voler sembrare troppo "mamma", fare quello che ti fa sentire bene.

Hells: L'EP esplora la percezione del corpo dal punto di vista di una donna poco più che ventenne, ma la pressione sociale sul look è esercitata su ogni genere. Credo che non sia un problema femminile, ma un problema umano che dobbiamo affrontare tutti insieme. Per non sembrare troppo pesante, consiglierei a chiunque stia avendo problemi con la spinta al conformismo di guardare tutti gli episodi di Ru Paul’s Drag Race.

Qual è il tuo superpotere?
Liz: Preparo un fantastico guacamole.

Ayesha: Ho una vista perfetta.

Hells: Lavoro con la gente normale.

Se vincessi la lotteria domani, che cosa faresti?
Liz: Investirei in tutti i miei amici creativi. Sono tutti geniali e adorabili. I tagli ai fondi per l'arte hanno davvero lasciato il segno. Vorrei creare un'enorme hub creativo non-profit dove dare la possibilità alla gente di far succedere belle cose.

Ayesha: Mi farei male agli occhi e comprerei un botto di occhiali costosi, poi andrei in tour per sempre.

Hells: Andrei al pub.

Ottimo, grazie!

Hairless EP si può pre-ordinare da Drunken Sailor Records e Frux Tapes.

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