Demented parla da solo

  • Una lettera d'amore al caos di Roma

    Oggi Roma sembra far schifo a tutti. Eppure, sinceramente, parlarne in termini negativi e apocalittici non ha granché senso. Mettiamo che la tua città sia un cesso, che fai, spalmi di merda le mattonelle?

  • David Bowie siamo tutti noi

    Nel corso di quasi cinquant'anni di carriera David Bowie è riuscito a sintetizzare i sentimenti comuni a tutti. Ripercorriamo il suo percorso di crescita, che in qualche modo è stato specchio di quello del mondo occidentale, musicalmente e non.

  • Ode a Radio Latina, il fossile vivente della radio italiana

    Da anni, Radio Latina non fa altro che mandare sempre la stessa musica cristallizzata nel tempo, tanto da non risultare mai fuori moda e recuperare prima degli altri tutto quello che viene recuperato per fare trend.

  • L'unico film capace di raccontare gli anni d'oro dell'Italo Disco

    Nel 1983 usciva Jocks, l'unico film in grado di raccontare l'epoca d'oro dell'Italo Disco. A trent'anni di distanza ho incontrato il regista per parlare di quei tempi e dell'eredita del genere.

  • Sulle tracce del poeta della Casilina, il messia delle periferie romane

    Per anni un uomo misterioso ha tappezzato tutta Roma di deliri mistico-esistenziali e messaggi contro "puttane, negri e froci." Ne abbiamo parlato con Pierluca Zanda, autore di un documentario sul tema.

  • Altro che Osho, Gianni Morandi è il mio modello di vita

    Dopo gli ultimi post della pagina Facebook in cui Gianni Morandi risponde pacatamente ai commenti razzisti, ho capito che la sua via è quella giusta. Gianni non è un pazzo, è uno di noi.

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  • I film di John Hughes sono ancora la definizione più precisa dell'adolescenza

    A trent'anni dall'uscita di Breakfast Club, rivedere l'opera di John Hughes mi ha fatto pensare che, paradossalmente, non c'è un regista in grado di fotografare i ragazzi di oggi meglio di lui.

  • Facebook mi ha costretto a usare il mio vero nome, e ora non so più chi sono

    Da quando Facebook mi ha bloccato l'account perché avevo un nome "finto" ho capito che il mio nickname era diventato il mio nome vero e viceversa, e ho iniziato a riflettere sul significato dell'identità.

  • Come sono diventato dipendente dall'oroscopo

    In realtà di astrologia ci capisco poco o nulla, ma oramai ho contratto una fissa magico-irrazionalista sulla previsione comportamentale di questa disciplina. Ovviamente, il mio oroscopo preferito è quello di Branko.

  • La tv visionaria di Enzo Trapani

    C'è stata un'epoca in cui la tv italiana non faceva così schifo, soprattutto per merito di un regista televisivo geniale: il 14 novembre del 1989 moriva suicida Enzo Trapani. Con lui, forse, se n'è andato anche il mio ideale di televisione.

  • L'opera italiana è un teatrino

    Forse la crisi dell’opera di Roma non è altro che un bluff e a parte i licenziamenti tutto tornerà come prima. Ad ogni modo, se anche Giusto Pio è diventato un rocker, gli strumentisti del teatro dell’Opera devono davvero emanciparsi.

  • Lo spettro di Pasolini

    Dal Pigneto al film di Abel Ferrara in concorso a Venezia, Pasolini è diventato una statuetta da comodino: cercano tutti i modi per consumarlo anno dopo anno e non credo che lui ne sarebbe stato granché contento.