I nuovi anarchici contro la Fortezza Europa

Di Jake Hanrahan

Il 7 maggio 2012, due uomini dal volto coperto hanno colto di sorpresa l’amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare fuori dalla sua abitazione genovese. Mentre il loro obiettivo—il cinquantaseienne Roberto Adinolfi—usciva di casa, gli attentatori gli hanno sparato tre colpi. Uno ha raggiunto la gamba di Adinolfi, sotto il ginocchio. Gli aggressori non erano semplici ricattatori o killer assoldati dalla mafia, come si supponeva inizialmente, ma membri di quella che viene considerata un’ombrosa formazione anarco-insurrezionalista molto organizzata, chiamata Federazione Anarchica Informale (FAI, da non confondere con la Federazione Anarchica Italiana).

Dopo la rivendicazione da parte della FAI, la maggioranza della stampa aveva effettivamente attribuito l'attacco a un gruppo di anarchici italiani dal grilletto facile che cercava di imitare le Brigate Rosse. In realtà, la FAI non ha una matrice marxista-leninista e, come confermatomi dal mio contatto, non c'è alcuna affiliazione con le BR.

La mia fonte ha preso molte precauzioni e comunicherà con me con metodi che sono virtualmente irrintracciabili. I membri del gruppo sono persone con cui qualunque agente di sicurezza internazionale apprezzerebbe sedersi e chiacchierare. Chiaramente, sono preoccupati dalle infiltrazioni della polizia e adottano tutte le precauzioni possibili per proteggere l’identità dei loro “compagni”.

Come ha dimostrato la gambizzazione di Adinolfi (effettuata a causa dei legami della sua azienda con Finmeccanica, attualmente sotto inchiesta per accuse di corruzione), il modus operandi della FAI consiste nel portare avanti una resistenza violenta nei confronti della cosiddetta “Fortezza Europa”—un termine che la FAI usa per definire le forze ingiuste e oppressive che ritiene essere alla guida del continente.

Invece di distribuire volantini, gli esponenti di organizzazioni europee come la FAI si coprono il volto e fanno uso della forza dell’“azione diretta”, come provano i loro numerosi attacchi—per esempio, le lettere bomba alle banche private a Roma, gli incendi alle torri di sorveglianza in Russia e la distruzione delle linee ferroviarie in Inghilterra. Hanno anche cercato di inviare lettere esplosive ad alcuni membri del Parlamento Europeo, che però sono state intercettate o non sono esplose (spesso proprio come effetto intimidatorio intenzionale).


Agenti della scientifica studiano la scena del crimine nel caso Adinolfi.

Essendo un’organizzazione informale senza capi, gerarchie e rappresentanti, a volte può essere difficile capire esattamente contro che cosa stia combattendo la FAI. Ma dopo le centinaia di pagine di programmi, memorandum, comunicati e trascrizioni di riunioni che ho letto, sembra chiaro che il suo obiettivo principale sia distruggere qualunque forma di “Stato” o leadership in Europa.

Sostengono di combattere al fianco dei disagiati, oppressi nella loro stessa terra da accordi commerciali stranieri ingiusti, per una “vera libertà personale in cui l’individuo può scegliere il suo destino senza dover essere governato da nessuno.” Affermano che la “completa distruzione del mercato e delle gerarchie” aiuterebbe a raggiungerla. Ovviamente potrebbe anche causare una carestia e permettere a criminali psicopatici e assetati di sangue di andare fuori controllo—tutti noi abbiamo visto i film di Batman—ma l’idea sembra aver a che fare soltanto con l’idea della rivoluzione in sé, e non con le sue conseguenze.

Secondo loro, la FAI non agisce per farsi degli amici o aiutare a sistemare la società. Anzi, sostengono di “combattere per rimuovere lo status quo e per implementare una società completamente nuova e libera.” Secondo la FAI, l’unico modo in cui simili ideali possano esistere è avere un mondo senza governo e autorità di qualsiasi genere. Del resto, non viene mostrata alcuna solidarietà per coloro che, già oppressi, non sono pronti a combattere con la violenza contro il loro nemici—sarebbe infatti anch'essa una forma di oppressione da distruggere.

Fondamentalmente, la FAI è un’organizzazione anarchica nichilista. I membri non sono lì per rappresentarvi o per proteggere qualcuno dalla spietata morsa della disuguaglianza. Non gli importa se le vostre difficoltà non vengono rappresentate, se vi limitate a stare lì con le mani in tasca. Ma se combattete come loro—se infilate le mani in quelle tasche e ne tirate fuori una lettera esplosiva o una pistola, per esempio—allora sono quasi sicuramente con voi. Specialmente se mirate alla “Fortezza Europa”.


Un attentato a una banca cilena rivendicato da anarchici insurrezionalisti.

La storia della FAI può essere ripercorsa fino agli anni Novanta. Tramite cellule attive a livello internazionale, è responsabile di attacchi violenti, dalle esplosioni nelle banche in Cile all’incendio della macchine appartenenti a deputati conservatori e al sindaco di Bristol. Dopo aver passato in rassegna il materiale che mi è stato dato dalla FAI, ancora non so perché abbiano preso di mira il sindaco di Bristol. E, a giudicare dalle sue dichiarazioni riportate da questo giornale locale, non lo sa nemmeno lui, ma sembra che la sua Toyota Prius e la Ford Fiesta della moglie siano state ritenute parte della Fortezza Europa e per questo dovessero morire nel fuoco nichilista.

Malgrado sia stata ufficialmente fondata come movimento nel 2003, i primi attacchi rivendicati dalla FAI risalgono al 1999, quando ha spedito degli ordigni esplosivi all’ambasciata greca e all’ufficio del turismo di Madrid, e a una filiale della CitiBank a Barcellona. Hanno spedito gli esplosivi via posta per mostrare solidarietà a un uomo di nome Nikos Maziotis, ora noto per le sue affermazioni di fronte alla Corte Criminale di Atene, dopo che è stato arrestato il 12 dicembre 1997 per aver piazzato una bomba nel Ministero per l’Industria e lo Sviluppo greco.

Dopo le lettere esplosive del 1999, le cellule della FAI hanno spedito una serie di ordigni esplosivi e incendiari a organizzazioni e giornalisti come il giornale La Razón di Madrid, la Chiesa di Sant’Ambrogio a Milano, la Corte di Valencia, la cattedrale di Madrid e gli uffici dei carabinieri a Genova. Due dei loro obiettivi si sono inoltre visti recapitare “pacchi con escrementi di cane”.

Questi attacchi incendiari erano un’ulteriore attacco contro le prigioni, e più nello specifico contro i moduli di isolamento FIES. Queste unità per lo più non vengono citate dai media, probabilmente perché sono brutali sezioni di isolamento all’interno delle prigioni spagnole in cui i prigionieri insubordinati vengono spediti per mesi e anni. Sono diventate le galere preferite dalle autorità carcerarie per gli anarchici e i prigionieri colpevoli di aver destato allarme sociale, molti dei quali hanno riferito di brutali torture quotidiane da parte delle loro guardie.

Le lugubri sezioni di isolamento fungono da prigioni nelle prigioni, e operano nonostante la “Carta dei Diritti Fondamentali” dell’Unione Europea a cui la Spagna dovrebbe aderire. Un anarchico di nome Gabriel Pombo Da Silva (incarcerato per una sparatoria con delle guardie di confine in Germania) è riuscito a fuggire da un’unità FIES nel febbraio 2004, per poi scrivere una lettera in cui elenca nel dettaglio le sofferenze inflitte. Appena quattro mesi dopo, il suo compagno anarchico Jose Antonio Cano si è suicidato in una delle sezioni di isolamento a Barcellona dopo essere stato imprigionato e apparentemente torturato per 12 anni.

Gli attacchi contro le sezioni FIES a seguito dei pacchi bomba del 1999 sono solo un esempio delle missioni compiute con successo dalla FAI. A causa della natura decentralizzata del gruppo e della mancanza di leadership o gerarchia, la FAI sta raccogliendo un gran numero di cellule associate. Gli attacchi compiuti dai compagni esteri della FAI includono l’incendio a una scuola in Indonesia (perché “la scuola è una prigione”), gli spari (non pianificati) a due ufficiali di polizia in Grecia e l’incendio di un trasmettitore vicino Bath, in Inghilterra, giusto il mese scorso. Quest’ultimo ha lasciato 80.000 case senza televisione e radio, causando centinaia di migliaia di sterline di danni. 

“L’industria dell’intrattenimento è un mezzo importante per manipolare il comportamento umano,” diceva il comunicato diffuso su internet per la rivendicazione dell’incendio di Bath. “Senza una fornitura costante di distrazioni sarebbe molto più difficile convincere le persone che le loro vite sono soddisfacenti.”

Hanno dedicato l’attacco a un collega anarchico chiamato Xosé Tarrío González, morto nel 2005 in una sezione di isolamento FIES di La Coruña.


I membri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco Gerasimos Tsakalos e Panagiotis Argirou.

I benefici dell’avere questa famiglia allargata di cellule anarchiche in espansione è che i potenziali membri non devono incontrarsi né legarsi con qualcuno della FAI per unirsi alla lotta. Grazie a quella precisa costituzione, la FAI afferma di non aver mai subito un’infiltrazione di successo da parte di poliziotti in borghese.

La più rilevante delle consociate della FAI è la greca Cospirazione delle Cellule di Fuoco (CCF), che ha effettivamente unito le forze con la FAI nel 2011 dopo un processo che coinvolgeva alcuni dei loro membri. Come la FAI prima di lei, la CCF ha lanciato la sua prima ondata di attacchi il 21 gennaio 2008 per mostrare solidarietà agli anarchici imprigionati. I membri della CCF hanno fatto esplodere bombole di gas nelle città di Atene e Salonicco.

La CCF ha deciso di non nascondersi dopo questa prima ondata di distruzione, e ha invece proceduto facendo esplodere delle bombe fuori dalle stazioni di polizia durante le manifestazioni in Grecia, dando fuoco ai piani alti del palazzo della Rabobank di Utrecht, piazzando bombe nel tribunale di Atene e nelle case dei politici contrari all’immigrazione e facendo saltare il quartier generale del partito neonazista Alba Dorata. Hanno anche inviato per posta dell’esplosivo ad Angela Merkel, Silvio Berlusconi e ad altri capi di Stato europei, ma è stato intercettato.


L'incendio alla Rabobank di Utrecht.

In uno dei documenti che ho letto, la CCF dà fin dall’inizio lo stesso messaggio della FAI: “La guerriglia ha finalmente abbandonato le pagine dei libri che parlavano di decenni passati ed è arrivata con ferocia sulle strade,” dice. “Perché la guerriglia urbana non offre libertà utopica. Dà accesso alla libertà immediata.”

Dopo la collaborazione, la FAI/CCF è diventata più forte, le sue dimensioni sono più che triplicate ed è sempre più riconoscibile per la sua resistenza violenta in tutta Europa e in gran parte del mondo. Ma malgrado la dimensione del gruppo e i numerosi attacchi lanciati in vari Paesi all’estero, la FAI ancora non è riconosciuta dall’America. Gli Stati Uniti hanno un sistema di designazione delle organizzazioni terroristiche straniere (FTO). Secondo le loro parole, “la designazione delle FTO gioca un ruolo cruciale nella nostra lotta al terrorismo ed è un mezzo efficace per limitare il supporto ad attività terroristiche.”

L’assenza della FAI dalla lista potrebbe essere dovuta al fatto che—diversamente da altre organizzazioni terroristiche presenti nel sistema FTO—non ha ancora ucciso alcun civile o passante innocente. Gli addetti alla corrispondenza che si bruciano le mani con l’esplosivo e gli impiegati tagliati dai vetri che schizzano in giro negli attacchi bomba sono ovviamente eventi profondamente inquietanti, ma le prove dimostrano che nessun civile è mai stato effettivamente ucciso come risultato diretto di un attacco compiuto da una cellula della FAI.

Non tutti i membri sono contrari alla possibilità di un “danno collaterale” umano. Nella trascrizione di una riunione della FAI risalente al 2006 è riportata la conversazione avuta dai membri a proposito del ferimento accidentale di civili.

“Perché mai loro [anarchici non violenti] si preoccupano della sicurezza di un postino o di una segretaria ogni volta che viene spedito un pacco bomba?” dice qualcuno che si fa chiamare Archimede Pitagorico. “Dobbiamo dimostrare che siamo seri, che non ci nascondiamo dietro ragionamenti tortuosi e che non abbiamo alcun problema ad attaccare anche a rischio di morte!”

Un altro membro, chiamato Paperina, dice: “Che retorica del cazzo!”

“Lasciami finire,” dice Pitagorico. “Il problema è che ci facciamo troppi scrupoli e che non andiamo mai fino in fondo. Dobbiamo essere più audaci con gli esplosivi e non dobbiamo pensare a far del male a una segretaria se l’obiettivo è il suo capo.”

“È una questione di mezzi,” dice un altro membro chiamato Quo. “Dobbiamo essere più selettivi; pistole al posto degli esplosivi.”

La riunione va avanti con una discussione su come i membri della FAI siano stati molto attenti a non nuocere ai civili, e su come abbiano addirittura “salvato i colpevoli” con la loro attenzione per gli innocenti.

Con un gruppo numeroso e geograficamente disperso come la FAI, di tanto in tanto saltano fuori interessi contrastanti e contraddizioni. I media si sono spesso concentrati su queste incongruenze più che sulla parte più grande del puzzle–gli attentati di massa e le sparatorie all’alba, senza menzionare quello che dimostra l’evidenza: che c’è un numero crescente di persone là fuori che si sente oppresso al punto da imbracciare le armi.

Proprio a causa della natura del gruppo, potrebbe essere impossibile fornire un resoconto della FAI che abbia un’accuratezza assoluta. Lo dicono anche loro stessi che, “Ogni testo, analisi o critica che esce dalla FAI non sarà mai definitivo. La nostra federazione informale è in costante evoluzione.”


Graffiti della CCF.

La FAI è essenzialmente il movimento sotto il quale operano molte cellule anarchiche insurrezionali di sinistra—per la CCF, il Fronte Rivoluzionario Internazionale e il Fronte di Liberazione della Terra rappresenta quello che l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina era per Al Fatah, FPLP and FDLP negli anni Settanta. Una citazione dei membri della FAI che riassume chiaramente il messaggio, le battaglie e la formazione della FAI è: “Siamo una singola cosa senza conoscerci. Nella nostra diversità, siamo la mano che spezzerà la catena.”

Anche se potreste non averne ancora sentito parlare, la FAI quest’anno è già stata impegnata nel far tintinnare le suddette catene, essendoci stati nel solo mese di gennaio almeno quattro attentati andati a buon fine. Essi includono il lancio di bombe incendiarie su una banca in Russia, l'incendio della casa di un anziano uomo politico in Indonesia e l’abbattimento di alcune gigantesche croci di legno a Mosca.

Di conseguenza, le autorità italiane hanno inasprito la loro lotta contro la FAI, lanciando uno sforzo antianarchico denominato “Operazione Ardire”. Ardire permette alla polizia italiana di introdursi nelle case dei sospetti anarchici, di tirarli fuori dal letto e di sbatterli in galera. Dei blogger che hanno semplicemente esternato la loro approvazione nei confronti di un attacco della FAI sono stati individuati e arrestati, secondo la FAI, e ad alcuni prigionieri sono stati rifiutati diritti fondamentali come le telefonate e le visite.

Non lasciatevi ingannare dal silenzio—la FAI non è un gruppo di studenti e attivisti part-time che fa baldoria nel fine settimana, ma una rete clandestina di anarchici convinti, determinati e violenti pronti ad agire sempre più spesso a livello locale e internazionale. 


 

Commenta